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La comunità italiana di New York dà Voce al 25 aprile e forza al Quarto Potere

La Voce di New York ha festeggiato il suo anniversario, il giorno della liberazione e il suo VNY Media Award con una gran folla di lettori-sostenitori

Stefano Vaccara and Olivia Nuzzi (Ph Margherita Andreani)

Stefano Vaccara (Left) and Olivia Nuzzi (Ph di Margherita Andreani)

Stefano Vaccara and Olivia Nuzzi (Ph Margherita Andreani)

Ph. Margherita Andreani

Foto di Margherita Andreani

Ph. Margherita Andreani

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Ph. Margherita Andreani

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The Editor in Chief Stefano Vaccara (Ph Margherita Andreani)

Foto di Margherita Andreani

The Editor in Chief Stefano Vaccara (Ph Margherita Andreani)

Ph. Margherita Andreani

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Ph Margherita Andreani

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Con oltre 200 italiani e italoamericani, tanti diplomatici e giornalisti internazionali venuti all'ICE di Manhattan a celebrare i valori democratici del 25 aprile e l'importanza della libertà di stampa in democrazia. A Olivia Nuzzi, corrispondente del New York Magazine, consegnato il "VNY Media Award Liberty Meets Beauty"

A difesa della libertà, a protezione della bellezza, nella giornata della Liberazione. Mercoledì 25 aprile si sono svolti a New York, nell’elegante cornice dell’Italian Trade Commission su Upper East Side a Manhattan, i festeggiamenti per il quinto compleanno de La Voce di New York. Più di duecento persone tra simpatizzanti della Voce, giornalisti internazionali, rappresentanti delle istituzioni e lettori hanno riempito i locali dell’ICE. Una gran folla che ha partecipato alle celebrazioni del primo premio giornalistico targato La Voce di New York, il VNY Media Award 2018, consegnato alla giornalista italo-americana Olivia Nuzzi, corrispondente da Washington per New York Magazine.

Una serata all’insegna dei valori democratici della libertà, dedicata anche a tutta la comunità italiana e italo-americana di New York. Una festa aperta dal direttore dell’ICE Maurizio Forte: “Oggi, giorno della Liberazione, è un momento importante per l’Italia, per l’Europa e per tutto il mondo. Dobbiamo ringraziare gli Stati Uniti per il loro aiuto durante la Seconda Guerra Mondiale. È un’occasione preziosa per festeggiare un giornale libero come La Voce di New York, a cui auguro ogni bene”.

Il direttore dell’ICE, Maurizio Forte (Foto Margherita Andreani)

Come di consueto ogni anno, in apertura di festa è intervenuto il nostro direttore Stefano Vaccara. Che nel suo discorso ha evidenziato la necessità, oggi più che mai, di sostenere un’informazione che sia davvero libera e davvero indipendente. Soprattutto di questi tempi, per opporsi a quei fantasmi degli estremismi e degli autoritarismi che stanno mettendo in discussione i valori democratici che hanno fatto rialzare l’Italia dal ventennio fascista: “Nel passato, anche recente, la democrazia era più forte e non sarebbe stato troppo grave non sottolineare con così tanto vigore il valore del 25 aprile – ha detto il direttore Vaccara. Oggi però, in Italia così come in Europa e in tutto il mondo è tornato lo spauracchio degli estremismi, ed è per questo che i valori della Resistenza, della libertà e della bellezza vanno protetti più che mai”. E in questo, un ruolo preponderante se lo ritaglia proprio l’informazione: “Abbiamo pensato al premio giornalistico di quest’anno e da quest’anno perché come sapete, i poteri in democrazia sono quattro. Non tre. Il quarto è quello del giornalismo, e se si sbriciola quest’ultimo, anche gli altri tre vengono meno”.

Nel corso della premiazione, sono stati trasmessi due video, prodotti da Emilio Pursumal e da Antonio Giambanco. Il primo filmato ha ripercorso, dal 25 aprile 1945 ad oggi, tutte le tappe importanti della storia mondiale: un percorso storico che ha visto come protagoniste le tensioni tra USA e Russia nel corso della Guerra Fredda, così come i momenti, carichi di tensione, della caduta del Muro di Berlino. Fino, ovviamente, alle sfide dei giorni nostri, in Medio Oriente e in Europa, in America e in Asia, in nome della pace e della libertà d’espressione. Il secondo video, invece, è stato dedicato proprio alla vincitrice del premio VNY Media Award 2018: Olivia Nuzzi. Un filmato che ha emozionato la giovane corrispondente del New York Magazine. Le origini italo-americane, grazie al nonno di Avellino emigrato a Brooklyn. I sacrifici e l’amore della sua famiglia, fino alle copertine dei suoi articoli che mostrano il suo naturale talento da reporter. La tempra e la tenacia, la persistenza e il coraggio di una giovane giornalista che a 25 anni ha saputo diventare corrispondente da Washington di uno dei magazine più importanti degli Stati Uniti, grazie alle sue capacità e alle sue storie, accurate e precise.

Per questo “abbiamo premiato, e la ringraziamo per aver accettato il premio, Olivia Nuzzi, che ha dimostrato con le sue cronache di sapersi ritagliare proprio questo ruolo a difesa della libertà, caro al nostro giornale”, ha ricordato ancora il direttore Vaccara. Una difesa contro chi, quei valori, “rischia di farli venire meno”. Cronache dalla Casa Bianca di Donald Trump, che in meno di un anno e mezzo di Presidenza ha stravolto tante certezze e molti equilibri, in America e nel mondo.

Olivia Nuzzi, dopo aver ritirato il premio VNY Media Award 2018

“Sono felice di questo premio e vi ringrazio per aver pensato a me. Sono onorata e auguro al vostro giornale buon compleanno” ha detto Olivia Nuzzi dopo aver ricevuto il premio dal direttore Stefano Vaccara. Nuzzi, accompagnata dal suo fidanzato, il noto giornalista politico della CNN, Ryan Lizza, ha spiegato: “Credo che in questo periodo sia necessario seguire nel modo più accurato e accorto possibile quanto sta succedendo negli Stati Uniti, e io sto provando a farlo seguendo il Presidente Donald Trump e la sua amministrazione, facendo al meglio il mio lavoro. Credo che in questo momento sia più importante distinguere e raccontare i fatti che le opinioni”.

Vito De Simone durante il suo intervento

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche Vito De Simone. Il nuovo Chair of the Board of Advisor del gruppo VNY Media, ha evidenziato la necessità di investire nell’informazione oggi più che mai: “Molti mi hanno detto che è stato un errore farlo oggi, con la crisi dei giornali nel suo pieno, ma secondo me è stata la scelta più giusta: quando un giornale non ha la possibilità di raccontare una storia, di scrivere un fatto che è successo, ecco, quel fatto e quella storia possono essere usati e raccontati a piacimento in modo distorto” ha detto Vito De Simone, nell’evidenziare: “La regola da tenere in considerazione è sempre la stessa: write or be written. E non dobbiamo dimenticarla. Credo che questo investimento sarà prezioso per l’intera comunità italiana e italo-americana di New York”. La cerimonia, a cui ha partecipato anche l’ambasciatore italiano all’ONU Sebastiano Cardi, è stata chiusa dal Console Generale d’Italia, Francesco Genuardi: “Da cinque anni, il 25 Aprile per New York è anche la festa de La Voce di New York: sono felice e onorato di essere qui e sono felice che la voce della comunità italiana sia così forte, ricca e articolata. Voi siete l’espressione per me più bella, una delle più belle, della partnership tra Italia e New York”. Il Console ha sottolineato la “varietà” degli articoli pubblicati dalla Voce, e poi di nuovo il significato “intercambiabile” che lui dà a “Liberty Meets Beauty”, l’America, New York, l’Italia che possono essere tutte libertà e bellezza..

Il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi

La quinta festa de La Voce di New York, che ha potuto annoverare tra i suoi sponsor anche ACLI New York ed Emergency USA, ha visto come grandi protagoniste, ovviamente, le eccellenze culinarie italiane. Il ricco buffet è stato preparato e curato con attenzione e professionalità dalla Federazione Italiana Cuochi USA, i cui Chef Massimiliano Convertini (Cardoncello DiVino), Claudio Cristofoli (Osteria Laguna), Alessandro Pendinelli (Al Vicoletto) e Raffaele Ronca (Rafele) hanno preparato nel corso della serata numerose prelibatezze. Un menù ricercato e tipicamente italiano, che ha previsto in apertura una voulevant fonduta di formaggi di tartufo nero e cardoncello e una mousse di gorgonzola con grissino e noce caramellata. Seguiti dalle due portate protagoniste del Cooking Show, i ravioli di ricotta e spinaci, burro e salvia e le polpette di manzo e vitello al sugo e ricotta fresca. E chiusi dal dessert, una cheesecake di ricotta. Il menù è stato accompagnato dal raffinato Prosecco Flores Bastianich, dai vini Canoso e Acinum Valpolicella, ed è stato affiancato dall’olio extra vergine d’oliva Monini, co-sponsor dell’evento. A chiudere, i caffè TuCoffee, per una serata italiana e italo-americana a New York, all’insegna del buon gusto e della bellezza. E per non dimenticare mai quei valori della Resistenza, che ci permettono ogni giorno di vivere la libertà di pensiero e di espressione, nella libertà. E di farlo a New York, così come in Italia.

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