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Partito il D Day del coronavirus: il vaccino liberatore invade gli Stati Uniti

La prima vaccinazione avvenuta a New York, mentre a Washington ancora confusione su chi debba riceverlo con Trump che resta al centro di polemiche

Sandra Lindsey, un'infermiera al Long Island Jewish Medical Center, in Queens, riceve la prima dose. (Image from youtube)

Una data che negli Stati Uniti sarà ricordata: il 14 dicembre è stato il D Day del coronavirus. Il piano per l’invasione del vaccino è partito durante il finesettimana con 3 milioni di dosi prodotte dalla Pfizer-BioNTech che stanno sbarcando in 636 aeroporti, da consegnare in 145 depositi disseminati strategicamente in tutti gli Stati Uniti.

La prima persona ad essere stata vaccinata negli Stati Uniti è stata Sandra Lindsey infermiera a New York nel Long Island Jewish Memorial Medical Center, il gigantesco complesso ospedaliero al confine tra Queens e la contea di Nassau. Sandra è una delle migliaia di operatori sanitari in prima linea nella guerra al coronavirus. La cerimonia è stata trasmessa in diretta da tutti i maggiori canali televisivi tra i flash dei fotografi e lo sguardo benigno del governatore di New York Andrew Cuomo. La Pfizer ha detto che nelle prossime due settimane saranno spediti 25 milioni di dosi e poiché il vaccino deve essere iniettato per 2 volte, solo 12 milioni e mezzo di americani su 330 milioni saranno immunizzati.

Il governatore Andrew Cuomo si congratula nel momento in cui viene somministrato il primo vaccino a New York

Nel primo pomeriggio stessa cerimonia al George Washington University Hospital nella capitale federale con il ministro  alla Salute Alex Azar al centro di una nuova controversia dopo che nel fine settimana Donald Trump aveva cambiato il piano per includere i dirigenti della Casa Bianca tra i primi a ricevere il vaccino. Giovedì il personale della Casa Bianca infatti era stato incluso nella lista dei “first responders-essential workers”, cioè il personale medico degli ospedali, agenti di polizia, vigili del fuoco, infermieri nelle ambulanze. Una decisione ampiamente criticata per questa scelta preferenziale che così è stata cambiata.

“Le persone che lavorano alla Casa Bianca dovrebbero ricevere il vaccino un po’ più tardi nel programma, salvo specifiche necessità. Ho chiesto che sia fatta questa modifica”, ha scritto Donald Trump in uno dei suoi twit. Non è molto chiaro il motivo per cui il presidente abbia voluto cambiare il piano per il suo entourage, che era stato confermato anche dal Consiglio di Sicurezza Nazionale proprio con lo scopo di  rafforzare la fiducia dell’opinione pubblica sull’efficacia e sulla sicurezza del vaccino. Infatti anche se 8.5 americani su 10 sono favorevoli a farsi vaccinare, secondo un’indagine condotta da ABC News con Ipsos, solo 4.5 su 10 sono disposti a farlo immediatamente, 4 a farlo ma non subito, mentre l’1,5 invece non si vuole proprio vaccinare. E questo dell’accelerazione imposta dalla Casa Bianca per l’approvazione del vaccino resta uno dei problemi che la prossima amministrazione Biden dovrà affrontare. Inutili anche le parole di John Ullyot, portavoce del Consiglio della Sicurezza Nazionale quando venerdì aveva affermato in una nota che “gli americani devono avere fiducia che riceveranno lo stesso vaccino sicuro ed efficace che viene somministrato anche alla Casa Bianca in base al consiglio dei professionisti della sanità pubblica e della leadership della sicurezza nazionale”. Poi, all’improvviso, il contrordine del presidente. Quanto allo stesso Trump, il presidente, guarito dal coronavirus dopo il ricovero in ospedale lo scorso ottobre, ha detto che non ha ancora programmato quando si vaccinerà ma che lo farà al momento giusto. In passato aveva sostenuto di essere immune dal coronavirus perché era stato già infettato, ma secondo i virologi non è chiaro se le persone guarite dal Covid-19 siano protette da una seconda infezione.

Newyorchesi in fila per il test covid-19 (Foto di Terry W. Sanders)

Per cercare di convincere gli americani a vaccinarsi è intervenuto anche Bill Gates, il miliardario fondatore della Microsoft che con la moglie Melinda ha creato una fondazione che tra le tante iniziative ha anche quella del benessere fisico della popolazione mondiale. “I prossimi 4-6 mesi, prima che il vaccino sarà disponibile su larga scala, potrebbero essere i peggiori della pandemia qui negli Stati Uniti. Le previsioni sono di almeno altri 200 mila morti”, ha detto Bill Gates ai microfoni della Cnn, aggiungendo che questa nuova impennata nei contagi potrebbe essere evitata solo attuando responsabilmente alcune misure come l’obbligo delle mascherine e il rispetto delle distanze di sicurezza. Gates promuove quindi il piano Biden per combattere il virus e punta il dito sulla transizione che secondo lui sta complicando gli sforzi per la distribuzione del vaccino. Gates si scontra con i negazionisti dei Qanon, irriducibile gruppo di sostenitori di Donald Trump che vedono oscure manovre contro l’umanità e soprattutto contro gli Stati Uniti in tutte le attività filantropiche del miliardario. In questo caso, viene accusato di usare il vaccino per inserire una microchip nel corpo umano. Inutili tutte le smentite, le feroci battute, gli sberleffi fatti dai comici e dallo stesso Bill Gates, perché il 44% dei repubblicani ritiene che questa teoria cospirativa abbia un fondo di verità.

Stephen Hahn, il responsabile della Food and Drug Administration che Trump nei giorni scorsi aveva minacciato di licenziamento se non avesse approvato subito il vaccino della Pfizer, durante un programma domenicale della ABC News ha smentito le accuse del presidente secondo il quale il vaccino avrebbe potuto essere immesso sul mercato già una settimana fa. “Non era materialmente possibile. Non avevamo tutte le informazioni necessarie per l’approvazione, i nostri esperti non avevano ricevuto il protocollo generale da esaminare. Come è arrivato lo abbiamo studiato”.

Durante il fine settimana il presidente è andato all’Accademia Militare di West Point per assistere ad una “classica” partita di Football tra Army e Navy.  In mezzo ai giovani cadetti, peraltro tutti con la mascherina, era l’unico che non la indossava. Le immagini del presidente tra i militari noncurante del possibile contagio che avrebbe potuto causare con  il suo menefreghismo ha suscitato l’indignazione di molti americani che lo hanno accusato di dare un pessimo esempio. Soprattutto dopo essere stato lui stesso colpito dal coronavirus e dal fatto che tutte le persone che lo circondano alla Casa Bianca sono sottoposte a strettissimi test giornalieri.  Una valanga di post su Facebook, Twitter, Instagram   “Indossa la mascherina e smetti di mettere i nostri giovani militari a rischio. E’ un comportamento orribile da parte di un presidente” c’era scritto in un  tweet postato mentre la partita era in corso. Tanti i messaggi che invitavano i giovani cadetti ad allontanarsi da lui “l’unico menefreghista in tutto lo stadio a non indossare la mascherina”.

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