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Le sedie per gli uomini e la donna sul divano: Ursula von der Leyen snobbata ad Ankara

Erdogan o Michel, chi è stato peggio? Difficile credere che lo sgarbo diplomatico della Turchia alla presidente della Commissione europea sia stato una distrazione

Ursula von der Leyen "snobbata" sulla sedia gaffe durante il viaggio dell'UE in Turchia

Cosa c’è che stride nella scena di oggi a Istanbul alla corte del “Sultano Erdogan”? Non è tanto la Presidente Ursula von der Leyen relegata in modo scandaloso sul divano, ma è il volto sorridente del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel serenamente seduto sull’unica sedia posta accanto al presidente turco. In Turchia non hanno tre sedie uguali per far accomodare von der Leyen e Charles Michel in visita ufficiale? È Maschilismo? È Cafonaggine? Sono entrambe le cose? Una brutta immagine comunque. E brutta figura per Charles Michel che avrebbe dovuto evitare di mettersi sulla sedia accanto a Erdogan.

Sul divano posto di fronte alla von der Leyen c’era il ministro degli esteri turco di grado inferiore alla presidente della Commissione europea. Un doppio sgarbo rispetto al protocollo, perché la forma è sostanza in diplomazia.

Quali conseguenze nelle relazioni tra EU e Turchia? Ma soprattutto quali conseguenze per Charles Michel? Difficile che la situazione imbarazzante sia stata frutto di una distrazione. Impossibile non pensare alla recente decisione di Erdogan di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul sulla lotta alla violenza contro le donne. Fu firmata proprio in Turchia 9 anni fa, ma sembra passata un’era geologica da quel primo Erdogan. La Turchia fu la prima firmataria, ma poco dopo l’allora primo ministro Erdogan vista sfumata la possibilità di entrare in Europa avviò una svolta conservatrice per riposizionare la Turchia nella galassia dei paesi musulmani. E le donne ancora una volta sono diventate merce di scambio da immolare sull’altare degli integralisti. Difficile scordare le tante attiviste dei diritti umani, giornaliste ed esponenti della società civile che languono nelle prigioni turche dopo il colpo di stato del 2016.

La pandemia è stata l’occasione per inasprire ulteriormente i controlli contro Professori, artisti, intellettuali e tutti coloro che sono visti come degli oppositori del nuovo sultano che sogna un ritorno dell’impero Ottomano. Ma per tornare alla scena scandalosa di oggi, ci si aspetta che Charles Michel ora batta un colpo o che qualcuno magari gli chieda di dimettersi per omesso soccorso alla Presidente von der Leyen.

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