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Jair Bolsonaro colpevole di “omicidio plurimo” dovrebbe essere incriminato

Nel mirino della Commissione parlamentare d'inchiesta la gestione della pandemia che in Brasile ha provocato oltre 600mila morti: 300 mila "evitabili"

Jair Bolsonaro (Foto: Marcelo Camargo/Agência Brasil)

Una rabbia profonda e un rapporto di 1.200 pagine accusano Jair Bolsonaro, presidente brasiliano, di “crimini contro l’umanità” per la cattiva gestione della pandemia. Le inefficienti politiche del leader hanno ucciso oltre 300.000 brasiliani, e per questo una commissione parlamentare d’inchiesta (CPI), formata da 11 senatori, sollecita le autorità a imprigionare il presidente che si è rifiutato di prendere sul serio la pandemia.

Si è addirittura parlato di “omicidio di massa” e “genocidio” contro i gruppi indigeni in Amazzonia, dove il Covid-19 ha decimato le popolazioni, ma all’ultimo minuto queste accuse sono state ritirate a causa del dissenso all’interno della CPI.

Secondo il rapporto, Bolsonaro avrebbe lasciato che il coronavirus dilaniasse il Paese e uccidesse centinaia di migliaia di persone nel tentativo fallito di ottenere l’immunità di gregge e rilanciare l’economia del Brasile. I senatori rivolgono accuse penali anche ad altre 69 persone, inclusi tre dei figli del presidente.

 

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