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Voto estero, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero scrive a Minniti

A più di due settimane dalle elezioni, sul sito del Viminale i dati sul voto estero sono ancora "provvisori". E il CGIE vuole spiegazioni

Il ministro dell'Interno uscente Marco Minniti e la lettera a lui indirizzata dalla CGIE.

Dopo le tante denunce di irregolarità sul voto estero, gli esposti, almeno due indagini in corso e le tante inchieste giornalistiche, interviene anche il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Che, per mano del suo Segretario Generale Michele Schiavone, invia una lettera al ministro Minniti per avere dei chiarimenti. Arriverà la risposta del Ministro?

Dopo le denunce di broglie, l’indagine in corso della Procura di Roma e quella della Digos, i cosmici ritardi e i pasticci nelle operazioni di scrutinio a Castelnuovo di Porto, le inchieste giornalistiche, le petizioni, gli esposti e le proteste da parte di candidati e cittadini che hanno riscontrato irregolarità, sul voto estero interviene ora il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE, ha infatti indirizzato, lo scorso 16 marzo, una lettera al ministro dell’Interno Marco Minniti, per chiedere chiarimenti a proposito degli spogli ufficialmente non ancora conclusi, a diversi giorni dal voto. In effetti, nel momento in cui scriviamo, sul sito del Ministero è ancora presente la comunicazione che avverte che i dati risultano ancora provvisori: e sono passate più di due settimane.

Una situazione che fa pensare che, sull’esercizio del sacrosanto diritto di voto degli italiani espatriati, questa volta abbiano pesato criticità gravi a tal punto da non poter essere ignorate. Pubblichiamo, dunque, qui di seguito, la lettera integrale.

Gentile Ministro,
non le sfuggirà che ad 11 giorni dalla tornata elettorale, ancora non si conoscono i dati definitivi relativi al voto degli italiani all’estero, nonostante i seggi ai rispettivi partiti siano già stati assegnati in modalità provvisoria.
Ad oggi, stando alle comunicazioni ufficiali rese dal suo dicastero, mancano ancora 42 seggi, che potenzialmente corrispondono a 105mila elettori (2500 ogni seggio). Stando alle percentuali di partecipazione ci fanno ipotizzare trattarsi di oltre 30mila voti che possono fare la differenza e ribaltare in parte i risultati.
Sono fermamente convinto in primis come italiano all’estero e nel mio ruolo di Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, dell’impegno e del lavoro da lei svolto e coordinato; tuttavia mi permetto di segnalarLe la sofferenza e lo sgomento che questa situazione sta provocando tra le Comunità di italiane e italiani all’estero che già fanno fatica ad approcciarsi al voto.
Con la mia mi permetto di chiederLe di chiudere al più presto le operazioni di conteggio dei voti – al limite di passare ad una verifica generale del voto – perché mi risulta ad esempio che in molti seggi non è stata riconosciuta la doppia preferenza, nonostante non vigesse l’obbligo dell’alternanza di genere.
Il voto all’estero già dalla sua introduzione è sotto osservazione e viene sistematicamente messo in discussione per la procedura con la quale viene esercitato e scrutinato.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si farà promotore di una raccomandazione parlamentare affinché nella prossima legislatura vengano finalmente riformate le procedure del voto, per affermare senza ombre alcune il dettame costituzione, che lo vuole, libero, diretto e personale.

 

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