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Come in guerra contro il covid-19: Biden promette 100 milioni di vaccini in 100 giorni

Il Presidente presenta con il Dr. Anthony Fauci il piano di contenimento della pandemia, ma ripete anche che prima che la situazione migliori, peggiorerà

Per la nuova amministrazione senza mettere la pandemia sotto controllo la ripresa delle attività produttive, scolastiche e sociali sono impossibili. L’economia langue, fabbriche, negozi, ristoranti, cinema, teatri, chiudono, la disoccupazione aumenta. Proprio oggi sono stati diffusi i dati e nell’ultima settimana della presidenza Trump: 900 mila americani hanno richiesto l’assegno per la disoccupazione, 26 mila in più della settimana precedente. Da Natale ad oggi 3 milioni di americani hanno perso il lavoro. 10 milioni di persone ricevono gli aiuti federali.

Come in guerra! Joe Biden invoca il Defence Production Act per la produzione e distribuzione di tutto il materiale medico sanitario, dai vaccini alle mascherine, per combattere il covid-19. Firma in diretta tv 10 ordini esecutivi per fronteggiare la pandemia, affida alla CDC (Center for Disease Control and Prevention) la distribuzione dei vaccini nelle farmacie e nei Community Center e alla Fema quello della distribuzione nelle aree rurali. Poi ordina la mascherina obbligatoria in tutti i luoghi federali (inclusi i parchi), negli aerei, autobus, treni e aeroporti.

“La situazione peggiorerà nelle prossime settimane – ha detto Biden – arriveremo a mezzo milione di morti. Poi migliorerà. La nostra guerra deve essere coordinata. Dobbiamo combattere tutti insieme indossando le mascherine, seguendo le direttive degli esperti”. In aiuto della Casa Bianca anche Jeff Bezos che ha messo a disposizione dell’Amministrazione Biden la distribuzione dei vaccini con Amazon.

Poco dopo nella Conference Room della Casa Bianca è apparso il dottor Anthony Fauci, questa volta solo, per fare il punto della situazione. Il supervirologo ha spiegato l’importanza dei vaccini, anche per il coronavirus che muta come è avvenuto nel Regno Unito o in Sudafrica. E Fauci ha dato la speranza affermando che se il vaccino se sarà iniettato in massa fino all’estate, la normalità della vita probabilmente tornerà per l’autunno.

Per ora la malattia è sempre più rampante, in molti Stati, la California su tutti, non ci sono più posti nelle ICU, i reparti di cura intensiva, dove i malati più gravi vengono intubati per mantenerli in vita. La situazione è drammatica: gli Stati Uniti hanno registrato ieri 4.375 decessi provocati dal coronavirus, ovvero il secondo livello giornaliero più alto dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Sempre ieri, riporta la CNN, ci sono stati 178.255 nuovi casi, che portano il totale dei contagi a quota 24.455.283, che hanno causato la morte di 406.536 persone, un tragico numero di decessi che ha superato i 405.399 morti americani nella Seconda Guerra Mondiale. Finora sono state distribuite 35.990.150 dosi di vaccini e 16.525.281 di americani sono stati vaccinati, la maggior parte però una sola volta, perché il vaccino deve essere somministrato due volte e non si conosce a livello nazionale il totale delle persone immunizzate.

La mappa con i dati di oggi sulla diffusione del covid-19 e i morti causati nel mondo della John Hopkins University

La guerra al covid-19 è al primo punto dell’agenda dei lavori della nuova amministrazione ben sapendo che senza mettere la pandemia sotto controllo la ripresa delle attività produttive, scolastiche e sociali sono impossibili. L’economia langue, fabbriche, negozi, ristoranti, cinema, teatri, chiudono, la disoccupazione aumenta. Proprio oggi sono stati diffusi i dati e nell’ultima settimana della presidenza Trump: 900 mila americani hanno richiesto l’assegno per la disoccupazione, 26 mila in più della settimana precedente. Da Natale ad oggi 3 milioni di americani hanno perso il lavoro. 10 milioni di persone ricevono gli aiuti federali.

Al primo giorno di lavoro di lavoro alla Casa Bianca il nuovo presidente ha scoperto suo malgrado che non esiste nessun piano programmatico per la distribuzione dei vaccini nei 50 Stati dell’Unione. La precedente amministrazione ha demandato i poteri ai singoli Stati che, inevitabilmente si fanno ancora oggi la concorrenza per ottenerli, tanto che hanno minacciato di volerli comprare direttamente dalla Pfizer, estromettendo il governo federale. Minaccia subito bloccata da Biden. Nei colloqui degli esperti delle due Amministrazioni durante il periodo della transizione il piano per la vaccinazione e distribuzione dei vaccini, benché più volte richiesto non è mai stato presentato per una discussione approfondita. Solo questa mattina si è coperto che il piano non c’è e non c’è mai stato. Jeff Zienes, nominato da Biden “White House Covid Coordinator” ha detto che nonostante tutti gli ostacoli creati si cercherà in tutti i modi di raggiungere il traguardo dei 100 milioni di vaccini prodotti in 100 giorni. “Per questo – ha detto Tim Manning, che fa parte del Team della Casa Bianca per la distribuzione dei vaccini – è stato molto importante l’applicazione del Defence Production Act che da al governo federale l’autorità di aumentare la produzione dei materiali ritenuti necessari e affidarne la produzione anche ad altre aziende estranee, ma dello stesso settore. Laddove potremo produrre di più, lo faremo e se dovremo imporre il Defence Production Act per aumentare la produzione, faremo anche quello”.

Il presidente Joe Biden e dietro di lui la vice Kamala Harris e il Dr. Anthony Fauci (Immagine youtube)

Per ora le line guida sono quelle contenute nelle direttive federali dal Center for Disease and Control and Prevention (CDC) per la precedenza nelle vaccinazioni e l’implementazione delle regole per la distribuzione è stata demandata ai singoli Stati non tenendo conto che in molti Stati mancano le strutture adeguate per poterle applicare. Non tutti infatti hanno il numero necessario di depositi dove i vaccini devono essere stipati a 70 gradi sotto zero quello della Pfizer, a -25 quello della Moderna, il che riduce il numero dei centri dove gli americani si possono vaccinare. Per questo motivo molti vaccini vengono buttati via. Il vaccino della Astrazeneca, approvato oggi dalla Food and Drug Administration (FDA) invece può essere conservato in un normale frigorifero. Le direttive del CDC stabilicono che la precedenza per le vaccinazioni spetti ai “lavoratori essenziali” (Healthcare Workers e Long Term Care Residents) poi ai “senior” da 65 anni in su, e in seguito al resto della popolazione. Suggerimenti, non imposizioni federali così alcuni Stati hanno allargato la definizione di lavoratori essenziali estendendola ad altre categorie non contemplate dal CDC.

Inoltre, Stati con una popolazione “senior” come la Florida in teoria dovrebbero ottenere più vaccini di altri Stati con una popolazione più giovane, ma mancando un modo programmatico di distribuzione la gestione è caotica. “La distribuzione e la somministrazione del vaccino contro il Covid sono la maggiore sfida logistica, insieme al salvataggio dell’economia” afferma Biden, sottolineando che il razzismo sistemico ancora esiste negli Stati Uniti. Facendo capire che la precedente amministrazione abbia escluso o diminuito la distribuzione dei vaccini in quelle zone popolate principalmente dalle minoranze. “Ma – dice Biden – abbiamo l’occasione per cambiare le cose”.

Christopher Wray, direttore dell’FBI confermato da Biden

Il presidente non perde tempo. Nella lunga lista di nuove disposizioni e annullamenti di ordini presidenziali precedenti, ha confermato come direttore dell’FBI Christopher Wray, ha annunciato una moratoria di 100 giorni sulle espulsioni degli immigrati irregolari a partire da domani. Il neopresidente ha anche ordinato di rafforzare il Daca, il programma di protezione dei dreamer, gli immigrati arrivati negli Stati Uniti quando erano bambini portati da genitori clandestini. Ma non solo. Vuole riaprire le scuole in 100 giorni e sollecita il dipartimento dell’Educazione a presentare una guida per la riapertura che prenda in considerazione l’uso delle mascherine, i test e la pulizia delle aule.

Al Senato la conferma dei ministri scelti da Biden langue. Sono stati approvati finora solo Avril Haines direttore della National Intelligence e Lloyd Austin alla Difesa. Oggi sono comparsi davanti alle commissioni del Senato Pete Buttigieg scelto da Bien come ministro dei Trasporti, mentre alla Commissione Esteri sta testimoniando Anthony Blinken, scelto da Biden a ricoprire la carica di Segretario di Stato. Lloyd Austin ha ottenuto la dispensa dal Senato perché era un generale “quattro stelle” fino a 3 anni fa, mentre il regolamento ne richiede 7 prima di poter prendere una carica pubblica.

Le nomine, comunque, vanno a rilento. I leader dei due partiti, Mitch McConnell per quello repubblicano e Chuck Shumer per quello democratico, non hanno trovato la formula per dividere le commissioni. Il Senato è composto da 100 senatori, 2 per ogni Stato. Con la vittoria dei 2 seggi in Georgia il Senato ora ha 50 democratici e 50 repubblicani. Parità perfetta nel qual caso il voto determinante è affidato al vicepresidente, che è Kamala Harris. Ecco perché i democratici hanno il controllo del Senato, ma non la maggioranza e al momento attuale le commissioni sono quelle dell’Amministrazione Trump, che avevano la maggioranza repubblicana. Ed ora Mitch McConnell vuole iniziare la discussioni dell’impeachment di Trump alla fine di febbraio. Sempre al Senato i democratici hanno chiesto che i senatori Ted Cruz e Josh Hawley, i due che avevano tentato il 6 gennaio di bloccare la certificazione della vittoria di Biden, di essere deferiti alla commissione etica per la loro pretestuosa alterazione delle regole rendendosi complici delle bugie di Trump.

Donald Trump con Mitch McConnell. (Photo by The White House -Flickr).

Alla Camera dei Rappresentanti sono iniziati i “ripensamenti” dei sostenitori di Trump, quelli che difendevano il presidente affermando che Biden aveva “rubato le elezioni” e che era un “presidente illegittimo”. Il leader della minoranza repubblicana Kevin McCarthy, si è allineato ora con la linea della congresswoman Liz Cheney, che ha votato alla Camera per l’impeachment di Trump. La leader della maggioranza democratica alla Camera, Nancy Pelosi, preme per avviare le udienze per lo stato d’accusa dell’ex presidente.  “L’assalto al Campidoglio – ha detto – è stata un’azione vergognosa, irresponsabile, ispirata dalle bugie del presidente e dalla sua retorica. Ci sono stati dei morti. Uno dei luoghi più sacri della nostra storia è stato saccheggiato. I responsabili e chi li ha istigati devono pagare”.

L’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio (Wikimedia Commons)

Le indagini per le violenze proseguono. Ci sono stati altri arresti. Due “Proud Boys” Jesus Rivera e Joseph Biggs sono stati arrestati in Florida. Biggs ha un ruolo di rilievo dell’organizzazione paramilitare dell’estrema destra. È stato uno degli strateghi delle violenze. L’FBI ha catturato in Michigan Michael Joseph Foey, ripreso dalle telecamere mentre con un bastone da hokey su ghiaccio picchiava un agente. Arrestato in Florida un ex capitano dell’Army, Gabriel Augustin Garcia, ripreso mentre incitava la folla ad “uccidere i traditori”. A South Salem, nello stato di New York, Patrick McCaughey III di 23 anni. Ripreso mentre schiacciava in una porta a vetri un agente. Rilasciata su cauzione invece Riley June Williams, la donna che ha rubato il computer di Nancy Pelosi e che, secondo l’ex compagno, aveva detto che lo voleva vendere ai russi. L’appuntamento in tribunale per lei è per martedì prossimo.

Infine, nasce una polemica tra alti prelati dopo che il secondo presidente cattolico è alla Casa Bianca. Papa Francesco ha mandato a Biden un telegramma di congratulazioni augurandogli un buon lavoro. Il vescovo di Los Angeles, Josè Gomez, presidente della Conferenza Episcopale Americana, ha invece duramente condannato Biden perché – ha scritto – “farà avanzare mali morali”, tra cui contraccezione, aborto e matrimoni omosessuali. “Parole senza senso” risponde il cardinale di Chicago Blasé Cupich.

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