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Virginia Raggi e la “rivoluzione gentile”: il sindaco di Roma oltre le cinque stelle

Intervista "privata" al sindaco di Roma, donna, moglie e madre oltre che prima cittadina della Capitale sempre sotto i riflettori

Il sindaco di Roma Virginia Raggi.

"Roma è una città unica, perché riesce ad unire tradizione e innovazione. Spero che dalla 'città eterna' parta una rivoluzione gentile capace di cambiare la vita di tutti noi: mobilità sostenibile, ambiente, accoglienza, democrazia diretta, partecipazione dei cittadini alla crescita delle proprie città", afferma Raggi

Virginia Raggi protagonista delle cronache. Che si tratti delle vicissitudini giudiziarie – conclusesi di recente con l’assoluzione dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico in relazione alla nomina alla Direzione Turismo di Renato Marra –, di nubi tossiche, autobus pirotecnici, di Spelacchio o di (sedicenti) borse di Hermès, Raggi è il sindaco più monitorato dalla stampa in Italia. A volte, anche con titoli che, a detta non solo della prima cittadina, hanno sfiorato l’insulto sessista (si ricordi almeno “La vita agrodolce della Raggi. Patata bollente”, e “Oca del Campidoglio”). Ma oltre alla carica pubblica che ricopre e ai legittimi giudizi politici di ciascuno, Raggi resta una giovane donna, madre (di Matteo), moglie (del regista Andrea Severini), con un lavoro a dir poco ingombrante. In questa intervista ho evitato di porre domande incentrate sulla politica romana, ma ho colto l’occasione per raccontare, attraverso la sua stessa voce, la Virginia Raggi più “privata”. Al di là, insomma, di quello che di lei riferiscono i sempre attentissimi media nazionali.

Sindaco, si definisca con tre aggettivi.
“Ironica, rigorosa e caparbia”.

Come fa a ricaricare le batterie dopo giornate difficili: nuota, legge?
“Tempo fa nuotavo, ora il tempo è poco per ritagliarmi questo spazio. Trascorro tutto il giorno in Campidoglio, a volte fino a tarda sera. Ogni attimo che ho cerco di dedicarlo a mio figlio”

La abbiamo vista in un abito lungo bicolore (che ha scatenato critiche e meme sul web – ndr) alla prima del nostro Teatro dell’Opera. Le piace la musica lirica?
“Assolutamente si. Come non amarla. Il nostro Teatro dell’Opera rappresenta un’eccellenza in tutto il mondo. Roma è fiera di ospitare una realtà così viva, composta da professionisti e artisti di rara professionalità. Ho avuto l’onore di assistere ad alcune prime: esperienze semplicemente uniche”.

Moglie, madre, lavoratrice. Nell’ordine che cos’è più faticoso?
“Fare il sindaco è sicuramente impegnativo. Io e la mia squadra stiamo mettendo tutti noi stessi per la rinascita di Roma: una città che merita di primeggiare con le altre grandi Capitali internazionali. È un lavoro che non ammette pause e arretramenti. Ovviamente il tempo per tutto il resto ce n’è…”.

La sera quando rincasa riesce a raccontare qualche fiaba a suo figlio? Qual è la sua preferita?
“A volte nel weekend leggiamo il Piccolo Principe o qualche fumetto. Gli Avengers sono la nostra passione. Mi accorgo che Matteo sta crescendo tanto quando gli do la buonanotte al mio rientro a casa. La sera, o talvolta la notte quando già dorme, mi avvicino al suo letto per dargli un bacio sulla guancia e vedo che piano piano il pantalone del pigiama gli va sempre più piccolo. È il momento più bello della mia giornata”.

A proposito di favole, noi le chiediamo di pensare alla lampada di Aladino e di esprimere tre desideri. Uno per Roma, uno per l’Europa ed uno per gli Stati Uniti.
“Roma è una città unica, perché riesce ad unire tradizione e innovazione. Spero che dalla ‘città eterna’ parta una rivoluzione gentile capace di cambiare la vita di tutti noi: mobilità sostenibile, ambiente, accoglienza, democrazia diretta, partecipazione dei cittadini alla crescita delle proprie città. È un desiderio che vale per tutti i Paesi europei ed i Paesi del mondo”.

Che ne pensa del Sindaco di New York Bill De Blasio?
“Mi piace che, come sta accadendo a Roma, stia cercando di coniugare il rispetto delle regole con l’attenzione agli ultimi e alla necessità di creare una comunità coesa, inclusiva e solidale” .

Passioni. Lei sa cucinare?
“Adoro le zuppe e i dolci. Mi diverto a cucinare insieme alla mia famiglia”.

E a proposito di cucina e di Roma, non possiamo non ricordare un piatto romano che per lei ha il sapore della cucina di casa…
“Nulla batte la crostata di visciole”.

Siamo agli sgoccioli del 2018: c’è un grazie che non ha ancora mai detto o che vorrebbe dire?
“Il mio grazie va sempre ai cittadini romani con i quali sto condividendo un cammino di riscatto per la nostra città. Poi voglio ringraziare chi lavora al mio fianco ogni giorno con passione e tenacia. #ATestaAlta”.

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