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In Italia 2.677 nuovi casi giornalieri di coronavirus: Conte impone nuove restrizioni

Sebbene l'aumento dei contagi italiano non sia esponenziale come in altri paesi europei, Conte chiede "attenzione altissima" ed impone un coprifuoco alle 23

Giuseppe Conte, illustrated by Antonella Martino

La priorità secondo il Primo Ministro Giuseppe Conte è tutelare la sanità pubblica, anche a "costo di rinunciare ad alcune libertà". A cause di un aumento di casi giornalieri di circa 2.700 nuovi positivi, a fronte di circa 90.000 tamponi, l'Italia torna ad imporre la mascherina anche all'aperto in regioni come il Lazio e la Lombardia, ed impone a ristoranti e bar di chiudere alle 23.

L’Italia si trova in un momento tesissimo, mentre i casi di COVID-19 aumentano, e i paesi vicini come Spagna e Francia vedono un aumento allarmante di casi. Nelle ultime 24 ore si registrano 2677 casi di coronavirus su 99.742 tamponi e 28 deceduti. Gli attualmente positivi aumentano di 1231 unità, i dimessi/guariti in più sono 1418. Le regioni con più nuovi casi sono la Campania (+395), Lombardia (+350) e Lazio (+275). Nonostante l’Italia sia lodata per la sua gestione della pandemia, la situazione continua a peggiorare lentamente, settimana dopo settimana.

I dati dal sito della Protezione Civile Italiana al 6 ottobre, 2020

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, raccomanda quindi al popolo italiano di tenere “l’attenzione altissima” in merito alla situazione dei contagi da Covid-19 in Italia e ricorda che la massima priorità è tutelare la salute pubblica, anche “rinunciando ad alcune libertà”. Secondo Conte è fondamentale continuare a seguire il principio “della massima precauzione”. Per questo ha esteso lo stato di emergenza fino (ad almeno) Gennaio 2021, e ha impostato dei nuovi mini-lockdown, come la chiusura entro le 23 di ristoranti e bar.

In un colloquio con i quotidiani Repubblica e Corriere della Sera Conte ha ricordato che “Sin dall’inizio di questa emergenza il governo ha seguito il metodo della massima precauzione. Siamo ancora in piena pandemia e il costante aumento dei contagi in tutta Italia, seppur ancora sotto controllo, ci impone di tenere l’attenzione altissima e di continuare a essere molto prudenti”. Entro mercoledì è atteso il varo del prossimo dpcm, che presenterà alcune nuove possibili restrizioni, a partire da quella riguardante l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto.

Rome, Piazza del Popolo.

Conte ha però lasciato potere discrezionale alle singole regioni Italiane, che quindi saranno incaricate di “fare per se”, e scegliere quali precauzioni e regole imporre ai cittadini. Zingaretti, per esempio, leader del PD ma anche presidente della regione Lazio, ha già reimposto l’obbligo della mascherina anche all’aperto in tutta la regione. “Sono d’accordo con le nuove regole,” spiega Antonio Fiori, che a Roma ci vive da tutta la vita. “Basta pensare a come così poco, come per esempio tenere sempre indossata la mascherina, possa salvare vite umane ed evitare un secondo lockdown.” Anche se Conte ha negato la possibilità che il paese rientri in un secondo lockdown, le preoccupazioni comunque serpeggiano. Se si torna alla situazione di Marzo, come si potrà non chiudere?

Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato dal quotidiano Repubblica, si aspettava una crescita dei contagi più alta di quella che effettivamente è avvenuta: “Abbiamo detto fin dall’inizio che questo è un virus con un andamento esponenziale. Nel momento in cui perdi il controllo della situazione epidemiologica hai subito aumenti molto marcati. Adesso non siamo ancora a quel punto, nel senso che la crescita non è ancora di tipo esponenziale, però ci troviamo davvero davanti ad un bivio,” così ha detto Ricciardi a Repubblica.

Secondo il consulente, l’Italia deve ora impegnarsi a rispettare i saggi comportamenti imparati nelle prime fasi della pandemia. E afferma che “fanno bene le Regioni a firmare ordinanze che prevedono l’uso delle mascherine”. Sopratutto data la riapertura delle scuole in tutta Italia, decisione che rischia di creare innumerevoli focolai nel paese. Le difficoltà infatti a scuola sono tante: quarantene constanti, tanti contagi, e paura constante di portare il virus a casa a persone più a rischio, come parenti di età più avanzata.

Una delle difficoltà più grandi per l’Italia, al tempo del COVID-19, è la gestione dell’arrivo dei migranti: a Lampedusa infatti continuano ad arrivare migliaia di persone, e alle difficoltà già esistenti riguardo l’alloggiamento di questi migranti, si aggiungono ora anche i problemi legati alla trasmissione del COVID-19. A Lampedusa, infatti, spesso si riaccendono focolai, dal momento che i migranti si ritrovano in 300 o più in piccoli spazi nella loro traversata del Mediterraneo.

Una bambina di sette anni riceve una maschera protettiva prima di uno screening sanitario a Roma, Italia (UNICEF / Alessio Romenzi)

Il nuovo Decreto Sicurezza e la reazione dell’On. La Marca

Arrivano buone notizie sul fronte legislativo riguardo la protezione dei migranti che giungono in Italia. Un nuovo decreto sicurezza è stato approvato dal consiglio dei ministri e a riguardo, c’è stata subito la reazione dell’On. Francesca La Marca, deputata eletta all’estero nella ripartizione Centro-Nord America, che ha detto che “i Decreti Sicurezza”, voluti e usati da Matteo Salvini come “strumento di propaganda permanente e come arma di chiusura ed esclusione verso chi era costretto ad abbandonare il suo paese, rischiando la vita in viaggi senza tutele e talvolta senza speranza,” non esistono più.

L’Onorevole Francesca La Marca

Nel comunicato di La Marca, si legge che al loro posto il Governo ha approvato un nuovo provvedimento che non a caso si chiama “Accoglienza e integrazione”. Con esso vengono sanate le lesioni del diritto internazionale e dei principi costituzionali già evidenziate dal Presidente Mattarella ed eliminata la persecuzione delle ONG impegnate a salvare vite umane, alle quali, senza atteggiamenti lassisti, si danno regole precise di azione e di rapporto con le autorità marittime.

Sempre per La Marca, è abbandonato “l’atteggiamento persecutorio che aveva messo per strada centinaia di migliaia di persone, in regola con la vecchia normativa, con beneficio della sicurezza e della salute personale e collettiva. Soprattutto, si ripristina la rete locale di accoglienza tramite gli SPRAR, che aveva dato buone prove, e si riaprono le attività di integrazione dei migranti in regola, recuperando anche decine di migliaia di posti di lavoro per gli italiani in esse impegnati”.

Infine La Marca sottolinea: “Come eletti all’estero, avevamo sollecitato la Ministra Lamorgese a superare anche i vulnus che i Decreti Salvini avevano introdotto a danno degli italiani all’estero in materia di cittadinanza per matrimonio e di targhe automobilistiche estere. Il nuovo Decreto dà una risposta parziale, abbassando da 4 a 3 anni i termini di definizione delle pratiche di cittadinanza. Sugli altri aspetti resta il nostro impegno quando se ne parlerà alle Camere. L’Italia, dunque, su questo delicato versante, da ieri non è meno sicura, ma certamente più giusta, più solidale, più umana”.

L’Italia rimane dunque in un periodo di massima delicatezza, e solo nelle prossime settimane sapremo se i contagi aumenteranno in modo esponenziale, o se si riuscirà a rimanere in un margine di massimo 4.000 contagi giornalieri. Nel frattempo, come ricorda Conte, bisogna essere prudenti e cauti, per tutelare la sicurezza e sanità di tutti.

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