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Biden annuncia: concludiamo le operazioni in Afghanistan in anticipo, il 31 agosto

Il presidente dice che non è responsabilità degli USA fare "national building" e che comunque non è inevitabile che i talebani facciano cadere il governo a Kabul

di Claudia Cosi

Il presidente Joe Biden non ha dichiarato come fece George Bush”missione compiuta”. Non vuole che dopo 20 anni di guerra (la più lunga guerra americana) l’Afghanistan diventi per lui quello che per Bush diventò l’Iraq invaso inutilmente senza armi di distruzione di massa.

Ma Biden, dopo molte polemiche e pressioni, ha fatto una promessa altrettanto solenne agli afghani che hanno aiutato le truppe Usa sul campo e soprattutto agli indispensabili interpreti. “Non vi lasceremo soli…C’è una casa per voi negli Usa e continueremo ad aiutare il popolo afghano…”.

Il presidente in difficoltà per non aver fornito risposte chiare sulla concessione dei visti agli interpreti afghani e alle loro famiglie che potrebbero finire giustiziati dai talebani se riprenderanno il controllo del paese dopo l’uscita di scena delle truppe Usa, giovedì ha assicurato che tutti quanti, magari attraverso un passaggio in paesi terzi o presso la gigantesca base di Guam riusciranno ad ottenere i loro documenti e arrivare negli Stati Uniti per riprendere una nuova esistenza.

Il 31 agosto è la data fissata da Biden per il ritiro completo di tutte le truppe. “Gli Usa non saranno più responsabili per la morte di civili se i talebani conquisteranno l’Afghanistan -ha aggiunto il presidente- Credo però altamente improbabile …  che un solo governo controlli il paese dopo il ritiro delle truppe Usa…”

In realtà il presidente auspica che per migliorare la fragilità e litigiosità del governo afghano le autorità dovranno cercare meglio prima di poi un’intesa con i talebani, mentre le forze Usa che rimarranno nella regione e magari in preallarme nei paesi limitrofi si dovranno concentrare e “riposizionare contro le minacce terroristiche in Medio Oriente,Sud Asia e Africa”.

Trovatosi sulla difensiva e con l’accusa di favorire indirettamente il collasso del governo afghano con l’accelerazione del ritiro delle truppe Usa, Biden ha reagito dicendo: “Oggi in Afghanistan ci sono 300.000 soldati delle forze armate nazionali e 75.000 talebani… per questo non è affatto inevitabile che i talebani facciano crollare il governo di Kabul…I nostri servizi segreti non ci hanno dato queste indicazioni….”

Pianificato per il ventesimo anniversario dell’11 settembre il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan quindi avverrà qualche giorno prima ma secondo il presidente Biden non sarà una celebrazione di vittoria, ma un saluto ai valorosi soldati americani che lasciano il lungo campo di battaglia per tornare a casa.

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