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Guterres dalla sinagoga di Manhattan avverte: c’è “una crisi globale di odio antisemita”

Il Segretario Generale dell'ONU interviene alla Park East Synagogue per ricordare l'Olocausto e denuncia l'antisemitismo crescente anche in Italia...

di Antonio Guterres

Nella foto d'archivio, un intervento di Antonio Guterres nella stessa sinagoga nell'ottobre del 2018 (UN Photo/Rick Bajornas)

Traduzione dall'inglese di Giulia Mari e Giorgia Biamonti

Full English remarks here.

Rabbino Schneier, sopravvissuti all’Olocausto, Eccellenze, Signore e Signori, Carissimi,

 È un privilegio essere di nuovo qui con voi al Park East Synagogue in solidarietà e amore, per commemorare il 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, per ricordare i sei milioni di ebrei e molti altri che sono stati uccisi dai Nazisti e dai loro complici durante l’Olocausto, e per impegnarsi di nuovo a prevenire qualsiasi ripetizione di questi crimini.

Mi reco qui ogni anno in questa circostanza da quando sono divenuto Segretario Generale. Ma voglio sottolineare che sono qui con voi in spirito ogni giorno; che le Nazioni Unite sono presenti ogni giorno, insieme a molte persone in tutto il mondo che credono che l’attacco ad uno è un attacco a tutti.

Abbiamo bisogno più che mai di solidarietà nei confronti dell’odio, poiché stiamo vedendo una preoccupante resurrezione negli attacchi semiti, qui a New York e in tutto il mondo.

Solo a 50 km da qui, meno di un mese fa, in un accoltellamento in una festa Hannukah sono state ferite cinque persone in una casa di un rabbino nella piccola comunità di Monsey. Questo dopo poche settimane dall’uccisione di quattro persone in una sparatoria in un supermercato kosher a Jersey City. Una bomba trovata in un furgone che apparteneva agli aggressori avrebbe potuto uccidere molte più persone.

New York City ha visto una crescita del 21% nei crimini razziali antisemita nel 2019, parte di una tendenza nelle città di tutto il paese. Incidenti antisemita a Los Angeles sono più che raddoppiati; Chicago ha registrato un aumento del 46%.

La situazione per gli ebrei in Europa è, se non altro, anche peggio.

La Francia ha visto un aumento del 74% degli attacchi antisemita nel 2018. Nel Regno Unito, gli attacchi antisemita sono aumentati del 16% raggiungendo una cifra mai vista.

Un attacco a una sinagoga nella città tedesca di Halle durante lo Yom Kippur lo scorso ottobre ha causato la morte di due persone. In Italia ad una sopravvissuta 89enne all’Olocausto le è stata fornita una scorta armata dopo essere stata vittima di molti abusi antisemita.

Signore e signori,  

Abbiamo bisogno di chiamare questo fenomeno per quello che è: una crisi globale di odio antisemita; un costante flusso di attacchi mirati agli ebrei, alle loro istituzioni e proprietà.

Quasi ogni giorno vengono presentati nuovi rapporti su crimini d’odio. La maggior parte dei colpevoli vengono ispirati da attacchi precedenti, glorificando gli aggressori e creando un vortice di violenza auto rinforzanti. 

I Neo-Nazisti e la supremazia bianca stanno riaffiorando, organizzandosi e diffondendo la loro ideologia e iconografia velenosa online. Internet, dai social media alle piattaforme di gioco online e il dark web, è il loro parco giochi e il loro ufficio di reclutamento. Manipolano i contenuti dei video e avvelenano le giovani menti.

 Questa ondata di antisemitismo non può essere vista separatamente da un incremento estremamente problematico nella xenofobia, omofobia, discriminazione e odio in molte parti del mondo, mirato alle persone sulla base di identità, compresa la razza, etnia, nazionalità, religione, orientamento sessuale, disabilità e permesso di soggiorno.

Gli attacchi contro le minoranze religiose sono una preoccupazione specifica. In tutto il mondo, abbiamo visto uccisioni di ebrei nelle sinagoghe, le loro tombe rovinate da svastiche; cristiani uccisi in preghiera, le loro chiese bruciate; e musulmani uccisi a colpi di pistole nelle moschee, i loro posti religiosi vandalizzati.

Come l’ex gran rabbino del Regno Unito, Jonathan Sacks, ha detto: “L’odio che inizia con gli ebrei non termina lì”.

Eccellenze, Signore e Signori, Carissimi, 

Quando i soldati dell’armata sovietica sono entrati ad Auschwitz 75 anni fa, erano rimasti allibiti da ciò che hanno visto. Gli sforzi nazisti nel nascondere i loro crimini sono stati compromessi dalle prove evidenti di milioni di vestiti e tonnellate di capelli.

 Per citare Primo Levi, i liberatori si sentivano “colpevoli del fatto che un crimine del genere dovesse esistere”.

 Come i soldati, ci siamo ribellati ai dettagli orrendi di Auschwitz. Ma è nostro dovere guardare e continuare a guardare; per imparare e reimparare la lezione dell’Olocausto, così non verrà mai ripetuta.

 La lezione più importante è che l’Olocausto non era una aberrazione commessa in un momento particolare nella storia da qualche persona inspiegabilmente malata.

 È stato il risultato di millenni di odio, dall’Impero romano al pogrom del Medioevo. Il mio paese, il Portogallo, ha commesso un atto di assoluta crudeltà e stupidità nell’espellere la sua popolazione ebraica nel XV secolo.

Gli ebrei europei erano esclusi da quasi ogni area di attività economica; incolpati se avevano successo; e definiti come inferiori. Uno schema presentato decenni prima dall’ascesa al potere di Hitler comprendeva spedire tutti gli ebrei europei orientali nell’isola africana del Madagascar.

Quando ho visitato Yad Vashem due anni fa, sono rimasto ancora una volta allibito dall’abilità dell’antisemitismo nel reinventarsi nel corso dei millenni. Può assumere nuove forme; può essere diffuso da nuove tecniche; ma è sempre lo stesso vecchio odio. Non possiamo mai abbassare la guardia.

E lontano dall’essere il progetto di alcuni individui folli, il genocidio nazista degli ebrei e altre persone vulnerabili comprendeva architetti, scienziati, dottori, avvocati, ingegneri, autisti, burocrati, soldati. Milioni di persone erano desensibilizzate ai crimini contro l’umanità che accadevano attorno a loro, spesso descritti da eufemismi come “misure speciali”.

Come ha detto la grande scrittrice Hannah Arendt, la maggior parte del male viene fatto da persone che non sanno decidere se essere buone o cattive.

L’Olocausto era un’operazione complessa derivata da pregiudizi radicati, e richiedeva la corruzione di società dall’inizio alla fine; la corruzione di lingua; di istruzione e di discorso politico.

Visto che lavoriamo per essere all’altezza della promessa del “Mai più”, dobbiamo esaminare i nostri pregiudizi; evitare il disuso della nostra tecnologia; e essere attenti a ogni segno che l’odio si sta convertendo in normalità.

 Eccellenze, signore e signori,

Pregiudizi e odio prosperano sulle insicurezze, sulle aspettative frustate, sull’ignoranza e sul risentimento. I leader populisti sfruttano quelle emozioni che incitano la paura, nel perseguimento del potere.

 Quando ogni gruppo di uomini è definito come un problema, diviene semplice commettere le violazioni dei diritti umani e normalizzare la discriminazione contro di loro.

Combattere il pregiudizio richiedere la leadership a tutti i livelli che promuove la coesione sociale e indirizza le cause all’origine dell’odio.

Richiede l’investimento in tutte le parti della società, così che tutti possano contribuire in uno spirito di rispetto reciproco. I leader politici, religiosi e della comunità devono rendere la leadership inclusiva la loro priorità urgente.

Promuovere la coesione sociale e i diritti umani, e indirizzare la discriminazione e l’odio sono tra gli obiettivi prioritari delle Nazioni Unite, particolarmente attraverso l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Continueremo a supportare le nazioni in tutto il mondo nel costruire società inclusive, diversificate, rispettose che mirano a fornire vite di dignità e opportunità per tutti.

L’istruzione è una parte critica della soluzione. Recenti indagini hanno rilevato che un terzo degli europei sapeva poco o niente sull’Olocausto e che metà dei millennials americani non potrebbero nominare un singolo campo di concentramento. L’ignoranza genera terreno fertile per le menzogne e revisionismo storico.

 “Mai più” significa raccontare la storia ancora e ancora. Mi ha fatto piacere sentire che le scuole di New York affronteranno l’antisemitismo e crimini di odio nelle classi. 

Mentre i sopravvissuti all’Olocausto invecchiano, dobbiamo portare avanti le loro testimonianze di generazione in generazione. Io sono profondamente colpito dall’uso innovativo della tecnologia che preserva le esperienze dei singoli sopravvissuti per i posteri.

I musei hanno un ruolo importante. L’eccellente esposizione su Auschwitz che è attualmente al Musem of Jewish Heritage di New York era uno dei più visitati in Europa lo scorso anno. Io stesso l’ho visto due volte.

Alle Nazioni Unite, l’Holocaust Outreach programme e UNESCO forniscono scritture e video che informano, sensibilizzano e spronano azioni contro l’odio e la discriminazione in tutto il mondo.

Stiamo anche lavorando per promuovere l’uso responsabile delle tecnologie tra cui i social media che stanno sovralimentando la diffusione dei discorsi di odio e false narrative.

La strategia delle Nazioni Unite e il Piano di Azione sui discorsi d’odio che ho iniziato lo scorso anno rappresentano il nostro impegno nell’agire insieme contro questo fenomeno. Ho intenzione di portare avanti la discussione in una conferenza interministeriale più tardi quest’anno.

Ho anche iniziato un Piano di Azione delle Nazioni Unite per la salvaguardia dei Luoghi Religiosi, che offre consigli concreti per supportare i governi così che i loro cittadini possano rispettare i loro rituali religiosi in modo sicuro. Ringrazio il rabbino Schnier per i suoi sforzi nel proteggere i luoghi religiosi, e il suo lavoro per la “Appeal of Conscience Foundation” per promuovere la comprensione interreligiosa.

I nostri sforzi preventivi devo anche proteggere la corruzione della lingua. Eufemismi e espressioni in codice non possono essere permessi per nascondere idee bigotte o crimini.

Le parole possono uccidere, l’Olocausto è iniziato con le parole.

Dobbiamo essere attenti alle parole e alle espressioni che fano eco ai concetti nazisti come “sangue e terra” che stanno, incredibilmente, tornando ad essere una tendenza dominante. Non possiamo tollerare la normalizzazione di retorica velenosa e corrosiva.

 Eccellenze, Signore e Signori, Carissimi,

Quest’anno segna il 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau – e l’istituzione delle Nazioni Unite.

Dall’orrore incalcolabile dei campi di sterminio, il mondo ha avuto un nuovo inizio, fondato sul rispetto reciproco e sulla nostra umanità comune.

Oggi, mentre i nostri valori vengono attaccati da tutte le parti, noi li riaffermiamo più che mai con grande convinzione.

Non ci dimenticheremo mai. 

Rimarremo fermi ogni giorno e ovunque contro l’antisemitismo, bigottismo e odio di tutti i tipi.

Siamo con voi, per i diritti umani e la dignità per tutti.

Grazie.

 

Due giorni dopo, il 27 gennaio, il Segretario Generale Antonio Guterres ha ripetuto lo stesso discorso questa volta davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ecco qui sotto il video originale:

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