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Arrivano Biden e Harris, ma il trumpismo non è morto negli USA come nel Mondo

La presidenza Trump ci lascia tutti più divisi, più egoisti, più irascibili, meno rispettosi delle istituzioni, più tristi.  I danni si sentiranno anche in Italia

Joe Biden ha davanti un lavoro enorme da fare, ma ha al suo fianco la sua carta vincente. Una donna come Kamala Harris alla quale guardano tutti come il nuovo volto dell’America multietnica. Una donna che ha già fatto la storia per i suoi primati

Vedere  Trump lasciare in elicottero la Casa Bianca è stato un sollievo, come la fine di un incubo, anche se sappiamo che il brutto sogno potrebbe ritornare. Siamo sopravvissuti a uno tsunami terribile, ma non siamo messi bene. Non a caso  Trump nel discorso di commiato alla Joint Base Andrew ha detto: “Ci rivedremo presto”.

Melania, vestita in total  look nero con tanto di occhiali neri sembrava pronta per un funerale. In effetti il miliardario è probabile che abbia vissuto l’uscita dalla Casa Bianca come una grave perdita e non sappiamo quanto ci metterà  ad elaborare il lutto. Non sappiamo neppure quanto ci metteremo noi a riprenderci dopo che la sua  furia ci  è passata sopra, lasciando segni incancellabili nelle nostre anime.

Donald Trump lascia la Casa Bianca (YouTube)

La pandemia ha dato una grande mano ad alimentare questo disastro. Siamo tutti più divisi, più egoisti, più irascibili, meno rispettosi delle istituzioni,più tristi.  E’ successo negli Stati Uniti, ma è accaduto anche in Italia e lo spettacolo surreale andato in scena in questi ultimi oggi nelle aule del Parlamento italiano ne è la dimostrazione.

Trump non uscirà di scena, ma uscirà solo dalla Casa Bianca e vedremo nei prossimi mesi se abbia intenzione di proseguire la sua azione divisiva  con la formazione di un nuovo partito, come sussurrano dalle parti di Washington, che si contrapponga a quello traballante dei Repubblicani, o se dalla Florida si occuperà solo dei suoi affari.

Con l’arrivo di Biden e del suo buon senso, gli Stati Uniti possono  cominciare a ricostruire, ma niente tornerà come prima. L’eredità di Trump è pesante, non solo in America, ma anche nel resto del mondo, Europa in testa. Biden potrà finalmente provare a combattere in modo serio la pandemia; potrà provare a guarire le ferite di un paese spaccato; potrà rimettere mano alle leggi sul’immigrazione e  far ricongiungere con i loro genitori quei bambini, figli di immigrati irregolari; potrà  ricucire con gli alleati che si sono sentiti più soli e disorientati  in questi quattro ann; potrà ritornare al tavolo dell’accordo sul clima e ridare agli Usa un ruolo guida nella strategia per la salvezza del nostro pianeta; potrà ripensare al ruolo americano nelle aree più sensibili del mondo, dalle quali Trump aveva deciso di ritirarsi,Afghanistan in testa, ma qualunque cosa possa fare Biden,  niente tornerà come prima.

Illustrazione di Antonella Martino

Trump ha stravolto le regole della comunicazione e ha sdoganato i peggiori sentimenti delle persone. Ha  dimostrato che si può mentire pur occupando il posto più importante del paese come quello di commander in chief, che si può essere crudeli e divisivi, che si possono deridere le persone e che si possono mettere sullo stesso piano  il bene e il male, come quando ha affermato, dopo gli scontri di Charlottesville, che c’era del buono sia  tra gli organizzatori di una marcia nazista e  quelli che vi si erano opposti. Biden avrà bisogno di molto coraggio e di tanto sostegno per far ricredere quegli oltre  74 milioni di americani che hanno votato Trump. Un numero enorme ai quali il miliardario ha continuato a gridare che l’elezione è stata rubata, nonostante nessun giudice gli abbia dato ragione. Una bugia come le tante che ha raccontato in questi anni,  meticolosamente raccolte dal Washington Post che gli ha assegnato il maggior numero di Pinocchio nella sua rubrica sulle fake news.

Il New York Times ha voluto invece pubblicare il lungo elenco di insulti dispensati da Trump a man bassa a chiunque non la pensasse come lui. In ordine alfabetico appaiono i suoi bersagli preferiti tra giornalisti, politici, reti tv  e organi di informazione non ritenuti amici. Alla voce  Biden  la lista più lunga di offese, ma in buona posizione  c’è anche Hillary Clinton. Avversari politici da distruggere non con il dialogo delle idee, ma colpendoli sul piano estetico con soprannomi e giocando con le loro debolezze.

Il giuramento di Joe Biden

Trump se ne va lasciando alle sue spalle una nazione dilaniata e incattivita, come hanno dimostrato gli assalitori del Congresso il 6 gennaio, aizzati dallo stesso presidente. Lo  ha ammesso anche un suo fedele scudiero, lo speaker del Senato il repubblicano Mitch McConnell, che solo dopo lo scempio a Capitol Hill lo ha abbandonato. Scontri che hanno fatto 5 morti. 

Nel suo messaggio di saluto finale Trump fa gli auguri e auspica buona fortuna a Biden in contrasto con  quanto detto e fatto  nelle settimane successive alla sua sconfitta, durante le quali non ha mai riconosciuto la vittoria del suo avversario. Ma questo è  Trump, un uomo ricco che dice tutto e il contrario di tutto. Lui si, è fortunato per tutte le opportunità che ha avuto nascendo in una famiglia bianca e ricca con un padre che gli ha donato il suo primo milione per lanciarsi nel mondo degli affari.

Il giuramento di Kamala Harris

Biden ha davanti un lavoro enorme da fare, ma ha al suo fianco la sua carta vincente. Una donna come Kamala Harris alla quale guardano tutti come il nuovo volto dell’America multietnica. Una donna che ha già fatto la storia per i suoi primati, la prima indio- afroamericana ad essersi candidata per la presidenza ed essere arrivata alla vicepresidenza. Ha  sangue indiano nelle vene grazie alla madre e questo  la rende vicina alle minoranze asiatiche. Tutti gli occhi saranno puntati su di lei e le scommesse sono aperte da tempo sul suo futuro.

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