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Al traguardo dei 50 giorni, dal Congresso la grande vittoria per Biden sullo stimolo

Non è stata facile, nessun deputato o senatore repubblicano lo ha votato e seppur sia un piano da 1900 miliardi, anche qualche democratico storce il naso

“Gli aiuti sono arrivati” ha twittato Joe Biden subito dopo che lo stimolo economico da mille e 1900 miliardi di dollari è stato approvato anche dalla Camera dei Rappresentanti. Manca solo la sua firma per diventare legge. Una firma che secondo i suoi collaboratori arriverà venerdì.

Questo successo è stato per Joe Biden la sua prima grande vittoria nei primi 50 giorni alla Casa Bianca. Non è stata una battaglia facile per lui e per il partito democratico. Non un solo parlamentare repubblicano, sia del Senato che della Camera dei Rappresentanti, ha votato in favore del pacchetto di aiuti. La speranza del presidente di vedere questo gigantesco investimento dello Stato approvato anche dall’opposizione è stata una fantasia. Ma non solo. Poiché i repubblicani non hanno la maggioranza in nessuno dei due rami del parlamento hanno fatto i “capricci” cercando di ostruire il voto finale per l’approvazione. Al senato Ron Johnson, uno dei fedelissimi di Donald Trump, ha imposto la lettura in aula delle 628 pagine del disegno di legge. Ci sono volute quasi 10 ore. Questa mattina alla Camera la deputata dei QAnon, Marjorie Taylor Green, guerriera trumpista, ha chiesto il rinvio della discussione e ha imposto una inutile votazione, che è stata respinta anche con il voto di 40 parlamentari repubblicani. Il risultato è stato che si sono allungati i tempi di circa un’ora  per il voto finale.

Joe Biden, presidente USA (Illustrazione di Antonella Martino)

Il piano economico imposto dal presidente punta sia sugli aiuti diretti alle famiglie che a causa della pandemia hanno perso il lavoro e per questo ogni persona che lavora e che ha un imponibile di 75 mila dollari o meno, o di 150 mila se la dichiarazione dei redditi è congiunta, 1.400 dollari. Ci sono poi aiuti indiretti con forti detrazioni fiscali per le famiglie che hanno figli. Una larga porzione dei fondi è stata destinata alla lotta al coronavirus: per l’acquisto e la distribuzione dei vaccini, per riavviare il sistema scolastico pubblico (dal kindergarten alle università). Aiuti alle città e agli Stati che a causa della pandemia hanno visto ridotto il gettito fiscale. Alle piccole e medie aziende, ai bar e ristoranti, ai commercianti, ma anche alle grandi aziende, questa volta però con maggiori controlli per non ripetere l’errore commesso dopo il primo stimolo approvato a settembre.  Un piano che è stato salutato positivamente da Wall Street che ha chiuso in positive. Il Dow Jone è volato di 462 punti, tornando nuovamente sopra quota 32.000.

Nonostante questo mastodontico impegno finanziario non tutti i democratici sono rimasti soddisfatti dal risultato finale. L’ala progressista dei idem avrebbe voluto l’aumento della paga minima a 15 dollari l’ora. Un’idea che non è piaciuta ai democratici moderati che si sono opposti e che rischiava di far deragliare tutto il pacchetto di aiuti in un Senato composto da 50 repubblicani e 50 democratici. I senatori centristi hanno assunto un’importanza cruciale.

Da notare che  i primi 50 giorni di Biden alla Casa Bianca hanno portato un ritorno alla normalità con i briefing quotidiani della portavoce Jen Psaki. Il presidente terrà invece la sua prima press conference giovedì in occasione del giorno che segna l’anniversario dell’inizio del lockdown a causa della pandemia.

“Parlerà dei molti sacrifici che il popolo americano ha dovuto affrontare nell’ultimo anno – ha detto Jen Psaki – e le grandi perdite che le famiglie e le comunità hanno sofferto”. Ma il messaggio, ha spiegato la portavoce, guarderà anche al futuro. “Metterà in luce – ha spiegato – il ruolo che gli americani reciteranno per contrastare il virus e riportare il Paese alla normalità”.

Il discorso di Biden sarà fatto a un anno dall’annuncio di Donald Trump di bloccare i voli in arrivo negli Stati Uniti. In pochi giorni l’America cambiò. Fu imposto il lockdown. Scuole chiuse, chiese vuote, lavoro a casa per i più fortunati. Milioni di disoccupati. Ad oggi quasi 530 mila americani morti per la pandemia. Zoom, Google Meet, Cisco WeBex, sono divenuti i nuovi strumenti di lavoro. L’11 marzo 2020 morirono trenta persone per il Covid e sembrò allora un dato incredibile. Nei giorni scorsi Biden ha assicurato che ci saranno abbastanza vaccini per tutti gli americani entro maggio. Oggi ha annunciato un ordine per ulteriori 100 milioni di dosi del vaccino Johnson & Johnson, quello che ha bisogno di una sola iniezione. Un vaccino che verrà prodotto anche dalle case farmaceutiche “rivali” per accelerarne al massimo la produzione. Un ordinativo che si va ad aggiungere agli altri 100 milioni di vaccini in arrivo a fine aprile. Le previsioni sono che entro la fine di giugno 260 milioni di americani saranno vaccinati. “E se ne ne saranno prodotti più di quelli di cui abbiamo bisogno – ha detto Biden durante l’annuncio – li daremo ad altri paesi che ne hanno bisogno”.

I sondaggi sono con Biden. Quello condotto da Politico/Morning Call tra il 6 e l’8 marzo evidenzia che il 59 percento dei repubblicani approvano il pacchetto di aiuti. Un’altra indagine condotta da Cnn vede il 66% degli intervistati d’accordo con la Casa Bianca.

corte suprema

16 marzo, 2016: il presidente Barack Obama nel giardino delle rose della Casa Bianca si incammina verso l’ufficio ovale con il giudice Merrick Garland e subito dietro il vicepresidente Joe Biden. Allora Obama tentò di farlo diventare giudice della Corte Suprema ma non ci riuscì. Ora Biden riesce a farlo Attorney General (Ph. White House/ Chuck Kennedy)

Altre buone notizie per il presidente sono venute dal Senato che oggi ha approvato Merrick Garland come nuovo Attorney General. Garland ha ricevuto anche il voto di 20 senatori repubblicani. Per lui ha votato anche Mitch McConnell che aveva bloccato la nomina di Garland alla Corte Suprema quando fu scelto da Obama. Ieri sera era stata approvata la nuova segretaria all’edilizia popolare Marcia Fudge. Anche lei nominate con 16 voti dell’opposizione.

Una nuova battaglia si profila all’orizzonte della Casa Bianca. Con centinaia di migliaia di latino americani accampati al confine del Messico con gli Stati Uniti le nuove direttive per l’immigrazione non possono essere più rinviate per molto tempo. E’ una battaglia complicata perché parecchi parlamentari democratici del Sud sono contrari ad una riforma che contiene l’amnistia per gli immigrati irregolari.

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