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Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica: sarebbe grande opportunità?

Il Cavaliere lo merita, è amico degli USA e di Putin, Draghi resterebbe al governo, facilita le riforme. Età troppo avanzata? Dimissioni dopo un triennio

di Cesare Sassi

Silvio Berlusconi - ANSA/ETTORE FERRARI

L’elezione del Presidente della Repubblica, massima carica istituzionale, sarà quest’anno l’evento più importante della politica italiana ed è quindi doveroso valutare le varie possibilità ed esprimere delle motivate previsioni.

Sulla base dell’articolo 83 della costituzione, il presidente verrà eletto con voto segreto dall’assemblea parlamentare in seduta comune, che per l’ultima volta sarà composta da 1009 membri (630 deputati più 321 senatori più 58 delegati regionali).

Per essere eletto nei primi tre scrutini sarà necessaria una maggioranza di due terzi dell’assemblea, ma dopo basterà la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno dei votanti.

La maggior priorità ufficiale degli aventi diritto al voto dovrebbe essere quella di non scombinare gli attuali equilibri di Governo, ma per molti di questi elettori sarà più importante la sopravvivenza dell’attuale legislatura, per poter mantenere gli attuali privilegi e per potersi assicurare una ricca pensione.

Panoramica del parlamento riunito in seduta congiunta, integrato da 58 rappresentanti delle Regioni, a Montecitorio, Roma, 22 aprile 2013. (Foto ANSA / Mauzio Brambatti)

La soluzione più comoda, per i partiti al potere pur con i consensi in declino, potrebbe essere la rielezione di Sergio Mattarella, il quale tuttavia ha spiegato bene la propria posizione dichiarando di non essere più disposto a fare il presidente e di preferire la carica di senatore a vita.

Altro argomento di riflessione sono i “no vax”; una pattuglia di 113 elettori, dalle provenienze politiche più svariate, poco gestibili, ma che potrebbero essere decisivi nella scelta del Presidente.

Attualmente i riflettori sono puntati su Mario Draghi e su Silvio Berlusconi, che possiamo considerare i più idonei ed i più motivati a coprire questa carica.

Mario Draghi andrebbe volentieri al Colle, ma in questo momento rimane necessario come Presidente del Consiglio, anche perché i due partiti di centrodestra hanno dichiarato di lasciare il governo in caso di cambiamento, con la conseguenza delle elezioni anticipate.

Silvio Berlusconi, assolutamente ostacolato dai partiti di centrosinistra e già espulso dal Senato, vorrebbe andare al Colle per rivincita contro le ingiustizie subite e per coronare venticinque anni di impegnata attività politica, oltre ai cinquanta anni di brillante attività imprenditoriale.

Per il popolo italiano sarebbe una grande opportunità per tre principali motivi:

  1. Rapporti internazionali, essendo l’unico politico italiano che ha parlato alle camere USA, che viene sponsorizzato dal PPE europeo e che può intrattenere rapporti primari con Vladimir Putin, presidente della Russia.
  2. Riforma radicale della magistratura, avendo sofferto di persona un accanimento giudiziario unico nella storia repubblicana ed avendo assistito da vicino ai recenti scandali della magistratura militante.
  3. Rinvio delle elezioni alla scadenza naturale, onde permettere una completa realizzazione delle emergenze con Draghi al governo.

Unica perplessità potrebbe essere l’età avanzata, ma questa potrebbe essere la causa e l’occasione di dimissioni dopo un triennio, per facilitare il subentro di un politico più giovane prima della fine del mandato settennale

I migliori auguri di ogni successo al popolo italiano, ovunque si trovi ed a Silvio Berlusconi, comunque sia il risultato della elezione!

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