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Sospeso l’account Twitter di Marjorie Taylor Greene: diffondeva fake news

Il profilo della repubblicana filo-Trump bloccato permanentemente dopo l'ennesimo tweet no vax. La replica: "Twitter nemico dell'America"

Marjorie Taylor Greene all'AmericaFest lo scorso dicembre (Gage Skidmore from Surprise, AZ, United States of America, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons)

Il profilo Twitter personale di Marjorie Taylor Greene (@mtgreenee), deputata repubblicana per lo stato della Georgia, è stato definitivamente sospeso a causa di ripetute violazioni della policy societaria sulla disinformazione e il Covid-19.

A far scattare la chiusura è stato un tweet pubblicato dalla congresswman lo scorso sabato, in cui si asseriva che il vaccino anti-Covid avesse provocato un numero altissimo di morti. I dati, tuttavia, non erano corroborati da fonti attendibili o verificate, il che è bastato a far scattare il quinto, e definitivo, avviso del social network nei suo confronti.

Le ultime due segnalazioni inviate dal gigante di San Francisco a Greene risalgono alla scorsa estate. Ad agosto, l’imprenditrice e politica filo-Trump aveva infatti affermato che non fosse necessario vaccinarsi contro il Covid-19 perché pericoloso solo per gli over-65 e gli obesi. Poche settimane più tardi, aveva invece pubblicato un tweet in cui sosteneva che i vaccini stessero fallendo.

Particolarmente dura la risposta della repubblicana, affidata al suo canale Telegram: Greene ha definito Twitter “nemico dell’America” e “incapace di affrontare la realtà“. La decisione non ha peraltro coinvolto il profilo istituzionale della congressista (@RepMTG).

Non è la prima volta che i giganti del Web arrivano a censurare profili di parlamentari e membri dell’esecutivo: il caso più eclatante è senza dubbio quello dell’ex presidente Donald Trump, sospeso a tempo indefinito sia da Twitter che da Facebook (compreso Instagram) dopo il ruolo del leader GOP nell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio.

L’unico mezzo a disposizione di Greene rimane ora un appello contro la decisione di Twitter, che potrà essere ribaltata solo dimostrando che il tweet fosse basato su dati reali.

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