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Trump e lo scontro con Pfizer per il vaccino che serve all'”America First”

Il Presidente ci ripensa e ora la casa farmaceutica potrebbe essere costretta a soddisfare prima la domanda USA, intanto Biden presenta il suo team anti covid

Trump & Covid (Illustrazione di Antonella Martino)

Luce verde per il vaccino contro il coronavirus. L’America tira un sospiro di sollievo dopo che dall’inizio della pandemia si sono registrati 15 milioni di casi che hanno causato la morte di 285 mila persone solo negli Stati Uniti. La scorsa settimana il covid 19 è stata la prima causa di morte negli Stati Uniti.

“Il vaccino prodotto dalla Pfizer è efficace e sicuro – afferma in una nota la Food and Drug Administration. – Gli esami condotti dalla FDA hanno mostrato come il prodotto sia valido nel prevenire il coronavirus e incontri i criteri necessari sul fronte della sicurezza, non sollevando particolari preoccupazioni”. E così da venerdì gli americani potranno cominciare a vaccinarsi.

La Pfizer che ha prodotto il vaccino insieme alla società tedesca BioNTech, per preparare e controllare l’efficacia del vaccino lo ha sperimentato su 44 mila persone negli Stati Uniti, Germania, Turchia, Sudafrica, Argentina e Brasile. Cavie equamente divise tra uomini e donne e per fasce di età e di etnia. La ricerca è stata fatta catalogando i volontari in due gruppi: quelli ai quali è stato inoculato per due volte il vaccino e quelli ai quali è stato iniettato per due volte un placebo a base di acqua distillata e una soluzione salina. Nessuna delle cavie sapeva cosa gli fosse stato somministrato. Lo studio è iniziato a luglio e i 44 mila partecipanti dopo le iniezioni con il vaccino hanno ripreso la loro vita normale. In tutto si sono manifestati 179 casi di covid-19 tra le persone alle quali era stato iniettato il placebo, mentre solo 8 casi di infezione ci sono stati tra quelle alle quali era stato iniettato il vaccino e di queste 8 solo per una persona i medici hanno affermato che le sue condizioni erano “serie”.

Trump al tempo del coronavirus (Illustrazione di Antonella Martino)

Inevitabilmente anche questa clamorosa notizia sul vaccino nell’avvelenata atmosfera post elettorale diventa un confronto politico. Lo scorso mese di luglio la Pfizer e la BioNtech avevano firmato un accordo con il governo federale dal valore di quasi 2 miliardi di dollari per la produzione di 100 milioni di dosi di questo vaccino. Allo stesso tempo sempre il governo federale aveva acquistato 300 milioni di dosi del  vaccino prodotto dalla AstroZenica e 100 milioni di dosi dalla Novavax e dalla Moderna. La settimana scorsa Donald Trump aveva organizzato un summit alla Casa Bianca per fare il punto sull’operazione Warp Speed invitando produttori, distributori e anche i rappresentanti delle case farmaceutiche che hanno prodotto il vaccino, per fare il punto della situazione e preparare la distribuzione. Ci andò Moderna, ma Pfeizer e AstroZenica non si sono presentate. Subito dopo le elezioni il presidente aveva accusato le due società farmaceutiche di aver sabotato la sua rielezione dando la notizia della scoperta del vaccino solo dopo che gli americani avevano votato. L’assenza delle case farmaceutiche produttrici del vaccino è stata pesante. Secondo il New York Times la defezione è stata anche motivata dal fatto che gli accordi per la produzione erano già stati fatti e che quando fu firmato il contratto Trump declinò l’offerta della Pfizer di acquistare un maggior numero di dosi. Così la Pfizer prese accordi con altre nazioni per la produzione e vendita del vaccino.

Ora, però, la Casa Bianca ci avrebbe ripensato e ci si è resi conto che 100 milioni di dosi, visto che il vaccino deve essere inoculato due volte, coprono solo 50 milioni di americani. Ma Trump, con il suo slogan “America First” non ci sta e secondo Fox News si accingerebbe a firmare un decreto per assicurare la priorità del vaccino ai cittadini americani, limitando gli sforzi per aiutare altri Paesi. In pratica bloccherebbe l’esportazione del vaccine all’estero. Il provvedimento – hanno detto dalla Casa Bianca – sarà in linea con la dottrina dell’America First e prevede di fornire il vaccino fuori dagli Stati Uniti “soltanto dopo che sia stata soddisfatta l’esigenza del popolo americano”. La settimana prossima la FDA dovrà emettere il giudizio sul vaccino prodotto dall’altro gigante dell’industria Farmaceutica Moderna.

In questa America dai due presidenti dopo che la Casa Bianca sottolineava come i vaccini fossero opera di Warp Speed l’iniziativa  lanciata dal presidente Trump, il presidente eletto Joe Biden ha presentato dal suo quartier generale di Wilmington il suo team medico che dal 20 gennaio si dovrà confrontare con il coronavirus. Sul podio si sono succeduti Xavier Becerra, che guiderà il ministero della Salute, e in video conferenza il noto immunologo Anthony Fauci che sarà il suo consigliere medico sulla pandemia. Poi Rochelle Walensky, responsabile malattie infettive al Massachusetts General Hospital, nominata per dirigere i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), Vivek Murthy come ‘Surgeon General’, il capo operativo della sanità e Jeff Zients al quale è stata affidata la coordinazione di tutte le iniziative dei vari dipartimenti federali per la lotta alla pndemia.

Ieri sera Biden aveva nominato il generale in pensione Lloyd Austin come ministro della Difesa.  67 anni, ex comandante delle truppe americane in Iraq. Una scelta che raccoglie il plauso della Black Community ma destinata anche a sollevare diverse critiche. Soprattutto per la decisione di affidare l’incarico a un ex militare proprio come fece Donald Trump con James Mattis, invece di riconsegnare il Dipartimento a un civile nel segno di un ritorno alla normalità. Ma Biden, al di là delle pressioni della lobby afroamericana, durante le varie audizioni via zoom delle ultime settimane era rimasto colpito da Austin. 

Il generale Lloyd Austin (Photo U. S. Central Command)

Eppure aveva sul tavolo un altro nome di assoluto livello: quello di Michele Flournoy, veterana del Pentagono che sembrava destinata a rompere il soffitto di cristallo a capo degli oltre 1,3 milioni di militari. La nomina di Austin per passare al Senato avrà bisogno, come fu per Mattis, di un esenzione del Congresso, visto che per i militari per ricoprire incarichi nell’amministrazione devono essere passati almeno sette anni dal loro pensionamento..

Dalla Casa Bianca Donald Trump prosegue nella sua inverosimile offensiva per cercare di ribaltare l’esito del voto. E oggi Harbor Day, la data in cui scadono i termini per presentare i ricorsi legali sul risultato elettorale,  l’Attorney General del Texas, Ken Paxton,  si è rivolto alla Corte Suprema presentando un esposto contro gli Stati di Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, per le modifiche che hanno fatto alle procedure del voto per posta alle elezioni del 3 novembre. Paxton ha chiesto di bloccare i voti dei collegi elettorali in questi quattro Stati (62 voti) e di rinviare la riunione del 14 dicembre in cui i Grandi Elettori voteranno formalmente il presidente. Una mossa insulsa dopo che oggi la Corte Suprema ha respinto un simile tentativo fatto ieri da un congressman della Pennsylvania.

Anche oggi Trump è apparso in televisione ripetendo la sua realtà alternativa sul risultato elettorale. Un intervento patetico e avvilente sia per lui che per la democrazia negli Stati Uniti che con le sue continue bugie viene profondamente minata, aiutata anche dal vergognoso silenzio della leadership repubblicana che, per paura che Trump scateni i suoi fedelissimi contro chi lo contrasta, sta zitta e gli permette di continuare questa sceneggiata presidenziale. Trump ha fatto le sue deliranti dichiarazioni durante un incontro con la stampa organizzato per fare il punto sulla situazione alla lotta al coronavirus. “Dobbiamo vedere quale sarà la prossima amministrazione” ha detto il presidente “Perché ho vinto io dato che Biden ha organizzato i brogli elettorali”. Amen

Jared Kushner e Ivanka Trump (Wikimedia Commons)

Ivanka Trump e Jared Kushner hanno comprato un lotto di terra da oltre 30 milioni di dollari in una zona super esclusiva di Miami. Lo ha rivelato il New York Post. La proprietà si trova a Indian Creek Island, conosciuta come il ‘bunker dei miliardari’ e considerata uno dei luoghi più sicuri della Florida perché è privata, sorvegliata e recintata, con 13 agenti della polizia per sole 29 residenze.

La coppia secondo il Post ha acquistato un lotto che era di proprietà di Julio Iglesias, e avrebbe intenzione di costruire una tenuta sulla baia. Una fonte ha rivelato che da tempo Ivanka e Jared stanno cercando casa in Florida, dove si sono trasferiti diversi dei loro amici, ma manterranno comunque anche l’abitazione di New York. Inoltre Indian Creek Island è a solo un’ora da Mar-a-Lago, il club di Palm Beach dove il presidente Donald Trump dovrebbe trascorrere la maggior parte del tempo una volta lasciata la Casa Bianca.

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