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Conte alla Casa Bianca per proporre a Trump l’Italia nel ruolo di “facilitatore”

Il premier italiano arriva a Washington con tre questioni cruciali da sottoporre: rapporti USA-UE e dazi commerciali, Libia e cabina di regia per il Mediterraneo

Conte ricorderà a Trump anche "le cose che ci uniscono", mettendo in evidenza il "cambiamento" che entrambi i loro governi rappresentano "nella comune distanza dall'establishment" e nella "vicinanza alle esigenze dei cittadini"

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato domenica sera a Washington e lunedì incontrerà alla Casa Bianca il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Conte sarà accolto da Trump alla Casa Bianca alle ore 12 (ora locale). Dopo la firma del Libro degli Ospiti nella Roosevelt Room, i due Presidenti si sposteranno nello Studio Ovale per un tête-à-tête, al termine del quale seguirà il bilaterale allargato alle rispettive delegazioni. Alle 14 è prevista una conferenza stampa. In seguito, il Presidente si recherà all’Ambasciata d’Italia per un saluto al personale.

La visita a Washington sarà l’occasione per rinnovare i profondi e storici legami di amicizia tra il popolo statunitense e quello italiano, per rinsaldare una relazione fondamentale per la sicurezza e la stabilità internazionale nei principali teatri – quali il Mediterraneo, l’Iraq e l’Afghanistan – e per intensificare la cooperazione tra i due Paesi nell’ottica della crescita economica di entrambi.

Conte con Trump durante il G7 in Canada (Foto Palazzo Chigi)

La visita di Conte  arriva a soli due mesi dall’insediamento del nuovo governo italiano: la Presidenza del Consiglio ha informato i giornalisti che il premier dirà  a Trump che considera questo invito, con questa tempistica, un importante segno di attenzione e di amicizia degli Stati Uniti nei confronti dell’Italia e della sua persona.

Sempre le fonti di Palazzo Chigi, alla vigilia della visita hanno informato che Conte ricorderà che ci sono numerosi aspetti che accomunano il governo italiano da lui presieduto e l’amministrazione Trump: “sono tante le cose che ci uniscono”, mettendo in evidenza il “cambiamento” che entrambi rappresentano, oltre alla comune distanza dall’establishment e la vicinanza con le esigenze e il sentire dei cittadini.

Conte quindi va a Washington consapevole del ruolo di “facilitatore” che l’Italia può assumere nei rapporti – non semplici in questa fase – tra USA ed Europa, e forte del ruolo di leadership che l’amministrazione Trump riconosce all’Italia nel processo di stabilizzazione della Libia.

Quindi sono tre le questioni cruciali:

1. l’Italia conta sull’appoggio degli USA per la Conferenza sulla Libia che si terrà nel nostro Paese, come annunciato dallo stesso Conte un mese fa al vertice NATO, e che può rappresentare un passaggio cruciale nel processo di messa a punto delle condizioni politiche, legali e di sicurezza indispensabili per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche e presidenziali libiche

2. Conte arriva a Washington anche con un altro importante obiettivo: ottenere il sostegno di Trump ad una “cabina di regia permanente” tra USA e Italia per il Mediterraneo allargato in chiave di lotta al terrorismo, maggiore sicurezza, immigrazione e soprattutto Libia. Con questa cabina di regia  – da attuarsi attraverso i reciproci ministeri degli Esteri e della Difesa – l’Italia assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia e di interlocutore privilegiato con gli Usa. L’idea è che Italia e USA possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del paese nord africano.

3. Questione scambi commerciali e dazi: l’obiettivo di Conte è anche avere da Trump garanzie che gli interessi delle aziende italiane non vengano toccati, con particolare riferimento ai prodotti dell’agroalimentare. Per questo l’Italia si dichiara soddisfatta dell’accordo raggiunto tra Trump e Junker e ne auspica una rapida attuazione.

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