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Il “semi-lockdown” in Italia tra paura e proteste, povertà e Covid-19

Il premier Giuseppe Conte firma il nuovo dpcm: chiusura di bar e ristoranti alle 18, stop piscine e palestre, cinema e teatri. "Mi rendo conto dei nuovi sacrifici"

Firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il nuovo dpcm, che porta in semi-lockdown un’Italia già agonizzante.

Dopo una lunga discussione tra governo e Regioni, che si opponevano all’eccessiva stretta del governo, il premier italiano ha deciso che il bene primario doveva essere la salute delle persone, considerato che le terapie intensive di alcune Regioni, nell’ultima settimana, iniziavano a mostrare segni di cedimento. E dunque chiusura alle 18 per tutti i ristoranti, bar e gelaterie da lunedì a sabato, mentre potranno proseguire con l’asporto, la domenica potranno invece rimanere aperti. Stop a palestre e piscine, nonostante queste avessero speso già ingenti somme per adeguare i servizi ai protocolli di sicurezza. Stop anche a sale di teatro e cinema. La didattica sarà a distanza al 75% per le scuole superiori e lo smartworking è stato nuovamente fortemente raccomandato. Il premier Conte ha anche consigliato di uscire esclusivamente per motivi di lavoro, studio o problemi legati alla salute, e di non ricevere persone in casa al di fuori del proprio nucleo famigliare. Le nuove misure saranno in vigore da lunedì 26 ottobre a martedì 24 novembre.

Nei ristoranti il personale deve indossare la mascherina (pixabay)

Il governo ha anche promesso misure di ristoro da 1,5-2 miliardi per le categorie messe in difficoltà dalle ulteriori restrizioni, assicurando che i soldi “arriveranno direttamente sul conto corrente”. E gli italiani, quei soldi, li aspettano ansiosi, considerato che l’ultimo dpcm, che già si respirava nell’aria, ha portato in questi giorni a numerose proteste in tutta Italia. La più violenta è stata quella nella notte tra venerdì e sabato a Napoli, dove in 2000 si sono riuniti per ribellarsi al lockdown preannunciato dal governatore campano Vincenzo De Luca. “Tu ci chiudi, tu ci paghi” era il motto degli insorti, che hanno scatenato una vera e propria guerriglia urbana contro la polizia, incendiano cassonetti della spazzatura e lanciando sassi e bottiglie di vetro contro il palazzo della regione. Il governatore della Campania, dopo aver affermato “non cambio una virgola”, ha successivamente fatto marcia indietro. Il malcontento si è poi fatto sentire a Roma la sera seguente, dove un altro migliaio di persone si è riunito per protestare contro il coprifuoco con bombe carta e fuochi d’artificio. Un’altra è avvenuta a Bari, e poi ancora Catania, Verona, ed altre proteste più pacifiche si sono verificate nella giornata di domenica in diverse parti d’Italia dopo la diretta del premier.

Ora gli italiani cominciano ad avere paura anche della “fame”. “A salute è a prima cosa, ma senza soldi non si cantano messe”, un’altra frase emblematica scritta sugli striscioni a Napoli durante la protesta.

Per tutto il fine settimana le Regioni avevano cercato di mediare, proponendo al governo di lasciare aperti i locali fino alle 23 e alcuni governatori, in cambio, avevano proposto la didattica a distanza per le superiori al 100%, ma non sono riusciti ad ottenere successo. Un’altra stretta su bar e ristoranti ha riguardato il numero di persone al tavolo, passato da 6 a 4. Coldiretti ha fatto sapere che le nuove misure avranno un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre un miliardo per le mancate vendite di cibo e bevande nel solo mese di applicazione delle misure di contenimento.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 24 ottobre contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 (governo.it)

Chiusi anche gli impianti sciistici, che potranno invece “essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Cip e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali”.

È stato inoltre sospeso “lo svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione alla professione… ad esclusione di quelle per il personale sanitario e della protezione civile… fatte salve le procedure in corso”.

Intanto, domenica 25 ottobre i nuovi positivi a Covid-19 sono stati 21.273, mentre i morti 128.

Il premier Giuseppe Conte ha infine concluso: “mi rendo conto dei nuovi sacrifici che stiamo chiedendo soprattutto ad alcune categorie”.

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