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La presentazione dei candidati M5S a New York, le nostre domande

Fiorenzo Borghi e Emanuel Mazzilli non sono soddisfatti dell'andamento della campagna elettorale: ecco perché

Fiorenzo Borghi e Emanuel Mazzili

I due candidati del Nord Centro America per M5S hanno parlato delle difficoltà di organizzare una campagna elettorale all'estero, intanto insieme sono per "la creazione di una Commissione per i residenti all’estero, dove si possa discutere insieme dei problemi che affliggono chi vive fuori dal Paese... Possiamo anche focalizzarci sui tecnicismi. Ma l’Italia ha un cancro, e si chiama corruzione”

La mattina del 17 febbraio è avvenuta la presentazione di alcuni candidati del Movimento 5 Stelle, al NYC Seminar & Conference Center. La Voce di New York si è collegata all’evento in streaming ma, a causa di problemi di connessione, non siamo riusciti a seguire l’evento. Ciò che abbiamo potuto fare, è stato fare delle domande ai due dei candidati sui punti salienti del programma e sulle loro impressioni riguardo alla campagna elettorale in Nord e Centro America, così da presentare ai nostri elettori coloro che competono per la causa dei 5 Stelle nella nostra circoscrizione.  A parlare, Fiorenzo Borghi, candidato al Senato, e Emanuel Mazzilli, candidato alla Camera.

Non sono del tutto soddisfatti, riguardo all’andamento della campagna elettorale. E’ stata una campagna impegnativa e stimolante, sì, “una campagna durante la quale ho imparato molte cose”, ha dichiarato Fiorenzo Borghi, “esperienze che porterò con me per le campagne elettorali future”. Tuttavia, “ho notato che, per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, abbiamo ricevuto poche domande; come se la gente avesse paura di chiedere e di avere delle risposte. Abbiamo fatto tutto il possibile”, ha continuato, “tutti e due lavoriamo, e per questo abbiamo avuto poco tempo per una campagna elettorale di massa. Abbiamo puntato molto sull’informazione online”.

Anche il candidato alla Camera riporta lo stesso problema. “La mia campagna sui social e le interviste online non sono arrivate a tutti”. Se potesse cambiare qualcosa, cercherebbe “di incontrare personalmente una parte più vasta dell’elettorato. Soprattutto gli anziani”.

Il problema più grande riscontrato? “Tempo e spazio”, ha dichiarato Borghi. “Le distanze che ci dividono sono enormi. Non bisogna dimenticarsi che fanno parte della circoscrizione anche California, Florida ecc… Ho cercato di raggiungere Toronto, ma sono stato impossibilitato, causa neve.” E poi ha continuato, “è impossibile coprire distanze così grandi se fai tutto sulle tue spalle – riferendosi ai costi di spostamento – e se hai poco tempo perché lavori”.

“La disconnessione” è stata il problema più grande per Mazzilli. “Le tempistiche erano troppo ristrette, e non abbiamo avuto la possibilità di creare un radicamento sul territorio”. Inoltre, “non abbiamo avuto nessuno appoggio da associazioni e da giornali locali,“ ha continuato, sollevando il problema ripreso poi dal candidato al Senato. “C’è il problema dei patronati, che nella maggior parte dei casi sono in mano al PD. Le associazioni italiane all’estero, poi, hanno un’appartenenza storica. La vedo in salita, certo, ma almeno il risultato è migliore dell’altra volta.”

Ma rimane comunque una “buona campagna elettorale”. Che risultato si aspettano nella loro circoscrizione? “La nostra posizione è difficile. Oltre ad avere i partiti nazionali, ci sono anche le liste  locali. Ho conosciuto tutti i candidati. Sono brave persone, che come me non vengono dalla politica, ma dalla società civile. Sembrano dare il più possibile. Quello che mi aspetto è di essere votato, come anche Mazzilli spera di essere votato alla Camera. Certo, a livello di risultati, vogliamo arrivare a prenderci tutti e due i seggi.”

E se dovessero vincere, la prima cosa che farebbero in Parlamento per rappresentare gli italiani all’estero, sarebbe la creazione di una Commissione per i residenti all’estero, dove si possa discutere insieme dei problemi che affliggono chi vive fuori dal Paese. I problemi affliggono tutti allo stesso modo; “non ci sono sostanziali differenze tra le liste”, ma sono sempre “gli stessi cinque o sei punti che girano e rigirano, acquisizione della cittadinanza, IMU, rete consolare…”, ha detto Fiorenzo. Insomma, sempre le solite cose dette da tutti. E in più, come atto simbolico, provvederebbero con un finanziamento alle istituzioni di cultura e lingua “come investimento a lungo termine. Ogni soldo investito, prima o poi tornerà in patria”.

Ma il programma riguardante gli italiani all’estero è “solo una parte”, “un’integrazione al programma di Di Maio. I parlamentari rappresentano la nazione, quindi noi andremo in parlamento per questo, lavorando con le commissioni per temi”, ha continuato Mazzilli. “Vogliamo davvero realizzare i 20 punti del programma del Movimento, soprattutto con la lotta alla corruzione. Infatti, possiamo anche focalizzarci sui tecnicismi. Ma l’Italia ha un cancro, e si chiama corruzione”.

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