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Bagno di sangue negli Usa, Biden: “la violenza con le armi da fuoco, un’epidemia”

La sparatoria di Indianapolis è la 147ma dall’inizio dell’anno con almeno quattro persone raggiunte dai proiettili, ma l'inerzia dei politici non cambia le leggi

The Statue of Liberty at the time of coronavirus (Illustration by Antonella Martino)

Un altro giorno, un’altra strage. Nove morti a Indianapolis in uno dei più importanti centri di distribuzione della FedEx accanto all’aeroporto. Cinque i feriti, uno in fin di vita. Tra i morti anche lo sparatore che, circondato dalla polizia, si è tolto la vita. L’uomo ha ucciso a colpi di fucile otto persone: quattro nel parcheggio del deposito, quattro all’interno. Tutte le vittime erano dipendenti della FedEx che in questo centro ha 4 mila e 500 dipendenti. La polizia ancor non ha rilasciato né il nome del killer, né quello delle vittime. Secondo quanto dichiarato dall’agente dell’Fbi che conduce le indagini gli investigatori sono andati nella casa del killer e hanno sequestrato il computer e il cellulare dell’uomo. Per “The Gun Violence Archive”, un gruppo di ricerca non-profit, non affiliato a nessuna organizzazione politica, si tratta della 147ma sparatoria dall’inizio dell’anno con almeno quattro persone raggiunte dai proiettili, morte o ferite, con l’esclusione della persona che ha sparato. Ed è anche la terza sparatoria a Indianapolis quest’anno. La prima è stata a gennaio, con l’uccisione di cinque persone tra cui una donna incinta. La seconda è accaduta a marzo, con quattro vittime, di cui un bambino.

La sparatoria in un deposito FedEX a Indianapolis, USA (Youtube)

Il bagno di sangue prosegue con il solito coro di condanne senza efficacia che non riescono a smuovere la voluta inerzia dei politici paralizzati dalle lobby delle armi che non vogliono modificare le leggi per l’acquisto di pistole e fucili.  “Questa violenza trafigge l’anima della nostra Nazione – afferma il presidente Biden dalla Casa Bianca – la violenza con le armi da fuoco è una epidemia. Non possiamo accettarla. Dobbiamo reagire”.  “Non possiamo permetterci di aspettare ad agire mentre vengono uccise persone innocenti” afferma la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. Come al solito tutti piangono, tutti condannano, le bandiere vengono messe a mezz’asta e poi… non cambia nulla. Le lobby bloccano a suon di dollari le campagne elettorali dei rivali politici di chi vuole fare cambiamenti alle leggi sulle armi. Un modo per atrofizzare qualsiasi riforma.

Il portavoce del dipartimento di polizia metropolitana di Indianapolis, Genae Cook ha detto che la sparatoria è avvenuta poco dopo le 11 di ieri sera.  La polizia era stata allertata a un dipendente della FedEx. Quando gli agenti sono arrivati la sparatoria era ancora in corso. All’Holiday Inn vicino l’aeroporto è stato allestito un centro di accoglienza per i familiari delle persone che non risultano raggiungibili.

L’Indianapolis Star, un quotidiano locale, ha intervistato Jeremiah Miller, uno dei dipendenti dell’azienda, che ha raccontato di aver visto un uomo con una felpa nera e il cappuccio che imbracciava un fucile e di aver sentito almeno una dozzina di colpi. “Ho avuto paura, ero nel parcheggio, mi sono nascosto dietro una macchina”. Un altro testimone, Ray Moscat, intervistato dalla stazione televisiva locale dice di aver visto l’uomo che ha commesso la strage parcheggiare la sua auto, aprire il portabagagli e prendere il fucile. “Ho capito subito che stava per accadere una tragedia. Ho chiamato la polizia” e gli agenti sono arrivati due minuti dopo, mentre ancora lo sparatore seminava le sue pallottole di morte.

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