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Scene da un matrimonio arcobaleno con gli scatti di Chiara, Arianna, Livia e Anna

Un reportage fotografico sulla vita di una coppia di donne con le loro figlie per capire quali fossero le differenze con la vita di una coppia tradizionale

di Dania Ceragioli
Scene da un matrimonio arcobaleno (Foto di Dania Ceragioli)

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Scene da un matrimonio arcobaleno (Foto di Dania Ceragioli)

Al risveglio Arianna allatta Anna

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Al risveglio Arianna allatta Anna

Bagnetto di Anna con l’aiuto dell’intera famiglia

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Bagnetto di Anna con l’aiuto dell’intera famiglia

Nella nuova casa si improvvisano giochi

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Nella nuova casa si improvvisano giochi

Tenerezze dentro la cabina armadio

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Tenerezze dentro la cabina armadio

Party in piscina con gli amici

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Party in piscina con gli amici

Si spengono le candeline Livia compie tre anni

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Si spengono le candeline Livia compie tre anni

Vacanza al mare in camper

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Vacanza al mare in camper

Una pioggia di coriandoli per celebrare il carnevale

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Una pioggia di coriandoli per celebrare il carnevale

Sul palco con Famiglie Arcobaleno durante il Toscana Pride (Siena 2018)

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Sul palco con Famiglie Arcobaleno durante il Toscana Pride (Siena 2018)

Chiara con Anna durante il Toscana Pride (Pisa 2019)

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Chiara con Anna durante il Toscana Pride (Pisa 2019)

Giocando a rincorrersi nel parco

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Giocando a rincorrersi nel parco

Ho iniziato questo progetto da circa quattro anni, avvicinandomi gradualmente a questa famiglia composta da sole donne che vivono in Toscana: Chiara, Arianna, Livia e Anna.

Il mio intento era di documentare e soprattutto capire quali fossero le differenze e le difficoltà, se ve ne erano, rispetto a una famiglia tradizionale.

Attorno alle famiglie arcobaleno in questo momento storico c’è molto fermento e qualcuno ne ha messo in discussione anche la loro esistenza.

Chiara e Arianna si sono unite civilmente nel 2017, mentre Arianna era in attesa di Anna che adesso ha un anno.

Chiara è la madre biologica di Livia che ha appena compiuto tre anni, le bambine sono sorelle in quanto nate dallo stesso donatore.

Chiara è un medico, una pediatra, mentre Arianna è una informatrice farmaceutica, oltre a dividersi fra il lavoro e le figlie amano viaggiare per l’Italia con il loro camper.

Questa famiglia come altre migliaia in Italia fa parte dell’Associazione Famiglie Arcobaleno (Associazione genitori omosessuali) che offre sostegno e tutela legale ai propri iscritti.

***

“Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili…” Questo è un estratto del discorso pronunciato recentemente da Papa Francesco che già in precedenza aveva mostrato una grande apertura verso la realtà LGBT. Ma cosa di fatto dice la legge?

L’articolo 29 della Costituzione cita: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

Leggendo questo articolo pare tutto semplice, univoco, ma quale è la famiglia oggi? Ci sono diversi tipi di famiglia; la famiglia è cambiata quella intesa come tradizionale è soltanto una fra le molteplici. Che cosa realmente definisce una famiglia? La frase più ricorrente sugli striscioni di Famiglie Arcobaleno è: “E’ l’amore che crea una famiglia”.

Famiglia è infatti stare con chi hai scelto e con chi ti sceglie, semplicemente stare lì, insieme.

Oggi le Famiglie Arcobaleno sono una realtà in continuo aumento. Una realtà che corre più veloce dei dibattiti in parlamento, in Italia da uno studio del 2005 si calcola che siano centomila i minori con un genitore gay, nati da matrimoni eterosessuali sfociati in divorzio o vissuti sin dall’inizio con due madri o due padri. Di fatto si è creato un vuoto legislativo che lascia senza diritti tutti questi bambini perché non è mai stata varata una legge che riconosca la genitorialità da parte di entrambi i richiedenti.

Cercare di adeguarsi alla società che cambia non dovrebbe essere una priorità per ogni Stato garantendo a tutti i suoi cittadini una vita egualitaria?

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