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Perseverance arriva su Marte, ma il primo passo dell’uomo chissà quando

Il Rover ha più di 20 telecamere che fotograferanno la superficie del Pianeta Rosso e due microfoni che ci permetteranno di sentire il suono del vento che soffia

Sono le 21:56 ore italiane e il Rover Perseverance è arrivato su Marte. Sta iniziando la sua missione mandando le prime immagini del Pianeta. Le missioni marziane sono iniziate nel 1960, quando i Sovietici inviarono la prima sonda su Marte per sorvolarlo. Nel 1965 la Nasa lanciò il primo Mariner ancora per sorvolare Marte. Solo nel 1975 fu toccata la superficie con un Lander del programma Viking. Raggiungere Marte è considerato un obiettivo difficile tante è vero che solo 25 su 55 missioni hanno raggiunto il loro obiettivo. Anche l’Europa è arrivata su Marte con Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea nel 2003.

Nel 2004 due Rover chiamati Spirit e Opportunity raggiunsero Marte per iniziare i primi esperimenti scientifici per verificare se c’era dell’acqua liquida. Quel giorno che Spirit arrivò su Marte io ero presso il quartiere generale della NASA a Washington e mi ricordo ancora dell’atmosfera elettrizzante che ivi regnava. Mi ricordo dei colleghi che mi portarono nella caffetteria a brindare e vedere per televisione George Bush che parlava alla nazione del grande risultato ottenuto.

Spirit avrebbe cambiato le nostre conoscenze di Marte. A lui si aggiunse Opportunity ed ora Perseverance.  Perseverance è un robot a sei ruote che ha raggiunto Marte dopo un viaggio di sette mesi e 470 milioni di chilometri dalla Terra per realizzare quella che senza dubbio sarà la parte più impegnativa della sua missione. 

Il compito di Perseverance è quella di trovare segni di vita passata su Marte nel cratere Jezero, dove è atterrato, che porta tutti i segni di essere stato un lago gigante. La speranza è che laddove c’era stata acqua in abbondanza, forse c’è stata anche vita.

Perseverance si è immerso nell’aria rarefatta di Marte a più di 20.000 km / ora e ha dovuto rallentare la sua velocità fino a raggiungere la superficie.

La capsula protettiva del Rover ha cercato di ridurre la velocità di entrata, ma gli ultimi minuti sono stati frenati e orientati utilizzando un paracadute supersonico e un jetpack a razzo, o “gru del cielo”. I “sette minuti di terrore “, così chiamati scherzosamente dagli scienziati, sono stati superati felicemente.

Il rover Perseverance (NASA da youtube)

Il cratere Jezero prende il nome da una città della Bosnia-Erzegovina. Nella lingua slava la parola “jezero” significa anche “lago”. È una vasca profonda 500 m che ha visto la presenza di enormi volumi di acqua. Dalle immagini dei satelliti che hanno orbitato attorno a Marte risulta che Jezero mostra diversi tipi di roccia, comprese argille e carbonati, che hanno il potenziale di preservare il tipo di molecole organiche che suggerirebbero l’esistenza passata della vita.

In particolare, è possibile che sulla sponda dell’antico lago si trovino quelle strutture sedimentarie che sulla Terra vengono chiamate stromatoliti, rinvenuti anche in Groenlandia.

Un tweet dalla Casa Bianca con il presidente Joe Biden che guarda in diretta l’atterraggio su Marte di Perseverance e le sue congratulazioni alla NASA

Il Rover ha più di 20 telecamere che fotograferanno la superficie di Marte e due microfoni che ci permetteranno di sentire il suono del vento che soffia oltre il Rover e il rumore delle ruote del robot mentre scricchiolano sul terreno roccioso.

Nelle settimane successive all’atterraggio verrà rilasciate un minielicottero che dovrebbe effettuare almeno cinque brevi voli.  Durante la missione di Perseverance si prevede di prendere un paio di dozzine di campioni di roccia e di stivarli in piccoli tubi, che verranno lasciati sulla superficie. La Nasa e l’Agenzia spaziale europea (Esa) hanno ideato un programma chiamato “Mars Sample Return” per andare a prendere questi cilindri verso la fine del decennio. 

Missione Marte (NASA)

Una piccola macchina robotica chiamata “Fetch Rover” raccoglierà i campioni lasciati indietro da Perseverance. Entro la fine di questo decennio – dopo il 2026 – arriverà su Marte un secondo Rover più piccolo, costruito dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa). I contenitori verranno caricati in un contenitore protettivo e posizionati in un piccolo razzo: il “Mars Ascent Vehicle” o MAV che metterà il contenitore in orbita intorno a Marte. Il contenitore verrà poi catturato da un satellite europeo. Questo “orbiter di ritorno” agirà come una nave da carico, riportando sulla Terra i preziosi esemplari di roccia e suolo.

Tutto questo viene fatto anche in vista di un viaggio dell’uomo sul Pianeta Rosso, ma i tempi previsti sono ancora lontani, nonostante gli auspici di Elon Musk. Prima bisogna risolvere il problema della sopravvivenza dell’uomo per lungo tempo nello spazio, problema complesso perché non ci sono ancora i mezzi per bloccare le radiazioni dannose alla vita e i problemi di mancanza di gravità o di una sua riduzione. Si ricorda che Marte ha una gravità di 2,65 volte inferiore rispetto a quello terrestre

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