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Biden abbandona l’Afghanistan e le sue donne alla vendetta spietata dei talebani

"Gli afghani si devono unire e difendere il loro paese. L' America non è più il guardiano del mondo" dice il presidente Usa; a DoHa si cerca di evitare il caos

Bambine all'uscita della scuola a Kabul: cosa accadrà loro al ritorno dei talebani? (Foto © UNICEF/Frank Dejo)

In Afghanistan si combatte, ma c’è  chi non si arrende e continua ad insegnare alle bambine. “Un bambino un insegnante una penna e un libro possono cambiare il mondo” aveva detto Malala Yousafzai, la giovane pachistana ferita al volto dai talebani perché voleva andare a scuola.

Ce ne siamo andati dall’Afghanistan seguendo la scelta degli Stati Uniti, ma non possiamo permettere che queste nuove generazioni siano abbandonate agli integralisti. Ogni giorno arrivano notizie sulle nuove conquiste dei talebani che puntano su Kabul, la capitale. Un’ascesa rapidissima in diretta tv e social media che lascia senza fiato dopo 20 anni di presenza militare delle truppe straniere e progetti umanitari delle Nazioni Unite.

Che cosa abbiamo fatto andandocene così, senza un accordo vero tra talebani e governo afghano? Biden ha affermato che la sua decisione è irreversibile. “Gli afghani si devono unire e difendere il loro paese. L’ America non è più il guardiano del mondo”. Non fa una piega e gli americani non vogliono più mandare i loro figli a morire lontano da casa per difendere  governi che non sono strategici per il loro paese.

I problemi oggi sono altri, ci pensino le nazioni asiatiche, dicono, la Cina per esempio, mentre  l’Europa che teme una nuova ondata di profughi afghani in fuga dalla guerra, simile a quella siriana. Non migranti economici, attenzione, ma profughi in cerca di asilo. Sono migliaia le famiglie in fuga dai combattimenti. Stanno andando nella blindatissima Kabul, che potrebbe capitolare nel giro di 90 giorni dice l’intelligenza americana. In tanti stanno attraversando il confine con l’Iran e con il Pakistan. I figli più forti si metteranno in cammino per l’Europa. È sempre stato così.

Intanto oggi a Doha ci saranno nuovi incontri separati dei negoziatori ai quale parteciperanno l’inviato Usa Khalilzad, i talebani,  una delegazione del governo afghano, alcuni paesi confinanti tra cui Cina e Pakistan. Gli americani dovevano pensarci bene prima di ritirarsi senza  un vero  accordo di pace. Hanno scatenato il caos mettendo a rischio quanto fatto in 20 anni a partire dai diritto delle donne.

Nei distretti conquistati dai talebani l’ufficio delle Nazioni Unite sui diritti umani denuncia esecuzioni, omicidi mirati per vendetta, scuole bruciate, case saccheggiate, restrizioni imposte alle donne. Potrebbe essere già troppo tardi. I colloqui di Doha rischiano solo di mostrare la forza dei talebani che siedono tronfi delle loro conquiste e già fissano le loro condizioni, anche se gli Usa minacciano di non riconoscere un loro futuro governo.  Si poteva fare meglio, non c’è dubbio.

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