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Biden ai terroristi di Kabul: “Non perdoneremo, non dimenticheremo”

In una conferenza stampa dai toni commossi ma decisi, il presidente annuncia che le vittime saranno vendicate e ribadisce la coerenza delle sue decisioni

In una conferenza stampa dai toni commossi ma anche risoluti il presidente Joe Biden indica subito i colpevoli dell’attacco kamikaze di Kabul (l’Isis-K), togliendo ogni responsabilità ai talebani, che non sono brave persone, dice “ma hanno degli interessi da difendere”. Parlando alla nazione chiede con voce commossa un istante di silenzio per i civili e i militari uccisi negli attentati nei pressi dell’aeroporto di Kabul, ma subito dopo, ecco che la voce di Biden da affranta diventa decisa quando dice: “I terroristi non vinceranno”. Poi avverte il gruppo dell’ISIS che ha ucciso decine di persone tra cui 12 Marine: “Non perdoneremo, non dimenticheremo. Vi daremo la caccia e ve la faremo pagare”.

Joe Biden ha annunciato di aver già chiesto un piano per colpire l’Isis-K e a chi gli chiede se questo comporterà l’invio di altre truppe,  lui non lo esclude se sarà richiesto dai suoi consiglieri militari.

Biden afferma che le operazioni di evacuazione dei civili (oltre 5 mila anche di nazionalità americana) che vogliono partire non si fermeranno. E ha detto anche di contare ancora nella collaborazione dei talebani per l’evacuazione: “Resta nel loro interesse” che il ritiro si compia entro la data del 31 agosto. Poi il presidente USA dice che si proverà anche dopo quella data a continuare a portare fuori dall’Afghanistan, anche quegli afghani che hanno aiutato gli americani.

A quei giornalisti che gli chiedono se si senta responsabile di tutto quello che sta accadendo a Kabul e quindi anche dei morti di oggi, per la sua decisione di ritirarsi e anche per il modo come questa sta avvenendo, ecco il tono di Biden che si fa più duro: “E’ mia la responsabilità di tutto quello che sta succedendo in Afghanistan perché è così che funziona” per poi subito aggiungere: “Vorrei ricordarvi che è stato l’allora Presidente Trump a firmare un accordo con i talebani per ritirarsi entro il 1 maggio a condizione che le truppe americane non fossero più attaccate”. E quindi quando quella data è arrivata lui aveva difronte solo due opzioni: “O rinegoziare con i talebani un’altra data che potesse rendere questo ritiro possibile, oppure continuare una guerra in cui avrei dovuto mandare altri giovani americani a combattere e causando ancora molte più vittime”. Quindi ha ribadito: “E’ giunta l’ora di finire questa guerra ventennale”.

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