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Global Compact for Migration, il patto Lega-M5s fa astenere l’Italia all’ONU

Adottato all'ONU il patto sui migranti con 152 sì, 5 no e 12 astenuti. Tra questi ultimi l'Italia, grazie a una mozione Lega-M5S che ha deciso di non decidere

A sinistra, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini con il premier Giuseppe Conte, al centro (foto Palazzo Chigi); a destra, l'aula dell'Assemblea Generale ONU (UN Photo/Eskinder Debebe).

Dopo il Global Compact for Refugees, l'Assemblea Generale ONU ha adottato il patto gemello sulle migrazioni senza grosse sorprese. L'astensione dell'Italia è il risultato di un compromesso Lega-M5S orchestrato da Matteo Salvini per evitare che, in Aula, risultasse vincitrice la mozione per il sì. Così, una mozione di maggioranza ha sostanzialmente rimandato la decisione a data da destinarsi. Il risultato è stato che, come previsto, l'Italia non ha sostenuto il Global Compact for Migration

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato a larga maggioranza il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, dopo il solenne appuntamento intergovernativo di Marrakech del 10 e 11 dicembre scorsi. 152 sono stati i voti a favore, 5 i contrari (Repubblica Ceca, Ungheria, Israele, Polonia e Stati Uniti) e 12 gli astenuti (Algeria, Australia, Austria, Bulgaria, Cile, Italia, Lituania, Libia, Liechtenstein, Romania, Singapore e Svizzera). Nessuna grande sorpresa, dunque, dall’esito della votazione, considerando che la situazione era andata definendosi nelle scorse settimane, con 33 Paesi che non hanno partecipato alla Conferenza di Marrakech.

Ampiamente noto il “no” degli Stati Uniti, che lunedì, come annunciato a metà novembre, non scelto di non sostenere neppure il patto ONU sui rifugiati; da sottolineare il voto contrario della Polonia – a lungo indecisa – e la scelta australiana di optare per l’astensione. L’Ungheria di Viktor Orban non ha stupito sul Global Compact for Migration – sul quale la sua posizione era nota da tempo –, ma lo ha fatto, lunedì, con il Compact sui rifugiati, rispetto al quale aveva annunciato a metà novembre un voto positivo.

Dal canto suo, l’Italia ha scelto di astenersi, dopo che, alcune settimane fa, la Lega del vicepremier Matteo Salvini – sospinta dalla campagna di Fratelli d’Italia – aveva obbligato il governo Conte a fare marcia indietro sugli impegni internazionali che Roma si era assunta, per bocca del premier e del ministro degli Esteri, in sede di Assemblea Generale a settembre. Dopo il sì al patto ONU sui rifugiati di lunedì, il Parlamento si è infatti espresso proprio questa mattina – poche ore prima dell’appuntamento newyorkese – sull’adesione al Compact sui migranti. E la scelta dell’astensione alle Nazioni Unite è l’esatto risultato di quanto è accaduto in Aula.

A Roma, si sono infatti confrontate due mozioni: una contro il Global Compact (Meloni), una a favore (Scalfarotto). La Lega di Salvini ha infine votato contro la mozione Meloni per ragioni puramente tecniche, consapevole che la maggioranza del Movimento Cinque Stelle è, di fatto, a favore del Global Compact. Così facendo, il Carroccio ha evitato che, ad uscire vincitrice, fosse la mozione a sostegno dell’adesione. Il partito di Salvini ha infatti concordato con gli alleati di Governo una mozione di maggioranza che, sostanzialmente, non prende chiara posizione e chiede di rinviare la decisione a data da destinarsi. Il risultato, alla fine, non è cambiato: l’Italia, che pochi giorni fa ha votato a favore del Global Compact on Refugees, come previsto non ha invece sostenuto quello sulle migrazioni, circostanza che l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati Filippo Grandi, pochi giorni. fa ha definito ai nostri microfoni “una contraddizione”.

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