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A caccia dei segreti di Rudy Giuliani: FBI a casa e in ufficio dell’ex sindaco di New York

Gli agenti federali hanno perquisito l'abitazione e l'ufficio del già amico e avvocato di Trump sequestrando computer e cellulari. Le ombre dell'Ucrainagate

Rudy Giuliani, avvocato di Trump, durante la conferenza stampa in cui ha sudato "nero" per cercare di convincere i giornalisti dei complotti che secondo lui - senza fornire alcuna prova - sarebbero stati orditi dai democratici e i loro alleati stranieri per far vincere Biden e perdere, con gli imbrogli, il presidente Trump... (Immagine da Youtube)

Clamoroso! Perquisiti alle 6 di questa mattina l’appartamento di Rudolph Giuliani a Madison Avenue e il suo studio legale a Park Avenue.

L’ex sindaco di New York City è indagato da diversi anni per i suoi affari in Ucraina. Gli agenti dell’FBI hanno sequestrato computers e telefoni cellulari, una misura insolita per un avvocato che deve preservare la segretezza dei colloqui con i suoi clienti.

Da molti mesi l’ex sindaco di New York era sotto la sorveglianza degli inquirenti per alcune operazioni finanziarie sospette compiute con Lev Parnas e Igor Fruman, entrambi suoi ex soci ed entrambi arrestati nei mesi scorsi. Parnas e Fruman sono entrambi cittadini americani anche se nati rispettivamente in Ucraina e in Bielorussia. I due furono arrestati mentre cercavano di imbarcarsi un aereo per Vienna. Il biglietto era di solo andata.  I due sarebbero stati il tramite di Giuliani che avrebbe fatto pressione presso gli inquirenti ucraini per trovare prove compromettenti sul figlio di Biden, Hunter, che era uno dei membri del consiglio di amministrazione della Burisma, una società energetica di Kiev. Lev Parnas e Igor Fruman avrebbero presentato a Giuliani diversi procuratori ed ex procuratori ucraini. Lev Parnas e Igor Fruman inoltre sono accusati di aver fatto illegalmente confluire centinaia di migliaia di dollari nei Super Pac i comitati di azione politica che sostenevano Trump infrangendo le norme che impongono la registrazione dei lobbysti che operano con Paesi stranieri. Non registrandosi avrebbe compiuto azioni illegali di lobbying dall’estero.

In passato Giuliani è stato accusato di avere stretti rapporti con Andrii Derkach, parlamentare ucraino e, secondo il Treasury Department, spia russa da oltre un decennio sul quale pende una indagine del Treasury’s Office of Foreign Assets Control perché avrebbe cercato di influenzare il processo elettorale americano. Probabilmente è proprio questa stretta collaborazione con Derkach, che è anche partner di Lev Parnas, il punto focale delle indagini.

Il presidente Donald Trump con “I consiglieri” Mike Pompeo e Rudy Giuliani in una composizione di Antonella Martino basata sul film, “Il Padrino”

Lev Parnas inoltre è incriminato anche per aver frodato un fondo investimenti dal quale Giuliani avrebbe ricevuto mezzo milione di dollari in consulenze. Derkach nel 2015 avrebbe fatto pressioni su un altro membro del consiglio di amministrazione della Burisma, Vadym Pozharskiy, affinché Hunter Biden organizzasse un incontro tra lui e il padre.

Parnas e Fruman sono accusati di aver fatto “transitare soldi stranieri per candidati a cariche federali e statali”, tutti repubblicani, cercando di aggirare la legge americana sui contributi elettorali riciclando i soldi con una società energetica cercando in questo modo di cancellare le loro tracce. L’accusa formale di cui devono riferire è quella di aver violato le regole per il finanziamento alla campagna elettorale, attraverso una donazione di 325 mila dollari al gruppo America Fist Action, legato alla campagna Trump.

Da capire ora quali sono state le motivazioni del magistrato per concedere i mandati di perquisizione.

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