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Incendi, uragani? Clima più folle con Trump anti scienza e i suoi supporter alle armi

Mentre il presidente si scatena contro le spiegazioni scientifiche degli incendi in California, il fido Michael Caputo aizza all'insurrezione armata dopo il voto

Trump durante la riunione con il governatore della California Gavin Newsom

E’ un rapporto difficile quello tra il presidente Donald Trump e la Scienza. Un rapporto personale, di convenienza se serve a portare consensi, altrimenti, anche davanti alle prove provate, sigilla con il suo timbro “fake news” le verità sconvenienti. Lo ha dimostrato con la pandemia, minimizzando i fatti, mentendo sulla pericolosità del virus, non mettendo in piedi  tutte le misure precauzionali, non bloccando i voli, non avviando con urgenza la produzione di mascherine e disinfettanti, sminuendo o deridendo i suggerimenti degli esperti, rifiutandosi di mettere la mascherina protettiva, gesto che viene imitato e difeso da milioni di suoi seguaci.

Lo ha fatto con il riscaldamento globale, ritirandosi dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici favorendo la deregolazione dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente. Lo ha fatto togliendo le restrizioni per l’uso del carbon fossile per riavviare l’industria mineraria in profonda crisi. Lo ha fatto togliendo le restrizioni sulle prospezioni petrolifere, sull’inquinamento delle falde acquifere, sull’uso dei diserbanti e sugli alimenti per gli animali in allevamento. La lista è molto lunga. Regole di rispetto dell’ambiente che Trump vede come un blocco allo sviluppo economico delle imprese americane. Ma non solo. Ovviamente l’industria estrattiva, quella pesante, quella alimentare sono industrie “amiche”, composte da megacorporation che finanziano la sua campagna elettorale e quella dei suoi politici “amici”, mentre quella della produzione e ricerca eolica o solare, sono “nemiche”, soprattutto perché avviate dal presidente Obama.

Un rapporto difficile, evidenziato, sfortunatamente, dalla sua mancanza di empatia verso le sofferenze della gente che dei cambiamenti climatici ne paga le conseguenze. E’ successo lunedì  in California, al McClellan Park, un’ex base militare alla periferia di Sacramento dove il presidente si è incontrato con il governatore del  Golden State, Gavin Newsom, e il responsabile dell’agenzia statale della California per le risorse naturali, Wade Crowfoot, i quali hanno cercato di spiegare al presidente come i cambiamenti climatici abbiano creato “l’incendio perfetto” nei boschi della West Coast. Gli è stato spiegato come il problema ambientale abbia influito sia metereologicamente che biologicamente sugli  incendi. La persistente siccità invernale e la mancanza di neve – hanno detto al presidente – ha inaridito il terreno, aggiungendo come i cambiamenti climatici abbiano favorite l’espansione dei parassiti  come un coleottero, il bostrico, che a causa della mancanza del freddo, ha superato inerme gli ultimi inverni,  essiccando milioni di alberi. Ma non solo. A causa dei cambiamenti climatici, e questo lo afferma la Nasa, le tempeste di fulmini sulla West Coast sono sempre più frequenti. Così siccità, alberi secchi, fulmini e vento hanno creato la situazione ideale per gli incendi.  Il presidente, però, con il sorriso sulle labbra, ha detto a Wade Crowford di non preoccuparsi perché nei prossimi giorni la temperature cambier, aggiungendo che la Scienza non ha provato i cambiamenti climatici.  Non ha detto “fake news”, ma ci è mancato poco.

Forse non è un caso che nei giorni scorsi Donald Trump abbia nominato David Legates alla guida del National Oceanic and Atmospheric Administration, l’agenzia federale che studia appunto i cambiamenti climatici, uno noto negazionista del riscaldamento globale del pianeta proprio mentre Louisiana, Alabama e Florida stanno per essere investite dalla furia di  Sally e  nell’Atlantico si stanno formando altri cinque uragani. 

Ma c’è dell’altro ed è molto più preoccupante. Michael Caputo, sottosegretario alla Sanità e responsabile della comunicazione del Dipartimento ha accusato su Facebook gli scienziati del Center for Disease Control and Prevention di aver ordito un complotto contro il presidente e di prepararsi ad una possibile insurrezione armata dopo le elezioni .”Quando Donald Trump si rifiuterà di accettare il risultato elettorale, allora inizieranno le sparatorie”, ha scritto nel suo post Caputo il quale sostiene che il presidente sarà rieletto a novembre ma il candidato democratico Joe Biden si rifiuterà di riconoscere la sconfitta. “Se avete armi, comprate le munizioni, signore e signori, perché sarà difficile trovarle”, ha poi aggiunto. “Vi ricordate il sostenitore di Trump a cui hanno sparato, uccidendolo? – ha concluso – quella era solo un’esercitazione. Aggiungendo che “Ci sono scienziati che lavorano per il governo che non vogliono che l’America guarisca – riferendosi all’epidemia di Covid – fino a quando non sarà presidente Biden”. Scienziati, ha detto ancora Caputo, che si incontrano “nei caffè per complottare su come attaccare Donald Trump”.

Nei giorni scorsi Politico ha rivelato che Caputo, che è stato lo  stratega della campagna di Trump del 2016, ha interferito sulla pubblicazione dei rapporti del Cdc sul coronavirus. Poi sempre Politico ha rivelato che Caputo avrebbe chiesto stamane scusa allo staff del CDC per le sue strambe accuse e allarmi “da guerra civile” e che, al limite di una crisi nervosa, starebbe per dimettersi dal suo incarico.

E questa mattina, ai microfoni di Fox News il presidente raggiante ha detto gli Stati Uniti avranno il vaccino anti-coronavirus “nel giro di settimane, potrebbero essere quattro settimane, potrebbero essere otto”. Una trionfale affermazione che mal si concilia con i sondaggi di opinione: secondo il poll ABC-Ipsos rilasciato domenica due americani su tre disapprovano il modo in cui il presidente ha gestito il coronavirus, mentre nel sondaggio NBC News-SurveyMonkey Weekley Tracking Poll solo il 26 percento degli intervistati ha detto di avere fiducia sulle dichiarazioni del presidente sul vaccino.

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