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Festa della Repubblica: Mattarella all’altare della Patria con le Frecce Tricolori

Per il 75° anniversario del 2 giugno, il messaggio del Presidente: "Col Referendum il popolo italiano potè scegliere il proprio destino"

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 75° anniversario della Repubblica italiana, ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e Banda.

Il Presidente Mattarella ha, quindi, deposto una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, alla presenza dei Presidenti di Senato e Camera, del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Presidente della Corte Costituzionale.

Al termine, le Frecce Tricolori hanno sorvolato su Piazza Venezia.

Il giorno prima il Presidente della Repubblica era intervenuto,, nel Cortile d’Onore del Quirinale, alla cerimonia per il 2 giugno, tenendo un discorso di fronte alle alte cariche dello Stato e a un nutrito gruppo di studenti delle scuole. Hanno partecipato la giovane artista Frida Bollani Magoni e l’attore Cesare Bocci.

Sempre in occasione del 75° anniversario della Repubblica Italiana, si è svolto, nel Cortile d’Onore del palazzo del Quirinale, il concerto in onore del Corpo diplomatico accreditato presso lo Stato italiano, eseguito dall’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal Maestro Jakub Hrůša. Il programma ha previsto musiche di compositori europei dedicate all’Italia (Britten, Berlioz, Mendelssohn, J. Strauss, Martinu, Cajkovskij) e una performance di Roberto Bolle che si è esibito con Virna Toppi (Pas de deux, da “L’altro Casanova” su musiche di Antonio Vivaldi). Il concerto è stato aperto dal saluto del Presidente Mattarella.

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, il seguente messaggio:

«Settantacinque anni fa, riconquistata la libertà, il popolo italiano poté, con il referendum del 2 giugno 1946, scegliere il proprio destino.
Il voto per la Repubblica consentì all’Italia di intraprendere il percorso della democrazia, del progresso sociale, dello sviluppo. Un passaggio storico tanto atteso e fondamentale per tutti i cittadini duramente provati da una stagione di guerre e dalla dittatura.
Un patto di cittadinanza sancito dal suffragio universale che, per la prima volta, includeva in maniera completa il voto femminile. Gli italiani e le italiane, insieme, per una nuova Italia.
Da allora il processo di crescita e consolidamento della democrazia non si è mai interrotto e ha superato altre terribili prove, come la sfida del terrorismo.
La Repubblica, in questi anni, ha rafforzato costantemente il proprio prestigio con una autorevole partecipazione alle Organizzazioni internazionali, dalle Nazioni Unite, all’Alleanza Atlantica, alla Unione europea, di cui è stata fondatrice ed è convinta e attiva sostenitrice.
A questo sforzo hanno contribuito in maniera significativa le Forze Armate, legate alle Istituzioni della Repubblica e alla sua Costituzione dallo speciale giuramento di fedeltà.
Ad esse va la riconoscenza del Paese per la dedizione al servizio e il valore dimostrati anche nella complessa e delicata situazione emergenziale che minaccia la nostra salute, il nostro benessere e il libero esplicarsi delle nostre esistenze.
Rinnovo, con particolare commozione, la gratitudine del popolo italiano a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per l’Italia e alle loro famiglie costrette a convivere con un dolore incolmabile.
La congiuntura sanitaria non consentirà, per il secondo anno di seguito, di tenere la tradizionale manifestazione nella quale si celebra anche l’abbraccio dei cittadini alle Forze Armate.
Mi è grato, in loro nome, in questo giorno della Festa della Repubblica, esprimere ai militari di ogni ordine e grado e al personale civile, l’apprezzamento per l’insostituibile apporto offerto al bene comune.
Viva le Forze Armate, viva la Repubblica!»

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