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Free Flights to Italy, la lista che si è fatta beffe del Ministero dell’Interno

Una storia di menzogne, falsi titoli, presunte truffe. Un gigantesco inganno a danno degli stessi elettori in Nord America: voto da annullare?

Tra i primi ad entrare in contatto con la lista Free Flights to Italy e con il suo candidato Giuseppe Macario, dopo la denuncia della giornalista Selvaggia Lucarelli, ci siamo messi alla ricerca della verità. Ecco a voi la storia incredibile della lista Free Flights to Italy, e di come il Ministero dell'Interno (che abbiamo contattato, e da cui attendiamo risposta) pare non si sia accorto di nulla

Siamo stati tra i primi ad accorgerci della candidatura, nella ripartizione Centro Nord America, di una bizzarra lista dal nome “Free Flights to Italy”, a prendere contatti con loro e, addirittura, con il suo candidato Giuseppe Macario. L’intervista a Macario che ne è derivata era parte del nostro speciale sul voto all’estero per il quale abbiamo sottoposto 9 domande, uguali per tutti, ai candidati della ripartizione Centro Nord America: ben 35 su 38 ci hanno risposto. E ancora prima che Selvaggia Lucarelli, sulla rivista Rolling Stone, scoperchiasse l’incredibile “spy story”che si nascondeva dietro alla lista, avevamo cercato di organizzare con loro un incontro a quattr’occhi, per saperne di più. Poi, quell’articolo è uscito ed era ormai chiaro che i sospetti messi in luce da Lucarelli fossero gravissimi. Una vicenda che ha dell’assurdo, e in cui, per qualche giorno, pare esserci cascata l’Italia intera. Certo, non che non ci fossimo insospettiti quando, nel lavorare al nostro speciale, ci siamo imbattuti in quella bizzarra lista, che rimandava a un’omonima ong, con una sede a Roma, che prometteva, in primis, biglietti gratis agli espatriati. Così, li abbiamo subito contattati, attraverso il modulo disponibile sul loro sito, per avere nome e biografie dei candidati, e per chiedere, appunto, un incontro di persona. Un incontro che non abbiamo mai fatto in tempo ad organizzare, perché sorpresi dalla pubblicazione dell’inchiesta di Lucarelli, ma che, come leggerete nel seguito di questo pezzo, in ogni caso non avrebbe potuto avere luogo.

Ad ogni modo, a pochi minuti dalla nostra prima richiesta, ci hanno immediatamente risposto, da un classico indirizzo gmail, fornendoci i nomi di Giuseppe Macario e di Bettina Anna Maria Borrelli e due righe di biografia, che sono poi quelle che abbiamo pubblicato nel nostro pezzo di presentazione e che tutti i giornali stanno citando. Lo abbiamo fatto, certo, con un po’ di stupore per l’evidente stranezza del nome e del programma della lista, ma fiduciosi nel fatto che il Ministero dell’Interno avesse effettuato tutti i controlli del caso, vigilando, peraltro, sul rispetto dei non banali requisiti che occorrono per candidarsi. Tanto più che chi ha risposto alla nostra prima e-mail si era dimostrato particolarmente disponibile e ben disposto (almeno, col senno di poi, in apparenza) ad accogliere una nostra visita nella loro sede, di cui ci hanno subito fornito l’indirizzo, salvo avvisarci, però, che non avremmo trovato i candidati perché “entrambi attualmente impegnati in America”.

Sempre disponibili, peraltro, si sono mostrati quando li abbiamo ricontattati per avere l’indirizzo e-mail di Giuseppe Macario, a cui volevamo sottoporre le 9 domande che abbiamo inoltrato anche agli altri candidati delle diverse liste in vista della realizzazione del nostro speciale. Anche in questo caso, l’e-mail ci è stata subito fornita, pur dietro raccomandazione (comprensibile) di non diffonderla per “evitare fenomeni di spam”. E il candidato stesso si è dimostrato sollecito a rispondere alle nostre domande, ponendosi, quindi, quasi al di sopra di ogni sospetto.

Dopo la prima denuncia di Lucarelli, anche noi della Voce di New York abbiamo condotto delle indagini per gettare un po’ di luce su una storia apparentemente assurda, che, nostro malgrado, è partita proprio dal nostro giornale. Innanzitutto, abbiamo contattato l’Ufficio Stampa del Ministero dell’Interno: perché, di tutta questa storia, ciò che quadra di meno è che un presunto “candidato fantasma”, che qualcuno – stando alle ricostruzioni di queste ore – accusa di truffe e addirittura cyberstalking, sia riuscito a raccogliere le sottoscrizioni necessarie e a organizzare una lista sufficientemente credibile (per quanto bizzarra) e con tutte le carte in regola per presentarsi alle elezioni. La nostra sollecitazione telefonica al Ministero si è conclusa con la richiesta di inviare una e-mail e di attendere la risposta del Responsabile, risposta che al momento in cui scriviamo non è ancora arrivata.

Nel frattempo, il sito di Free Flights to Italy, nonché gli indirizzi e-mail che avevamo utilizzato per contattare il movimento e il candidato, non sono più funzionanti. Ma c’è di più: controllando l’indirizzo della sede a Roma che l’ong ci aveva fornito nel nostro colloquio telematico, ci siamo accorti che si tratta di una località fuori dalla Capitale, praticamente dispersa nella campagna, per raggiungere la quale Google Maps non dà mezzi pubblici disponibili e che Street View identifica come una strada provinciale immersa nella sterpaglia con un unico casolare diroccato all’orizzonte. Un palese fake.

Abbiamo quindi controllato l’indirizzo della sede legale dell’organizzazione, come viene riportato nella Dichiarazione di Trasparenza pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno: via Treves 25 a Fiano Romano, indirizzo che, secondo alcuni siti come Coobiz, sarebbe sede di un’impresa agricola riconducibile, guardacaso, a tal Macario Giuseppe e tale Borrelli Bettina Anna Maria, l’altra candidata della lista. Candidata che, scrive nel seguito della sua inchiesta Selvaggia Lucarelli citando l’anagrafe di Fiano, altri non sarebbe che la madre dello stesso Macario.

E intanto, continuiamo a imbatterci, sul web, in particolari sempre più sconcertanti. Ad esempio, alcuni siti (come questo) riportano che tale Giuseppe Macario, nell’ottobre 2015, apparteneva a un’associazione locale apartitica, “No Tasse Casa”, che avrebbe collaborato con Noi con Salvini Fiano Romano per elaborare il programma politico del movimento. Abbiamo provato a contattare il distaccamento locale di Noi con Salvini per avere qualche riscontro, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Ad ogni modo, sulla medesima testata che riportava questa notizia, abbiamo trovato un altro riscontro dell’esistenza di quella associazione, della quale, tuttavia, non abbiamo trovato traccia su Facebook:

Il presidente Giuseppe Macario, docente di informatica a tempo indeterminato presso l’università della California University of the People, vuole applicare a Fiano Romano lo stesso modello adottato da alcuni comuni italiani che, eliminando le spese inutili, hanno potuto ridurre le aliquote che determinano il calcolo, o perfino azzerarle. Non si tratta di discorsi campati in aria: noti quotidiani finanziari, tra cui Il Sole 24 Ore, hanno già pubblicato l’elenco delle amministrazioni virtuose che hanno preso questa encomiabile decisione a favore di tutti i cittadinia partire dal biennio 2015-2016. L’associazione è rigorosamente apolitica e accoglie la partecipazione di qualunque movimento, comitato o partito, che intenda impegnarsi a sostenere gli obiettivi dello statuto. Si ritiene che le finalità da raggiungere siano troppo importanti per essere ridotte a mere beghe tra politicanti locali. Le adesioni, anche formali, sono quindi giunte da sinistra, destra, centro, così come da chi non si riconosce nelle ideologie politiche o non crede più nei partiti.

Sempre alla ricerca di Macario, ci siamo imbattuti in un’altra incredibile traccia: una lettera, pubblicata dal Corriere della Sera e indirizzata alla rubrica Italians di Beppe Severgnini, scritta proprio da tale Giuseppe Macario, che, puntualmente, si presenta come “docente” 33enne “di analisi degli algoritmi presso l’università californiana University of the People”. Nella missiva, Macario racconta di un progetto della stessa Università che consiste nell’adozione di “open educational resources” (OER), cioè materiale didattico open source gratuito: un progetto meritevole, sostiene, di cui in Italia si parla troppo poco. Al termine della lettera, lascia anche un indirizzo e-mail e un numero di telefono, che naturalmente abbiamo provato a contattare, ma che risulta sempre “al momento non disponibile”.

Intanto, nel seguito della sua inchiesta, Lucarelli parla addirittura del soggetto come di un “molestatore seriale”, e di tante ragazze – circa 90 – che avrebbero subito da parte sua cyberstalking e diffamazione. Di riscontri sul web, in effetti, ce ne sono. Da una semplice ricerca online, ci si imbatte in diversi siti e blog, come giuseppemacario.info, nati, stando a quanto si legge, per denunciare le presunte attività di Macario stesso. In uno di questi, giuseppe-macario.blogspot.it, si legge addirittura: “Questo blog nasce a supporto di giuseppemacario.info, ed è stato realizzato dalle vittime di un personaggio di nome Giuseppe Macario (alias Antonio Russo)”, suggerendo dunque che il candidato di Free Flights to Italy abbia una doppia identità.

Mentre scriviamo queste righe, giungono aggiornamenti sulla vicenda che la stessa Lucarelli definisce, sulla sua pagina Facebook, “definitivi”. Un giornalista residente a Fiano Romano è andato fisicamente a controllare all’indirizzo indicato come domicilio da Macario sulla Dichiarazione di Trasparenza. Al citofono, ha risposto proprio la signora Bettina Anna Maria Borrelli, rifiutandosi però di rilasciare dichiarazioni. I vicini di casa avrebbero però confermato che Giuseppe Macario e sua madre vivono lì, descrivendoli come persone molto conosciute in paese perché escono poco di casa (si vocifera che lui, Macario, non esca praticamente mai). Avrebbero affermato, poi, che Giuseppe Macario è noto come esperto in informatica ma anche come persona problematica, che soffrirebbe di disturbi della personalità non meglio specificati.  Il notaio Luigi D’Alessandro indicato sull’atto depositato da Macario nel sito del Ministero, sentito al telefono dalla stessa Lucarelli, ha poi affermato che la sua firma è falsa e sporgerà denuncia nei confronti di Macario. Da parte nostra, in attesa di una risposta diretta del notaio, che abbiamo contattato, abbiamo parlato personalmente con la giornalista, che ci ha confermato per filo e per segno la circostanza. Oltretutto, conversando con lei al telefono riguardo a questa incredibile vicenda, ci siamo chiesti se, a questo punto, i voti degli italiani all’estero non debbano essere annullati, visto che, al di là dei singoli voti conquistati dalla lista, la sola presenza di “Free Flights to Italy” sulla scheda elettorale avrà naturalmente orientato le decisioni dei votanti.

Ora che i pezzi del puzzle cominciano a combaciare, la domanda con cui abbiamo inziato questo pezzo, tuttavia, rimane: com’è possibile che un soggetto simile abbia potuto candidarsi indisturbato senza destare sospetti presso il Ministero dell’Interno? Per cercare di avere chiarimenti su questo punto, a nostro avviso dirimente, oltre a restare in attesa della risposta del Viminale, abbiamo contattato anche il Consolato d’Italia a New York e gli abbiamo posto delle domande. Quando avremo le risposte,  vi aggiorneremo.

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