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Giorno della Memoria, Del Re a NY: “Il pericolo c’è ancora ed è nelle piccole cose”

Alla lettura dei nomi dei deportati italiani al Consolato, la viceministra degli Esteri, l'ambasciatrice Zappia, i capi di Polizia e Vigili del Fuoco di NYC

Francesco Genuardi, Emanuela Del Re, James O'Neill, Mariangela Zappia, Daniel A. Nigro.

Foto VNY

Francesco Genuardi, Emanuela Del Re, James O'Neill, Mariangela Zappia, Daniel A. Nigro.

Davanti al Consolato.

Foto VNY

Davanti al Consolato.

Emanuela Del Re legge i nomi dei deportati italiani.

Foto VNY

Emanuela Del Re legge i nomi dei deportati italiani.

Il Console Generale, Francesco Genuardi, dà lettura dei nomi.

Foto VNY

Il Console Generale, Francesco Genuardi, dà lettura dei nomi.

La presentazione introduttiva del Console, Francesco Genuardi.

Foto VNY

La presentazione introduttiva del Console, Francesco Genuardi.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia dà lettura dei nomi.

Foto VNY

L'ambasciatrice Mariangela Zappia dà lettura dei nomi.

Emanuela Del Re, James O'Neill, Mariangela Zappia, Daniel A. Nigro.

Foto VNY

Emanuela Del Re, James O'Neill, Mariangela Zappia, Daniel A. Nigro.

Giorgio Van Straten e Joseph Sciame.

Foto VNY

Giorgio Van Straten e Joseph Sciame.

Da sinistra, il Console Generale Francesco Genuardi, la vice ministra Emanuela Del Re, il capo della Polizia di New York James O'Neill, l'ambasciatrice all'ONU Mariangela Zappia, il capo dei Vigili del Fuoco di New York Daniel A. Nigro.

Foto VNY

Da sinistra, il Console Generale Francesco Genuardi, la vice ministra Emanuela Del Re, il capo della Polizia di New York James O'Neill, l'ambasciatrice all'ONU Mariangela Zappia, il capo dei Vigili del Fuoco di New York Daniel A. Nigro.

Gli studenti della scuola d'Italia Guglielmo Marconi leggono i nomi dei deportati.

Foto VNY

Gli studenti della scuola d'Italia Guglielmo Marconi leggono i nomi dei deportati.

Nel suo discorso introduttivo, Del Re ha rimarcato la necessità di custodire la tragedia della Shoah "nella nostra mente e nel nostro cuore", a maggior ragione perché "viviamo in tempi in cui, sfortunatamente", ha proseguito, esiste ancora il pericolo che tutto ciò si ripeta, "con discriminazioni, aggressioni, abusi, specialmente nei confronti di gruppi vulnerabili, minoranze, e coloro che noi consideriamo diversi".

Come ogni anno, anche in questo 2019, in occasione della Giornata della Memoria, il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, ha ospitato la lettura dei 9700 nomi degli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento durante il nazifascismo. Un evento organizzato con la collaborazione del Centro Primo Levi, dell’Istituto Italiano di Cultura, della Casa Italiana Zerilli-Marimò presso la NYU, del Calandra Institute for Italian American Studies e dell’Italian Academy presso la Columbia University. In una fredda e soleggiata mattinata newyorkese, il Console ha ricordato l’importanza della memoria, e ha introdotto le istituzioni intervenute nella commemorazione. Tra questi, James Patrick O’Neill, capo della Polizia della città di New York; Daniel A. Nigro, capo dei Vigili del Fuoco; Mariangela Zappia, Rappresentante Permanente dell’Italia alle Nazioni Unite, e, giunta dall’Italia, Emanuela Del Re, viceministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale. A tal proposito, ha sottolineato il Console Generale, è la prima volta che alla lettura dei nomi in Park Avenue partecipa un membro del Governo di Roma.

Nel suo discorso introduttivo, Del Re ha rimarcato la necessità di custodire la tragedia della Shoah “nella nostra mente e nel nostro cuore”, a maggior ragione perché “viviamo in tempi in cui sfortunatamente”, ha proseguito, esiste ancora il pericolo che tutto ciò si ripeta, “con discriminazioni, aggressioni, abusi, specialmente nei confronti di gruppi vulnerabili, minoranze, e coloro che noi consideriamo diversi”. Per questo, ha sottolineato, è necessario “ricordare per non ripetere”. “Non sarà facile per me pronunciare quei nomi, perché anche un solo nome di una persona che ha subito persecuzione come è stata quella dell’Olocausto è una vergogna per l’umanità”.

“Il cambiamento”, ha poi affermato Del Re, “viene dalle piccole cose. Il pericolo, anche, è nelle piccole cose. Ricordo quando sono stata ad Auschwitz, accompagnata e guidata da giovani studenti – sono professoressa all’Università, perciò ero particolarmente colpita dalla presenza di quei giovani –. Alla fine della visita ero veramente stanca e devastata emotivamente, e ho chiesto a uno di loro: ‘Come riuscite a fare una cosa simile ogni giorno, mostrando alle persone questo inferno terreno?’. Mi ha risposto: ‘Penso che il messaggio che voglio passare a ciascuno è che il pericolo non arriva tanto da una propaganda strutturata o da grandi discorsi, quanto dalle cose più piccole: i commenti superficiali fatti contro un gruppo particolare, che li denigrano'”. La Viceministra ha quindi aggiunto: “Quando leggiamo sui social media commenti che in qualche modo implicano qualche sorta di discriminazione, passando il messaggio che non è una cosa così seria, in realtà è cosa molto seria, perché questo è il punto da cui tutto comincia”.

La viceministra Del Re, particolarmente commossa, è stata quindi la prima a dare lettura dei nomi, insieme al capo della Polizia O’Neill, all’ambasciatrice Zappia e al capo dei Vigili del Fuoco della città di New York Daniel A. Nigro. Tra i lettori, lo stesso Console Generale, Francesco Genuardi, il direttore dell’Istituto di Cultura italiano, Giorgio Van Straten, Joseph Sciame, vicepresidente per le Relazioni con la Comunità della St John’s University e il nostro Direttore, Stefano Vaccara.

 

 

 

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