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Free Flights to Italy, Metalli (MAIE) presenta un esposto alle autorità

Dopo la nostra inchiesta, il giornalista Rai e candidato del MAIE Leonardo Metalli segnala il caso Free Flights to Italy alle autorità competenti. Voto da rifare?

Leonardo Metalli, candidato del MAIE (sx) e Giuseppe Macario, almeno come appare nelle sembianze fornite a La Voce di New York nella foto della candidatura e col simbolo di Free Flights to Italy.

"Ci troviamo in presenza di una gravissima violazione dei principi di libertà e democrazia che regolano le competizioni elettorali". A parlare è Leonardo Metalli, giornalista Rai e candidato in Nord America per il MAIE, che ha presentato un esposto sull'intricato caso della lista Free Flights to Italy, di cui abbiamo scritto in questi giorni. Una vicenda che, se le irregolarità venissero confermate, potrebbe invalidare il voto dei nostri connazionali in Nord Centro America?

Dopo la nostra inchiesta sulla lista, candidata nella ripartizione Nord Centro America, Free Flights to Italy e sul suo “fondatore” Giuseppe Macario, è partito addirittura un esposto, presentato al Ministero dell’Interno, alla Corte d’Appello di Roma e al Procuratore della Repubblica. A firmarlo, Leonardo Metalli, giornalista Rai nonché candidato nella medesima ripartizione con il MAIE. In effetti, Metalli finora sembra sia stato l’unico candidato a decidere di compiere questo passo, consapevole che, nel caso in cui le irregolarità contestate dalla stampa a Macario e alla sua lista venissero confermate, la stessa legittimità delle votazioni in corso in Nord America potrebbe essere messa in dubbio. Nel documento, Metalli fa riferimento innanzitutto alla “circostanza che il soggetto presentatore della lista, sig. Giuseppe Macario, riferiva durante la sua propaganda elettorale di possedere titoli e qualità personali, quali titoli accademici ed esperienze imprenditoriali, che, stando alle citate fonti di stampa, venivano verificate e smentite”, ma anche alle foto – appartenenti ad altri soggetti – pubblicate sui suoi social e alle presunte molestie online da lui perpetrate emerse da alcune testimonianze.

Tutte circostanze, però, che costituiscono solo una “premessa”: perché ciò che potrebbe invalidare la candidatura della lista e, di conseguenza, il voto degli italiani in Nord America sono i fondati sospetti, qualora venissero verificati, di irregolarità nella sua presentazione. “Le molteplici fonti giornalistiche, che hanno dedicato la loro attenzione alla vicenda”, si legge nell’esposto, “hanno concordemente segnalato la circostanza che il Notaio, nella specie si tratta del Dott. Luigi D’Alessandro, del Distretto di Roma, del quale risulta il timbro e la firma sul modulo suddetto (la Dichiarazione di Trasparenza – ndr), avrebbe disconosciuto sia il sigillo che la propria firma”. Non solo: Metalli mette in evidenza che “la suddetta lista sembra essere peraltro fuorviante e nel programma politico si evince una non proprio velata promessa di regalare viaggi aerei verso l’Italia a chi partecipa alle votazioni”. E ancora: “Va, in ultimo, segnalato che lo stesso programma, il profilo internet della lista e quello sui social network, fino a pochi giorni fa attivo, allo stato non risulta in essere né on-line né sui social e il sig. Macario risulta irreperibile da giorni ai giornalisti che lo hanno contattato per chiedere spiegazioni”.

“Ci troviamo”, ha sottolineato il candidato del MAIE, “in presenza di una  gravissima violazione dei principi di libertà e democrazia che regolano le competizioni elettorali”. Questo perché i voti eventualmente raccolti dalla lista Free Flights to Italy – il cui simbolo è tuttora purtroppo riportato sia sulla scheda elettorale degli italiani all’estero che (nel momento in cui scriviamo – sotto lo screenshot) sullo stesso sito del Ministero – “andranno ad alterare i risultati degli altri partiti regolarmente in lista secondo le regole previste dalla legge”.

Nella lista dei partiti e movimenti candidati alle elezioni sul sito del Ministero dell’Interno compare ancora, nel momento in cui scriviamo, la lista Free Flights to Italy.

Il giornalista Rai lancia peraltro un appello “a tutti gli elettori interessati a non votare una lista e un simbolo abusivo”. Tanto più che la velata promessa di garantire voli gratis in cambio dei voti ricevuti potrebbe “configurare il reato di voto di scambio”. La lista in questione, in effetti, ha fatto notizia proprio grazie alla promessa di voli gratis per gli italiani residenti all’estero, dichiarando peraltro di aver rimborsato a 26.000 concittadini i voli di rientro nella nostra Patria, oltre ad aver messo a disposizione borse di studio per gli italiani che studiano all’estero. Tutte circostanze di cui, naturalmente, manca ogni riscontro.

E mentre Macario è del tutto irreperibile, il sito della ong non è più online e il simbolo della lista è ancora sulle schede elettorali, la macchina delle urne continua a funzionare nonostante i fondati sospetti emersi fin qui. La vicenda, conclude insomma Metalli, “pone più di qualche dubbio sulla modalità di accesso alle candidature per la circoscrizione estera”. In effetti, noi della Voce siamo ancora alla ricerca dell’ufficio consolare che dovrebbe aver autenticato, secondo la normativa, le 1000 sottoscrizioni necessarie all’ammissione della lista alle elezioni. Dopo aver escluso il Consolato di New York e altri – contattati dai colleghi del Post -, i maggiori sospettati sarebbero quelli della West Coast statunitense. Ne avremo presto la conferma, e allora sapremo anche che cosa ne sarà del voto dei nostri connazionali in Nord America.

 

 

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