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Chico Forti torna in Italia dopo ventidue anni di carcere in Florida

Scontava l'ergastolo per un omicidio del quale si dichiarava innocente. Su Facebook Di Maio ha annunciato il trasferimento in un penitenziario italiano

Chico Forti, oggi 61enne (Facebook Luigi Di Maio)

Quando Chico Forti venne arrestato aveva poco meno di quarant’anni. Era il 1998 e le autorità statunitensi lo accusarono di omicidio premeditato, condannandolo poi, nel 2000, alla pena peggiore: l’ergastolo. Ventidue anni dopo, Forti torna in Italia. Ad annunciarlo è il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che, in un post pubblicato su Facebook, comunica la notizia. “Il Governatore della Florida ha accolto l’istanza di Chico di essere trasferito in Italia”.

Per chi non lo ricordasse, Enrico Forti è un imprenditore e produttore cinematografico, nato e cresciuto a Trento che, grazie alla vittoria nel programma Telemike di Mike Bongiorno, si trasferì in USA negli anni ’90 per cambiare vita. Lì, il 15 giugno 2000, fu condannato per l’uccisione di Anthony Pike, figlio di un uomo con cui Forti stava trattando la vendita di un albergo a Ibiza.

Chico Forti e Roberta Bruzzone (robertabruzzone.com)

In tutto questo tempo, tra processi mediatici e appelli portanti avanti da membri del mondo dello spettacolo e delle istituzioni, Forti si è sempre detto innocente e vittima di un errore giudiziario. Oggi, avvalendosi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo sui diritti umani, può finalmente lasciare gli USA. “Si tratta di un risultato estremamente importante – prosegue Di Maio – che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico. Non ci siamo mai dimenticati di Chico Forti, che potrà fare ritorno nel suo Paese vicino ai suoi cari. Sono personalmente grato al Governatore DeSantis e all’Amministrazione Federale degli Stati Uniti. Un ringraziamento speciale al Segretario di Stato Mike Pompeo, con il quale ho seguito personalmente la vicenda e con il quale ho parlato ancora nel fine settimana, per l’amicizia e la collaborazione che ha offerto per giungere a questo esito così importante”.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Il messaggio di Di Maio è forte, anche perché, da Ministro degli Esteri, rinnova e amplifica il sentimento di collaborazione che lega l’Italia agli States, soprattutto nel delicato momento istituzionale vissuto dagli USA con il passaggio di consegne tra Trump e Biden. Per vent’anni, dallo stivale, si è tentato di convincere le autorità federali a revisionare il processo. Famosa, in questo senso, l’iniziativa che nel 2012 vide protagonisti l’ex presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Fernando Imposimato e la criminologa Roberta Bruzzone. I due si rivolsero all’allora Ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi di Sant’Agata per ottenere revisione dell’interno processo. Fu poi Emma Bonino, nel suo breve passaggio alla Farnesina, a interessarsi del caso.

Forti esce dal Dade Correctional Institution, un carcere di massima sicurezza che alcuni definiscono “il più mortale” della Florida. “Il Governo – conclude Di Maio – seguirà ora i prossimi passi per accelerare il più possibile l’arrivo di Chico. Erano vent’anni che aspettava questo momento e siamo felici per lui, per i suoi cari, per la sua famiglia, per tutta la città di Trento. È un momento commovente anche per noi”.

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