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Voto Estero Nord Centro America

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Voto estero Nord America, Fucsia Nissoli: ora basta, quel Sorriso mi ha stufato!

La parlamentare di Forza Italia al contrattacco del candidato del New Jersey del MAIE: "Cosa ha proposto negli anni per gli italiani all’estero? Niente!”

Fucsia Nissoli e Augusto Sorriso

Fucsia Nissoli dice di essersi stancata di "essere perseguitata con falsità di vario genere" e che Augusto Sorriso non riesce a sopportare “di essere stato sconfitto da una donna”. Ed è protagonista di “un atteggiamento” che la parlamentare ricandidata da Forza Italia in Nord Centro America ha definito “da vero e proprio maschilista”.

La campagna elettorale, non lunga ma stancante, sta giungendo al termine anche all’estero, più precisamente nella ripartizione Centro Nord America. E a parte lo scandalo Free Flights to Italy, che su La Voce abbiamo scoperto, raccontato e dettagliato, tra i candidati alle elezioni finora c’è stata una competizione politica piuttosto cauta e pacata, almeno rispetto al passato e tranne qualche eccezione. Ma, mentre gli italiani “stranieri” hanno gli ultimi giorni per inviare il loro voto, ecco che una candidata del centrodestra ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E di farlo pubblicamente.

Stiamo parlando di Fucsia Nissoli, parlamentare uscente in quota Forza Italia, eletta nel 2013 con la lista Civica Monti. Nissoli è entrata nel partito di Silvio Berlusconi a pochi mesi dal voto, ma ora dice che si è stufata di “essere perseguitata con falsità di vario genere” da un candidato che proprio con lei, nel 2013, aveva condiviso la campagna elettorale nella stessa lista: Augusto Sorriso. “In questi anni di impegno parlamentare sono stata ripetutamente attaccata da un certo Augusto Sorriso, rea di aver preso più voti di lui, nel 2013, e quindi essere stata eletta alla Camera dei Deputati” ha tuonato in una dichiarazione Nissoli diffusa alla stampa. Che ha detto di essersi sempre posta “in maniera costruttiva” e di aver cercato “di ottenere qualcosa per gli italiani all’estero e qualcosa si è anche ottenuto, come si evince dagli atti parlamentari”. Un lavoro, fa capire Nissoli, che la rende diversa “dal ‘grande politologo’ Sorriso”, che “sa solo andare contro, anche se in 20 anni di candidature non ha capito che è stato l’elettorato ad andargli contro e a bocciarlo ogni volta che si è presentato alle elezioni, in partiti diversi, alla ricerca del ruolo a tutti i costi. Cosa ha proposto in questi anni per gli italiani all’estero? Niente!”.

La sorpresa, nel 2013, c’era stata.  Augusto Sorriso nelle file della lista Monti, era il candidato favorito in quanto capolista. Invece Nissoli, che si presentò a quelle elezioni da outsider dal Connecticut, sconosciuta ai “big” della politica italiana all’estero, spiazzò silenziosamente tutti. E venne eletta. “Fare politica significa non gridare al vento ‘io voglio!’, sapendo che non hai la forza di ottenerlo, ma significa lavorare per ottenere il consenso necessario affinché le tue proposte possano essere accolte. Significa non farsi gli affari propri ma quelli di tutta la Comunità” ha dichiarato Fucsia Nissoli, proseguendo nel suo attacco: “Fare politica significa, ancora, far capire che gli italiani all’estero sono parte essenziale del nostro Sistema Paese e se l’Italia attua delle politiche positive verso di loro ne giova tutta la nazione. Sorriso da ‘grande politologo’ non l’ha ancora capito e si ostina a continuare ad attaccare chi lavora seriamente per il bene delle Comunità italiane all’estero! Questo genere di propaganda fa male solo agli italiani all’estero!”.

E non è finita qui. Perché secondo Fucsia Nissoli “quel Sorriso” non riesce a sopportare “di essere stato sconfitto da una donna”. Ed è protagonista di “un atteggiamento” che la parlamentare in quota Forza Italia ha definito “da vero e proprio maschilista”. Un finale col botto per una campagna elettorale fino a quel momento tutto sommato tranquilla, voli gratis promessi a parte. Una riprova del fatto che in politica basta davvero una manciata di anni per vedere gli alleati trasformarsi in nemici, e per passare da colleghi a rivali. In Italia ma come anche all’estero.

 

 

 

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