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Tra USA e Cina prove di distensione e rischi di collisione negli abissi

Il Pentagono è prudente sull’incidente del sottomarino con feriti tra marinai americani ma intanto caccia cinesi sorvolano Taiwan dove ci sarebbero i marines

di Claudia Cosi

L’America avverte il rischio di una minaccia cinese in superficie e anche negli abissi. Joe Biden alle prese con nuovi problemi di occupazione dovuti al Covid e al basso tasso di maestranze vaccinate, non toglie ancora le sanzioni a Pechino pur parlando di  confronto trasparente.

Durante il lungo incontro di 6 ore in Svizzera fra il suo consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e il super capo della diplomazia comunista Yang Jiechi, Usa e Cina hanno affrontato tutti i dossier della calda agenda che divide i due paesi. Ma ieri la tensione in America è tornata a salire dopo il misterioso incidente che ha visto coinvolto un sottomarino a propulsione nucleare americano entrato in collisione con un corpo non ancora identificato nelle acque del mar cinese meridionale.

Il Pentagono non divulga informazioni sull’incidente del sottomarino che ha provocato 11 feriti tra i marinai americani, ma sommato alla dimostrazione muscolare dei caccia cinesi che hanno ripetutamente sorvolato Taipei mentre nelle basi militari di Taiwan sarebbero presenti unità speciali dei marines per addestrare le forze dell’isola ribelle che pretende l’indipendenza. Molti analisti considerano questa situazione tra le più pericolose degli ultimi decenni anni.

Secondo gli accordi sottoscritti gli Stati Uniti sarebbero tenuti a fornire armi a Taiwan compresi i missili per la difesa terra aria, ma l’approvazione da parte del Congresso di una nuova fornitura militare ha fatto infuriare Pechino perché la considera in violazione dei trattati esistenti. E anche le nuove forniture di armamenti dovrebbero essere bloccate. Per diverse ore la notizia che la USS Connecticut era entrata in collisione con un corpo estraneo proprio nel mare più conteso del mondo occupato da decine di navi militari cinesi, aveva fatto pensare ad un incidente di proporzioni molto più elevate se non ad una vera e propria provocazione.

L’allora vicepresidente Biden brinda in onore del presidente cinese Xi durante un pranzo di stato presso il Dipartimento di Stato. Washington, DC, il 25 settembre 2015 – Dipartimento di Stato USA

Il presidente Xi Jinping ha fatto annunciare che è pronto ad un vero summit con Biden anche se digitale soltanto in dicembre e ha gelato coloro che pensavano che l’appuntamento sul clima a Glasgow o il G20 a fin ottobre in Italia potessero diventare occasioni per l’indispensabile molto atteso faccia a faccia.

Sul tavolo, quando avverrà, ci sarà l’urgente questione afghana legata al rimpatrio dei cittadini americani e dei loro collaboratori che non sono riusciti a lasciare Kabul entro il 31 agosto.

E con Xi,  Jo Biden dovrà tornare anche alle emissioni carboniche che minacciano l’ambiente soprattutto dopo che la Cina per fronte alla crisi energetica ha ordinato l’aumento della produzione di carbone. L’allarme sommergibile nel frattempo sembra rientrato.

Il Pentagono ha ammesso la collisione solo ieri, quando però l’unità navale era già riuscita a tornare anche se un poco ammaccata nella base di Guam nel Pacifico e i marinai hanno potuto essere subito curati.

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