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Condannato a 22 anni Derek Chauvin: finalmente giustizia per George Floyd

Il pubblico ministero aveva chiesto 30 anni di carcere per il poliziotto di Minneapolis che soffocò con il ginocchio l'afroamericano bloccato a terra

di Claudia Cosi

Il giudice ha deciso. Derek Chauvin, l’agente della polizia di Minneapolis che ha ucciso George Floyd soffocandolo con un ginocchio premuto sul suo collo per oltre 9 minuti, dovrà rimanere in carcere per 22 anni e 6 mesi. Il magistrato ha incluso nelle sue valutazioni anche l’abuso di autorità e la violenza perché l’uomo era già ammanettato a terra, ma non si è spinto a chieder i 40 anni previsti come massimo della pena e neppure a concedere i 30 anni richiesti dalla pubblica accusa. Ma per Chauvin non è finita. Lo attendono per la sua condotta violenta anche due processi federali che potrebbero aggiungere altri anni di carcere all’attuale sentenza.

Floyd a terra con il ginocchio dell’agente Chauvin sul collo, mentre implora di lasciarlo respirare (da yotube)

Spinto dal suo avvocato, con l’aria allucinata come se fosse sotto psicofarmaci il poliziotto omicida prima della sentenza è riuscito solo a dire “voglio fare le mie condoglianze alla famiglia Floyd”  ma le parole sono uscite dalla bocca talmente poco convinte che un silenzio colpevole avrebbe aiutato di più.

Keith Ellison l’ex deputato democratico e oggi attorney General del Minnesota ha detto: “oggi è una giornata importante per il nostro stato e per l’America perché dimostra che questo tipo di attività anche se noi volevamo una pena più severa non dovranno più rimanere impunite… La sentenza dimostra che nessuno è al di sopra della legge, ma nemmeno che George Floyd è al di sotto della legge… Dobbiamo cambiare un ciclo di impunità che è andato avanti per troppo tempo e ha bruciato generazioni soprattutto di colore… Adesso è il momento di agire anche per cambiare le cose che non vanno nei rapporti fra cittadini e polizia….”

Murales di George Floyd, SoHo, New York (di Terry W. Sanders)

Mentre in tribunale veniva letta la sentenza nel luogo dove George Floyd è stato ucciso la gente ha continuato a portare montagne di fiori e ghirlande che ormai circondano il murales con la faccia dell’uomo di colore ucciso con la testa schiacciata sull’asfalto e le mani incatenate nelle manette dietro la schiena. E’ una scena di brutalità ingiustificata che l’America e il mondo non dimenticheranno facilmente e che dovranno ricordare anche i poliziotti da New York a Minneapolis, da San Francisco a Chicago quando si trovano ad eseguire un arresto o un fermo per evitare che si trasformi in un altro omicidio.

Anche con tutti gli sconti di pena per buona condotta l’ex poliziotto Chauvin dovrà rimanere in carcere per almeno 15 anni. E’ una delle sentenze più lunghe mai comminate ad un poliziotto in servizio. Ma è anche un omicidio che si poteva tranquillamente evitare.

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