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Quella bella Milano contro il razzismo sotto gli occhi sorridenti della Madonnina

La giornata di sabato 2 marzo 2019 è un pezzo di storia d'Italia. Sarà ricordata come la risposta pacifica dei milanesi a chi semina odio e paura

2 marzo 2019: la folla di milanesi e di abitanti di Milano contro il razzismo a Piazza Duomo (Immagine gentilmente concessa da Ufficio Stampa Boldrini)

“Finalmente” pareva dire anche la Madonnina che ne ha viste tante da lassù, ma che conosce bene i valori civili che sono la coscienza dei cittadini di Milano

Foto di Gessica Giglio

Guardo le bellissime foto scattate durante la manifestazione di Milano e mi commuovo. Ci sono facce di tutte le età sorridenti e allegre, ci sono i tanti colori della pelle, ci sono le famiglie, gli uomini e le donne con gli striscioni che parlano di pace, di umanità, contro il razzismo, contro l’odio. Immagini che sprigionano ancora quell’energia che si è respirata per le strade dove è sfilato il corteo e in piazza del Duomo con la Madonnina, tanto cara ai milanesi, che mi piace pensare sorridente davanti a quello che stava accadendo sotto i suoi occhi.

“Finalmente” pareva dire anche lei che ne ha viste tante da lassù, ma che conosce bene i valori civili che sono la coscienza della città, la sua capacità di reagire e di essere generosa. E’ la Milano che amo, che mi ha formata e che ieri ho riconosciuto nella sua voglia di reagire alla cupezza imposta al nostro paese da persone senza scrupoli.

Foto di Gessica Giglio

Non è stata una delle tante manifestazioni. La giornata di sabato 2 marzo 2019 è un pezzo di storia del nostro paese. Sarà ricordata come la risposta pacifica di Milano a chi semina odio e paura. “Vogliamo essere umani “è stato il messaggio di quelle oltre 200 mila persone a chi ci governa. “Non crediamo nella politica dei muri, dell’intolleranza e dei morti in mare” perché non saranno quelli a garantirci sicurezza e lavoro.

Un messaggio forte anche a tutti quelli che sono impauriti, ma che non sono razzisti, e si affidano a chi, per scopi elettorali, racconta una finta verità e spacca il paese. Uniti si può affrontare la sfida che il mondo sta mettendo davanti a noi e a tanti altri paesi. Divisi dall’odio soccomberemo, ma garantiremo a certi politici, senza un mestiere vero, uno stipendio per i prossimi anni.

Ogni epoca ha dovuto affrontare migrazioni e noi siamo stati una nazione di migranti. Lo siamo tuttora in un paese che invecchia e vede i suoi giovani partire. Da bambina, in pieno boom economico, vedevo gli uomini arrivare dal sud per cercare lavoro nelle fabbriche milanesi. Coglievo la povertà che si portavano appresso nelle loro valigie di cartone, ma i loro sguardi mesti cambiavano in fretta man mano che si integravano e cresceva in loro l’orgoglio operaio. La dignità del lavoro che oggi manca perché c’è poco lavoro.

Immagine dalla pagina FB di ass.ne i Sentinelli

Non è sulla paura quindi ma sugli investimenti e la crescita che bisogna operare per far ripartire l’economia, proprio come in quegli anni 60 pieni di entusiasmo e di ottimismo. Oggi davanti a 68 milioni di persone che nel mondo hanno abbandonato le proprie case a causa di guerre e calamità naturali, con la popolazione dell’Africa di fronte alle nostre coste che cresce a ritmi vertiginosi serve una visione con un orizzonte che non sia la prossima scadenza elettorale. Servono politici che sappiano mettere al centro del dibattito politico mondiale l’Italia non per le sue scelte razziste, ma per la sua capacità di creare opportunità per tutti.

La Madonnina del Duomo di Milano

“Io non cambio idea” ha reagito Matteo Salvini e non si capisce su che cosa dovrebbe cambiare idea davanti a una folla di manifestanti che gridano no al razzismo. Sta forse dicendoci che lui è a favore del razzismo? Sarebbe il caso che lo chiarisse in fretta. Come rapidamente dovrebbe chiarirci da vicepremier che cosa vuole fare per favorire la crescita, come la mette con i suoi soci di governo contrari a far partire opere strutturali e cantieri per dare dignità di lavoro alle persone e non la carità di un sussidio. “In Italia si arriva solo con il permesso” ha aggiunto commentando le immagini dei manifestanti che chiedevano umanità. E come non essere d’accordo su una regolamentazione dei flussi di migranti che serve anche agli imprenditori del nord alla ricerca costante di manodopera? Facciamola quindi e soprattutto non sbattiamo la gente per strada senza un controllo, perché quello si crea insicurezza.

Nel frattempo io mi unisco all’ appello del sindaco Beppe Sala: “Mi auguro che altri seguano l’esempio di Milano”.

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