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I candidati di +Europa si presentano a New York col “padrino” Marco Cappato

I candidati di "+Europa con Emma Bonino" incontrano i sostenitori nel ristorante ViceVersa e con loro anche il leader radicale del diritto all'eutanasia

Da sinistra Luca Palazzotto, Mariateresa Cascino, Roberto Ciliberto, Marco Cappato, Cesare Romano e Francesco Galtieri mercoledì sera al ristorante Viceversa di Manhattan, per la presentazione di +Europa (Foto VNY)

I candidati della lista +Europa con Emma Bonino Mariateresa Cascino, Luca Palazzotto, Cesare Romano, Roberto Ciliberto e Francesco Galtieri hanno partecipato ad un incontro a Midtown per spiegare gli scopi della campagna “per il bene più prezioso che abbiamo: il futuro” e per parlare con i curiosi che sono andati ad ascoltarli. All'evento anche Marco Cappato, a New York per una conferenza ONU: “Lui rimane una colonna portante del nostro partito”

I candidati di +Europa con Emma Bonino si sono presentati il 21 febbraio al ristorante di Midtown Manhattan ViceVersa, “non per la squadra ma per i valori”. Un incontro informale, il loro, per riuscire a presentarsi formalmente e informalmente ai presenti, bicchieri di prosecco alla mano e dialoghi improvvisati al momento. Special guest Marco Cappato, introdotto da Francesco Galtieri. “Che sia candidato o no… rimane una colonna portante del nostro partito”, ha detto sorridente il candidato al Senato.

Attorniato da tanti simpattizzanti per la lista Europa, Cappato ha esordito dicendo: “la politica all’estero è più importante, in termini di qualità”. Infatti, pian piano, in Italia “le fake news stanno distruggendo la democrazia”, e questa è la sfida della modernità. Tuttavia, anche “il mondo anglosassone, che era il baluardo” riguardo al tema dei diritti – mentre tutte le altre democrazie rimangono impelagate con la burocrazia – “oggi, ha rinunciato a questo ruolo”.

Ciò che resta a noi da fare, è seguire il federalismo, “basato sui diritti fondamentali, che, ad oggi, sono la nostra prima necessità”. “Quella di Marco Pannella – sugli Stati Uniti d’Europa – non era solo una sparata; le democrazie hanno bisogno di lavorare insieme e unirsi”. E mentre crescono i nazionalismi, quella di Emma Bonino è la “lista che è riuscita ad obbligare tutti a stare più tranquilli sull’Europa… è già un risultato”; la lista che, anche se non dovesse vincere, “continuerebbe la sua battaglia, anche fuori dal Parlamento”, ha continuato.

I candidati di +Europa incontrano i loro sostenitori a New York

La parola è passata ai candidati, e poi ai presenti. A parlare, Mariateresa Cascino, Luca Palazzotto, Cesare Romano, Roberto Ciliberto e Francesco Galtieri.

Tra San Francisco, New York e Boston, Mariateresa Cascino si è sempre occupata degli scambi tra l’Italia e l’estero. E ora, tornata a vivere in Italia, ha continuato questa attività attraverso il Women Fiction Festival, un festival di letteratura riguardante le problematiche di genere che coinvolge esperienze di “autori, presentazioni di libri, reading in lingua inglese e acquisisce da case editrici e amici simpatizzanti volumi e opere letterarie”. 

Luca Palazzotto vive negli Stati Uniti dal 2013. Di famiglia siciliana, ha vissuto 10 anni di missioni tra Africa, Sudamerica e Caraibi, con diverse Organizzazioni Internazionali. Ora, lavora negli Stati Uniti per una ONG americana (Relief International). Occupandosi di acqua, si è sempre occupato anche di temi riguardanti i diritti umani. Segue Emma Bonino dal 1999, e crede che “sia arrivato il momento di mettermi a disposizione del mio Paese per fare la mia parte in un momento storico di grande difficoltà e confusione, in cui riemergono pericolosamente tentazioni nazionaliste, non solo in Italia”. Si è avvicinato ai radicali nel 2011, “per caso”, “per quanto le lunghe distanze rendano difficile” i collegamenti tra persone.

Professore di Diritto Internazionale e di Diritti Umani in California, Cesare Romano ha contribuito alla campagna per la creazione della Corte Penale Internazionale. “Credo che la politica debba essere amore e entusiasmo. E noi, la facciamo con entusiasmo”, ha detto, “perchè siamo l’unico movimento in Italia che si oppone a gran voce al nazionalismo e alla chiusura della società e frontiere”.

Roberto Ciliberto e Cesare Romano

L’architetto Roberto Ciliberto si occupa invece di giornalismo e restaurazione. Nel 2014 si è trasferito a New York, e “qui la mia esperienza è stata valorizzata perchè sono italiano”, ha detto. “Il nostro passaporto ci presenta prima come cittadini dell’Unione Europea, che come italiani, e questo penso sia un fattore importante”. Perchè si è candidato con +Europa? Perchè “stare con Emma Bonino significa dare più che un voto”. Ciliberto è il più giovane tra i candidati della lista; anzi, è il più giovane tra tutti i candidati di tutte le liste nella nostra circoscrizione.

Francesco Galtieri si è occupato di prevenzione e risoluzione dei conflitti all’ONU per 16 anni. “Poi, quando ho visto che i trend dell’Italia erano simili a quelli dei Paesi di cui mi occupavo, ho deciso di dimettermi e di occuparmi del mio Paese”. Perché la società si cambia con la politica, ha sostenuto, mentre i fenomeni sociali possono cambiare la comunità. Che è già qualcosa, ma non è abbastanza. Ha incontrato Emma Bonino in Burkina Faso, mentre lei faceva una campagna contro la Mutilazione Genitale Femminile, ed è stato probabilmente quello il momento in cui ha deciso di impegnarsi di più per l’Italia.

Alle domanda della Voce sugli ultimi eventi riguardanti Free Flights to Italy – la lista che “si è fatta beffe del Ministero dell’Interno” – differenti sono state le risposte. “E’ il simbolo di come queste elezioni all’estero non rispondano al concetto di democrazia”, ha dichiarato Romano.

Qualcuno spera che si possa tornare a votare qualora i voti all’estero vengano annullati. “Se dovesse essere ripetuta la votazione… vinciamo”, dice Palazzotto. “Abbiamo piena fiducia nelle decisioni che vengono prese a Roma”, ribatte Ciliberto. Dall’altra parte, Galtieri risponde, con tutta razionalità, si parlerà di annullamento del voto per vizio di forma, ma che sostanzialmente non si tratterebbe di nient’altro che di dispersione di voti. Nonostante ciò, tutti i candidati sono sembrati abbastanza fiduciosi sul fatto che, qualora si riandasse al voto nella nostra ripartizione Centro Nord America, tutti loro avrebbero più tempo per “far davvero vedere agli elettori la nostra qualità”.

A quanto pare, il tempo è stato tiranno – e non solo per +Europa. Le tempistiche sono state brevissime, e ce l’ha spiegato bene Mariateresa Cascino. “Si è fatto quello che si è potuto, e di fretta”. Come si sente ad essere l’unica donna candidata nella circoscrizione? “Privilegiata”, ha esclamato.

Riguardo all’andamento della campagna elettorale, “non ce la aspettavamo così, è stata la campagna più pazza, la campagna a chi la spara più grossa”, ha risposto Romano alla nostra domanda. “Sono contento di come sia andata”, ha detto invece Roberto Ciliberto. “Almeno, siamo stati gli unici a non denigrare nessuno”.

Francesco Galtieri risponde alle domande di Michela Demelas

Ma non pensate che fare la vostra battaglia ‘con i fiori’ possa danneggiare la forza del vostro impatto sulle persone? “C’è differenza tra essere buonisti e propositivi”, ha continuato Ciliberto. “Anche Mandela, Gandhi, Martin Luther King hanno fatto le loro battaglie con ‘i fiori’”, è intervenuto Romano, “eppure…”

Sull’apparentamento con il PD, Galtieri confessa che “alcuni si erano pronunciati contro”. Lui personalmente non era d’accordo, ma condivide “le ragioni che hanno portato al sì generale”, ovvero i sondaggi. Alla ‘base’ del partito si trovano infatti “arrabbiati, reimpegnati in politica, radicali, liberali e giovani”, ha continuato Galtieri, ed è complesso capire quale sia la strategia migliore per raccogliere sotto la loro ala questo mix. Un mix pieno di potenziale, e che potrebbe portare, come Luca Palazzotto spera, “al 5 percento”. “E’ stata una campagna elettorale complicata”, ha detto Palazzotto, e “riuscire ad unire gli interessi – nonostante le tempistiche – è stato un buon risultato”, anche se negli apparentamenti “ce la potevamo giocare meglio”, ha concluso.

 

 

 

 

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