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Cari bianchi vi scrivo, dovete capire il vostro razzismo e la nostra rabbia

Chiamateci Neri e non "gente di colore". E poi se le vite dei Neri sono importanti, allora le vite dei Neri devono contare. Questo è più che uno slogan

di Hermene Hartman

George Floyd (afroamericano soffocato per mano di un poliziotto bianco)

La fondatrice e direttrice del giornale N’DIGO di Chicago ha scritto un editoriale chiaro e diretto. Col suo permesso, lo pubblichiamo anche sulla Voce di New York in italiano

This article in English here

Il linciaggio di George Floyd è un punto di svolta miliare per l’America. Che tipo di svolta sarà ancora non lo sa nessuno, ma facendo un clamoroso fracasso gli Stati Uniti, se non il mondo, sentono ora gridare: ne abbiamo abbastanza del razzismo americano.

Ci sono state marce di gente nera, rivolte, proteste in tutto il mondo, alcune violente, altre no, ma tutte gridano, in essenza, basta e sono stanco!

E proprio mentre pensi che sia abbastanza, Rayshard Brooks, un giovane uomo Nero di Atlanta, muore per essere stato colpito alla schiena due volte da un altro poliziotto bianco. Il suo crimine? resistere all’arresto, contrattaccare, e fuggire.

Nel frattempo, a Palmdale, California, il corpo di un uomo Nero, il 24enne Robert Fuller, è stato trovato appeso ad un albero in una piazza pubblica difronte al Municipio. E’ stato ritenuto un suicidio.

Pochi giorni prima, il corpo di un altro uomo Nero, Malcolm Harsch, è stato trovato appeso ad un albero vicino alla biblioteca di Victorville, California, circa 50 miglia da Palmdale. Quella morte è stata dichiarata pure un suicidio, ma tutti e due i casi sono sotto investigazione da parte  delle autorità perché le famiglie non accettano l’idea del suicidio (aggiornamento qui, ndr).

L’America bianca ha ora ascoltato questo grido in maniera mai sentita in anni passati. Viviamo nel mondo di Facebook e qualsiasi individuo può filmare in strada incidenti da mostrare a tutto il mondo, battendo così i media tradizionali, con storie e immagini non filtrate.

Painting by Flavio Bragaloni

Questa è la situazione con George Floyd, quando il poliziotto Derek Chauvin ha tenuto il suo ginocchio sul collo di Floyd per otto minuti e 46 secondi  e gli ha spento la vita.  Una donna diciassettenne Nera ha visto quanto stava succedendo e l’ha filmato a beneficio di tutto il mondo mentre guardava inorridita. Facebook è stato il primo media ad avere i dettagli crudi e integrali di questa tragedia.

E’ troppo. Il mondo è esploso in tutti i modi, di rabbia, insulti, frustrazione. Tre altri poliziotti stavano a guardare mentre Floyd gridava implorando per sua madre, dicendo che non poteva respirare. Non gli hanno concesso nessun sollievo e noi siamo rimasti a guardare mentre la vita di Floyd veniva succhiata via. Agli occhi del mondo è stata una forma di linciaggio.

Qualsiasi  persona Nera si immedesima con questi fatti, indipendentemente dalla propria posizione sociale. Tutti i Neri hanno sentito il dolore di Floyd, dal più ricco al più povero. E i Neri, in particolare hanno sentito il dolore, a causa del linciaggio ancestrale e storie in famiglie di Neri che si possono o meno raccontare di nonni o di bisnonni che sono stati linciati non molto tempo fa.

E’ per questo che alcuni dei reporter e esperti Neri si sono commossi alla TV nel discutere il caso di Floyd. Sarebbe potuto esser successo a loro. Sappiamo tutti le storie di linciaggi, stupro, abuso, percosse, fughe e persino incarcerazioni da innocenti.

Va molto dentro. E’ un dolore che i bianchi mai e poi mai capiranno, e questo è il filo comune della gente Nera da per tutto, che ci fa annuire l’un l’altro in posti pubblici a facce non conosciute, perché ci riconosciamo l’un con l’altro come Neri.

 

George Floyd ha svegliato i bianchi. La sua orribile morte è stata visibile e reale. I bianchi hanno riconosciuto il razzismo nella sua forma pura, quello che i Neri conoscono e sentono ogni giorno, dalla celebrità all’ individuo comune.

Mentre l’evento veniva spiegato, abbiamo visto un corrispondente della CNN Omar Jimenez arrestato (assieme alla sua troupe mediatica) mentre ancora in onda che narrava gli eventi in tempo reale. Lo si poteva vedere mostrare le sue credenziali della CNN e identificarsi come reporter. E questo non è abbastanza razzismo per voi?

Ci sono, quindi, chiamate da amici bianchi che ci dicono e chiedono, ci sono rimasto molto male, che posso fare? E l’ora di un cambiamento culturale per sradicare il razzismo. Nel migliore dei casi , ne è saltato fuori un razzismo gestito, ma non abbiamo trovato modo di come sradicare il peccato originale dell’America. Questo è un problema dei bianchi che richiede la massima attenzione e la partecipazione di tutti.

Come persona bianca potrai dire, “ma io non avevo schiavi.” Ma i tuoi antenati li avevano, e loro hanno tratto beneficio dal loro lavoro, e tu, a tua volta, godi i frutti del nostro lavoro non retribuito e il privilegio dei bianchi fino ai nostri giorni.

La realtà è che l’America è una società razzista strutturata; ci sono due Americhe, una Nera e l’altra bianca. Studio dopo studio lo dimostrano, e volumi sono stati scritti per sostenere il caso.

E allora, gente bianca d’America eccovi alcune idee.

1. CHIAMATECI PER IL NOSTRO NOME PROPRIO

Noi non siamo “gente di colore”. Chiamateci col nostro nome. Noi siamo Neri e/o Afro-Americani. Non confondeteci. Non diluiteci. Siamo senza voler dispiacere a nessuno, Neri. Smettetela col chiamarci “minoranze”. Minoranza come concetto è razzista. Suppone superiorità.

Gente di colore include quelli che possono avere pelle marrone, ma sono culturalmente differenti. I Neri sono completi e includono gente della diaspora. Non mescolateci con altre culture.

Gli Afro-Americani sono specifici e spesso fanno riferimento a sfondi di schiavitù e di gente del Sud. Il nostro nome cambia all’incirca ogni decade, da Negro a di colore, Negress, Mulatti.  E’ N E R O.

                                      

2. DIVERSITA’ / INCLUSIONE

Che cos’è’? Cos’è diversità/  Cos’è inclusione. Significa uno o due? Significa integrazione? E inclusione nella tua scuola, chiesa, o posto di lavoro?

Se è così, come funziona. Ed è per fare si che i Neri che si trovano nel tuo ambiente che si conformino ai vostri standard di bianchi, o apprezzate la differenza del Nero come parte di tutto quello che è Nero? E’ la relazione equa, dominante o minore?

Io ho frequentato una scuola secondaria di bianchi. Con gli standard di oggi sarebbe potuta essere definita come inclusiva o diversa. Non lo era.

C’erano tre Neri nella mia classe. Quando scrivevo un lavoro su qualcosa che riguardava i Neri, prendevo sempre un voto scarso. Sono stata rimproverata e interrogata e spesso la maestra tentava di pormi in uno stato di imbarazzo davanti alla classe con un forte senso di umiliazione come se avessi fatto qualcosa che non era giusto.

Non volevano sentire storie di Neri o verità dei Neri o punti di vista dei Neri. La scuola era la Jones Commercial, oggi chiamata Jones Academy. La scuola aveva preso il nome di John Jones un uomo di affari Nero, che aveva donato l’immobile al sistema scolastico di Chicago.

Jones era un sarto e un proprietario di immobili, il primo commissario Nero della Contea di Cook. La mia idea di adolescente era che dovevamo conoscere la persona che aveva dato il suo nome alla nostra scuola.

Quando ho scritto il mio saggio sul signor Jones per la mia classe di storia, sono stato sfidata, Avevo ragione, ma è stata la mia prima esperienza nel venire a sapere che quando parli ai bianchi circa i Neri è bene che tu sia completamente sicura di quello che stai dicendo.

Mia madre tentò di fare licenziare la maestra. Genitori Neri ancora insegnano ai loro figli di fare sempre di più, la media non conta. Se la maestra dice leggi tre libri, ne leggi sei. Mio padre mi diceva che “A” era l’unico voto perché era il più alto, per lui non c’era altro che contasse e faceva sul serio.

Non sapevo di essere in un contesto. Quel che sapevo era che dovevo portare a casa i voti più alti, perché lo pretendevano i miei genitori. Il razzismo non poteva mettersi di mezzo o essere usato come scusa; semplicemente lavora di più.

3. ZITTO E ASCOLTA

Quando parli con i Neri di problemi razziali,  ascolta e non dettare o sfidare. Le nostre esperienze avvolte sono drasticamente differenti da quelle dei bianchi e può farti veramente imparare la presenza  di differenze basate sulla  razza.

Ci possono essere monumentali esperienze quando poliziotti bianchi fermano cittadini Neri. Troppo spesso, può comportare un significato di vita o morte, a secondo di come ti comporti. E’ d’uso insegnare a bambini Neri quello che devono fare o non devono fare quando hanno a che fare con poliziotti bianchi. I suggerimenti possono salvare una vita nelle strade dei centri urbani e in particolare nelle strade del sud. Questo non è il momento per l’uomo macho.

Un ministro ben popolare di una delle chiese del Sud racconta la storia di come lui e i suoi amici adolescenti non abbandonarono il marciapiede quando videro dure uomini bianchi venire verso di loro. Gli adolescenti Neri non si mossero.  Quando tornò a casa e raccontò la storia, sua madre immediatamente cominciò a metterlo sulla strada fuori città, verso Chicago, quella notte stessa, perché temette che lo linciassero. Questo è successo anni fa, ma la storia è ancora valida.

Quando il giocatore di football Colin Kaepernick si è inginocchiato invece di alzarsi per l’inno nazionale, l’interpretazione da parte dei bianchi fu che aveva insultato la bandiera. Il Presidente lo richiamò.

Si era inginocchiato per i fratelli di strada  ammazzati dalla polizia. Semplice spiegazione. Ascolta. Si è inginocchiato per il razzismo e la brutalità della polizia.

Le lezioni rimangono ancora oggi. Ai ragazzi Neri si insegna di sottomettersi. Sguardo in giù. Tieni le mani in piena vista sempre. Chiedi se puoi muoverti prima di farlo. Non gridare. Non rispondere. Non correre. Dì “si signore”.. Obbedisci sempre ai poliziotti. Il poliziotto ha la pistola. Avere ragione non significa niente.

Queste sono lezioni di sottomissione che vengono insegnate ancora oggi al fine di sopravvivere, sei quel che sei. Quello che tu sei in realtà è che sei un Nero e questa è la lezione che si sta imparando ancora nel 2020.

I poliziotti che fecero dell’ufficio del Congressman Bobby Rush una sala di ricreazione mentre dei saccheggiatori stavano rubando il vicino centro commerciale erano razzisti. Sapevano dove erano e si sono comportati con mancanza di rispetto. Chiamalo proprio per quello che è. Razzismo.

4. SFRUTTAMENTO

Quando tu un Bianco, interagisci con gente Nera, li insulti o li sfrutti? Per esempio, grandi magazzini come Walgreens, CVS e Wal-Mart hanno nei loro scaffali prodotti per la cura dei capelli per Neri di solito comprati da donne Nere.

Ma insultano i clienti rinchiudendo il prodotto come se fosse oro di Fort Knox. Dopo il linciaggio di Floyd, hanno tutto ad un tratto deciso di aprire gli scaffali. E  Sephora gigante dei cosmetici, di colpo, ha deciso di vendere nei suoi negozi prodotti usati dai Neri.

Ho una ricca amica bianca che possiede terreno e affitta a Neri, ma in verità non è altro che una padrona senza scrupoli di edifici e una sfruttatrice. Ma per le feste compra tacchini e prosciutti per i suoi inquilini.

Tenta di seguire le dinamiche politiche dei candidati, ma è arrabbiata perché  il sindaco ha detto che lei si considera una donna Nera prima di tutto e poi Sindaco. Questo è il senso che hanno donne Nere che ricoprono la carica di sindaco in tutto il paese. Non riesce a capire il punto essenziale. E chiede a se stessa, perché la premessa di essere donne Nere? Perché lo sono.

POSSO USARE LA PAROLE CHE COMINCIA PER “N”

Un Diagramma

Quale ti Descrive Meglio

        Bianco          Una Persona di colore                  Nero o Mischiato

                                 ma non Bianco                            non Nero

         NO, MAI                                                   Fa quel che vuoi

        Nemmeno           Nemmeno se finisce       NIENTE SCUSE

quando canto            con – A invece di -R

Nemmeno se tutti dicono cosi               Tienilo fuori dalla tua bocca

            da dove vengo

5. NON USARE MAI LA PAROLA “N”

Non usare mai la parola N sotto qualsiasi circostanza. La parola, a proposito, non è “la parola—N”. La parola è Negro (“nigger”). Ha significati multipli che sono molto difficili da spiegare, quindi scordatelo, ma non usarla per nessuna ragione. Solo a dire la “N”  la priva del pizzico e del significato. La generazione hip-hop se ne è resa conto, e non la usano nello stesso modo che la usavano i tuoi antenati. Lasciala perdere.

 

6. NON PATROCINARE I NERI ( Il grande complesso del Padre Bianco)

Oltre ad averne avuto abbastanza ed essere stanco dei poliziotti bianchi per il maltrattamento protetto dal sistema di giustizia, siamo anche stanchi di essere patrocinati. Quanti studi sull’ineguaglianza ci possono essere? L’ Università di Chicago ha uno studio su ogni aspetto dell’ essere Nero conosciuto dalla razza umana.

C’è una soluzione? Come si può effettuare la eradicazione? Vi ricordate il Kerner Report? E’ il lavoro di una commissione speciale nominata dal President Lyndon Johnson per scoprire le ragioni per le rivolte razziali del 1968 a Detroit, Newark e altre città, e altre rivolte degli anni del 1960, e per dare raccomandazioni per il futuro.

Il Kerner Report è stato uno dei migliori studi mai fatti delle due società americane, e poi dopo aver terminato lo studio la carriera di Kerner è andata a finire in rovina.

Questo è stato un  problema per  l’ex sindaco di Chicago Rahm Emanuel; lui sapeva semplicemente di sapere cosa fosse meglio per i Neri in qualsiasi situazione. Le sue conversazioni si tramutavano in lezioni invece di provocare scambi di dialogo.

Ha governato la città perché era il più intelligente, il che viene tradotto nel fatto che era un patrocinatore oltre la norma. Si sentiva l’unica persona intelligente e sapeva tutto quello che c’era da sapere perché sua madre aveva marciato alcune volte con il Dr. King. Ha sbagliato nel modo come ha trattato la comunità Nera perché sapeva tutto quello che c’era da sapere, operando con lungimiranza, ma non senza mai aver fatto attenzione alle voci dei Neri.

Ho visto Rahm Emanuel una volta parlare a un gruppo di uomini d’affari  Neri e pareva che fosse la voce di un proprietario di piantagione del Sud. Ha gestito male il caso Laquan McDonald che gli è costato la sua carriera politica. Il suo razzismo era marcato.

7. LA PAURA DEI BIANCHI

I bianchi devono un po’ darsi da fare sulla loro paura dei Neri. Definitivamente parte della morte di George Floyd ha a che fare con le sue dimensioni fisiche. Uomini bianchi avvolte tendono a cedere quando sono nella presenza di alti, larghi, ingombranti uomini Neri. Sembrano un po’ sopraffatti. La costituzione fisica è rilevante.

Scottie Pippen ed il general manager dei Bulls Jerry Krause

8. E QUI CHI COMANDA

Ho visto la storia di Michael Jordan, “The Last Dance” (L’ultima danza), e mentre io non sono una appassionata di sport, l’ho trovata interessante. Ma una delle cose che ho notato è che mentre i giocatori di basket Neri han fatto il loro superbo gioco, è stato avvincente, è stato un corto, e paffuto uomo bianco a guidare la situazione con un attitudine di superiorità rispetto ai ragazzi.

CNN Chris Cuomo, WH Press Secretary Kayleigh McEnany, and CNN’s Don Lemon

9. LA STAMPA

La stampa bianca deve confrontarsi con se stessa. Tutto ad un tratto mentre  il caso di George Floyd viene discusso, molte personalità bianche della televisione, in realtà non capiscono la storia, i forti sentimenti profondi coinvolti.

Vogliono passare il tempo discutendo cose scorrevoli, come hai reagito quando hai visto il filmato o dove ci troviamo. Basta con domande stupide e iniziamo una vera conversazione sulla razza.

Secondo, invitate gente Nera, che possono parlare su questi temi che hanno lavorato con problemi di uguaglianza per anni. Il professore col suo nuovo libro va bene, ma quelli che sono stati nelle trincee vanno meglio. E crediamo poi che celebrità abbia qualcosa da dire, qualcosa di reale cioè?

Così è per Black Lives Matter e così pure anzianità e lavoro. Parliamo di soluzioni. La stampa è parte del problema perché loro dipingono il quadro con stereotipi e molto spesso l’intellettuale Nero e lo storico sono assenti. Basta col ripulire e chiarire notizie sui Neri.

Mettete a disposizione più programmi e non buffonate, il tipo di ragazzo cattivo, o il ragazzo che ha e diventato il primo laureato Nero. A che servono?

Basta con il classificare la gente coinvolta nei diritti civili dei Neri come fomentatori di tensioni razziali, quando mettono la loro vita in procinto di morte giornalmente battendosi per la giustizia sociale.

Il Chicago Sun Times ha appena annunziato che da ora in poi capitalizzeranno la “B” nella parola Black nel loro reportage giornaliero;  sarà al Maiuscolo. Io mi son dichiarata personalmente a favore di questa misura con le maggiori organizzazioni che coinvolgono la stampa perché lo ritenevo necessario e corretto più di 30 anni fa.

N’DIGO publicò un editoriale su questo tema 30 anni fa quando l’abbiamo lanciato nel 1989. Ci fa piacere vedere che il Chicago Sun-Times si è messo alla pari con la stampa dei Neri. Molte grazie per il vostro rispetto.

Mettiamo la conversazione nel proprio contesto per potere capirne il pieno impatto. Quando Barack Obama stava correndo per la presidenza, la stampa dei bianchi ha messo lo studioso, brillante Rev. Jeremiah Wright fuori contesto e ha danneggiato la sua reputazione dicendo verità che i bianchi non hanno capito o riconosciuto.

Tanta è stata la sua onestà  ma invece di capire il suo punto di vista, lo hanno diffamato. Stava tenendo una onesta conversazione con la sua congregazione e la stampa ha fatto risaltare nel suo sermone un “maledetta l’ America” invece che “ l’audacità della speranza” che ha ispirato un presidente.

La stampa dei Neri ha ora un obbligo di usare la propria voce, e quei Neri che lavorano nella stampa dei bianchi  hanno l’obbligo di dire di una verità che non ha compromessi.

 

10. A CHI APPARTIENI?

Di quali organizzazioni fai parte? A chi doni fondi? La eradicazione del razzismo può essere aiutata col denaro, ma non totalmente. Gli atteggiamenti devono cambiare. E’ bello vedere giovani bianchi e Neri marciare assieme, ma quando ritorni a casa ai tuoi nidi, che succede?

Mescolatevi e  unitevi per davvero. Riconoscete i vostri stereotipi e le vostre paure e affrontateli. Dove abiti e dove lavori? Fate affari con compagnie di Neri. Assumete Neri per posizioni importanti? Avete Neri nel vostro Consiglio di Amministrazione?

Ci sono Neri nella vostra scuola? Fate una esperienza da Neri. Siete pronti ad abbandonare i vostri privilegi di bianchi? Questo ha un significato differente per differenti persone.

Se le vite dei Neri sono importanti, allora le vite dei Neri devono contare. Questo è più che uno slogan.

IL MESSAGGIO DEL DR. KING AI LIBERAL BIANCHI

Il Dr. Martin Luther King, Jr. diceva:

“Il liberale bianco deve liberarsi della nozione che ci possa essere una transizione senza tensione dal vecchio sistema di ingiustizia al nuovo ordine d’aumento di giustizia. Il Nero non ha guadagnato alcun diritto in America senza pressione persistente e agitazione”.

“La coercizione non-violenta porta tensione alla superficie. Questa tensione, però, non deve essere vista come agente semplicemente distruttivo.  C’e’ un tipo di tensione che è salutare e allo stesso tempo necessario per la crescita. La società ha bisogno di persone non-violente, ma irritanti, per portare la tensione all’aperto e forzare i suoi cittadini a confrontarsi con la bruttezza dei loro pregiudizi e la tragedia del loro razzismo”.

“E’ importante che il liberale realizzi che la persona oppressa  in cerca dei suoi diritti non è la causa di tensione. Fa manifestare semplicemente la tensione occulta che è già  viva”.

“L’estate scorsa quando abbiamo tenuto le marce a Chicago per la integrazione delle delle case, molti dei nostri amici liberali bianchi gridarono con orrore e sgomento: ‘State creando odio e ostilità nelle comunità bianche nelle quali marciate, state semplicemente causando un contraccolpo da perte dei bianchi’.”

“Non ho mai potuto capire quella logica. Non hanno capito che l’odio e le ostilità erano già presenti in modo latente o nel subcosciente. Le nostre marce le hanno semplicemente portate alla superficie. Il liberale bianco deve incrementare il suo supporto per la giustizia sociale invece di diminuirlo. La necessità per un impegno è oggi più grande che mai”

                                       

E allora, buona fortuna, gente bianca. Il mondo è  cambiato. La gente Nera a questo punto è impenitente e emana molteplicità di modi che quel ginocchio verrà rimosso dal collo perché lo rimuovete voi o perché verrà rimosso per voi.

I Neri stanno combattendo. La gente Nera è arrabbiata e malata e stanca di queste cazzate dell’America. La Rivoluzione è su Facebook.

Here the original article in English published by N’Digo

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