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“Qual è il senso” degli interventi televisivi e delle conferenze stampa di Trump?

Scrivo di coronavirus a New York e negli Stati Uniti da oltre due mesi. La migliore decisione del Presidente? Rimanere in silenzio

Trump vs Journalists (Illustration by Antonella Martino)

Dopo aver suggerito studi su terapie di disinfettante e luce contro il COVID-19, Donald Trump ha usato la scusa del sarcasmo e ha interrotto i tradizionali appuntamenti della task force in conferenza stampa. Da allora sono rinata: il mio umore è visibilmente migliorato e ho iniziato a coricarmi con più fiducia e ottimismo nel genere umano.

Giovedì scorso ho ricevuto dei doni inaspettati dalla quarantena. Dopo oltre un mese e mezzo di conferenze stampa giornaliere dalla Casa Bianca, Donald Trump mi ha fatto dei regali. Di fronte agli esperti della task force e ai cronisti attoniti, il Presidente ha suggerito all’intera nazione in diretta che dovrebbero esserci studi sugli effetti di iniettare disinfettante ed esporre il corpo umano a luce solare o ultravioletta come terapia contro il COVID-19, che nel Paese ha provocato finora più di 60mila vittime.

Non so se nel momento il mio cervello ha pensato che stesse scherzando, ma ho riso (primo regalo). Non è possibile che il presidente degli Stati Uniti possa essere davvero così stupido, mi sono detta. Ho guardato il mio fidanzato dall’altra parte del tavolo e l’ho visto girare gli occhi al cielo e scuotere la testa. Ogni mattina seguo gli interventi del governatore dello stato di New York Andrew Cuomo e provo rispetto, senso di sicurezza, timore per i dati che vengono comunicati con trasparenza e puntualità.

È vero, a volte sorrido anche con lui, per esempio quando racconta delle figlie, del fidanzato di una di loro, del cane, del fratello Chris, della famiglia italoamericana e delle polpette del pranzo della domenica, del nonno Andrea immigrato nel Queens (sono di parte, visto che ho persino soprannominato il mio lievito madre in suo onore). Nel pomeriggio ascolto Trump e mi sembra di far partire il solito disco rotto di un leader che ha perso in due mesi più americani dei caduti in Vietnam in quasi dieci anni.

Il mio lievito madre, che ho soprannominato Cuomo in onore del governatore dello stato di New York

Venerdì mattina il Presidente ha cercato di difendere la sua uscita su disinfettante e luce: “Stavo ponendo un quesito in maniera sarcastica a giornalisti come te solo per vedere cosa sarebbe successo”. Mi ha ricordato un po’ un premier italiano con il quale sono cresciuta: pure lui si giustificava sempre spiegando di essere stato frainteso e dando la colpa alla stampa cattiva e alla giustizia a orologeria. Qualche ora dopo Trump si è presentato sul podio, ha parlato per meno di venti minuti e ha lasciato la sala assieme a Mike Pence senza che nessuno dei due rispondesse ad alcuna domanda (secondo regalo: un venerdì sera libero dall’aggiornare il mio articolo per La Voce di New York).

Sabato si è quindi sfogato su Twitter: “Qual è il senso di tenere una conferenza stampa alla Casa Bianca quando i Lamestream Media [gioco di parole tra “main”, principali, e “lame”, sfigati] ti fanno solo domande ostili, e poi si rifiutano di riportare la verità o i fatti accuratamente. Registrano ascolti record, e agli americani vengono date solo Fake News [sic]. Non ne vale la pena e il tempo!”. Nel pomeriggio non si è fatto vedere (terzo regalo, il più grande, nel giorno della Festa della Liberazione) e di lì in avanti i suoi appuntamenti quotidiani non sono stati più lo stesso.

Per me che scrivo della situazione coronavirus dal primo caso di New York, non dover trascorrere due ore prima di cena a sopportare lo sproloquio di Trump è stata una vera e propria rinascita. Il mio umore è visibilmente migliorato e ho iniziato a coricarmi con più fiducia e ottimismo nel genere umano. Ormai ero diventata come la mamma protagonista del film “Goodbye Lenin”, alla quale il figlio proietta telegiornali inventati per non crearle uno shock eccessivo dopo che si è svegliata dal coma alla caduta del Muro di Berlino.

Avrei potuto cliccare per sbaglio un vecchio streaming e forse non avrei trovato le differenze. “La più grande economia del mondo”, “dobbiamo tornare a lavoro”, “ho ereditato mensole vuote dalla precedente amministrazione”, “il virus cinese”, “il terribile virus, il nemico invisibile”, “siamo i re dei ventilatori”, “il bando ai voli con la Cina” sono alcune delle decine di frasi ricorrenti di tutti i discorsi vuoti con i quali Trump prova a patinare la sua disastrosa gestione dell’emergenza.

Stamattina ho aperto una mail del direttore Stefano Vaccara, che con il suo usuale carisma mi invitava a tenermi pronta per coprire un programma di quesiti e dubbi dei cittadini per Trump su Fox News. Avrei tanto sperato che in quelle due ore mi fossero forniti contenuti tali da giustificare una domenica sera di lavoro, ma così non è stato. Nonostante il canale televisivo conservatore abbia proposto domande legittime dagli spettatori, il Presidente ha ribadito i suoi proclami privi di contenuto.

A una madre single che ha perso il lavoro e non ha potuto incassare né la disoccupazione né lo stimulus check di 1200$, Trump ha risposto con un “feeling” dello stesso valore dell’oroscopo del 2020 di Paolo Fox: We are going to have a tremendous year next year, l’economia si risolleverà più forte di prima e la signora troverà un impiego meglio pagato.

Alla proprietaria di un esercizio commerciale di Washington DC che lo interrogava sui protocolli federali per i tamponi, il Presidente ha attaccato a ripetere di come in certi stati le condizioni non siano “troppo brutte” e ha anzi accusato i governatori di essere lenti nella riapertura.

Alla studentessa e all’insegnante della Virginia che volevano assicurarsi di un ritorno sicuro tra i banchi di scuola, Trump ha dichiarato la sua volontà di riprendere l’attività didattica, magari lasciando a casa qualche maestro e professore più anziano.

Contro il parere della comunità scientifica, il Presidente ha sostenuto senza fondamento che un vaccino sarà disponibile entro la fine dell’anno – “i medici pensano che non dovrei dirlo, ma io dico quello che penso” – e ha promosso per l’ennesima volta l’uso dell’idrossiclorochina nel trattamento dei pazienti COVID-19: “Non abbiamo nulla da perdere”. Secondo un recente avviso pubblicato sul sito della Food and Drug Administration, l’idrossiclorochina e la clorochina potrebbero avere effetti collaterali sul battito cardiaco, provocando “tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e in alcuni casi morte”.

Verso la fine del collegamento ai piedi della statua di Lincoln, Trump ha rivelato l’unica grande notizia della serata quando ha dato credito alle tesi del segretario di Stato Mike Pompeo sulla provenienza del virus da un laboratorio di Wuhan e sulle responsabilità del governo cinese: “La mia opinione [enfasi aggiunta] è che hanno commesso un errore. Hanno provato a coprirlo, hanno provato a spegnerlo. È come un fuoco”.

 

Il presidente Donald Trump e il vicepresidente Mike Pence in conferenza stampa mercoledì 22 aprile (video Youtube The White House)

Ho spento la televisione. “Qual è il senso” di tenere una trasmissione televisiva quando il Presidente fa solo commenti inutili, “e poi si rifiuta di riportare la verità o i fatti accuratamente. Registra ascolti record, e agli americani vengono date solo Fake News. Non ne vale la pena e il tempo!”

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