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Un corso pilota tra forze dell’ordine e giovani di colore per sconfiggere il razzismo

Intervista con Gabriella Nobile, madre adottiva di due figli neri e fondatrice di "Mamme per la pelle"

E’  il colore della pelle che stabilisce la nazionalità di una persona? Si chiede Gabriella Nobile, mamma adottiva di due figli  neri, di origine africana, Fabien e Amelie che oggi hanno 15 e 10 anni. E’ dal momento in cui entrano piccolissimi  a casa sua a Milano che Gabriella incomincia a toccare con mano il razzismo strisciante che una società biancocentrica come quella italiana, riserva a chi ha un colore della pelle diverso. Non c’è un posto esente da comportamenti razzisti anche inconsapevoli, la scuola, lo sport, la strada, un autobus . Gabriella Nobile, che di lavoro fa l’agente di fotografi e artisti, si confronta così con un’esperienza che le cambierà la vita e che è anche quella di altre famiglie alle prese con gli stessi problemi.

Decide di fondare “Mamme per la pelle”, un’associazione di madri italiane e straniere, adottive, biologiche o affidatarie, con lo scopo di tutelare i figli discriminati per le proprie origini. Nel 2018, dopo che la figlia le chiede:”Se vince lui mi rimandano in Africa?”  scrive una lettera aperta a Salvini, e nasce il libro I miei figli spiegati a un razzista. Nei racconti di Gabriella emerge il ritratto di un’Italia  con sacche di intolleranza alimentata anche  da politici di destra che cavalcano il disagio sociale. “Solo le nuove generazioni potranno innescare un cambiamento” scrive nel nuovo  libro sorpredente Coprimi le spalle  sui pregiudizi che  anche in Italia condizionano l’azione delle forze dell’ ordine con le persone di colore. Tante storie diverse di ragazzi e ragazze che vivono nel nostro paese, su fronti diversi che fanno lavori differenti, si sfiorano, ma non si conoscono e solo quando si scoprono, capiscono  che di diverso hanno solo il colore della pelle.

Come ricorda l’ex magistrato Gerardo Colombo nella prefazione del libro, il lavoro che possono svolgere le polizie per realizzare l’inclusività pilastro della nostra Costituzione è essenziale. Perché possano farlo c’è bisogno che anche noi si abbia  voglia di includere ”. Nasce così un corso pilota al quale parteciperanno 20 tra poliziotti e carabinieri insieme a 20  giovani di etnie diverse, grazie ad un accordo con la ministra Luciana Lamorgese e l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori. Interverranno Gherardo Colombo, il criminologo Roberto Cornelli, l’esperto di giustizia riparativa Adolfo Ceretti e da New York Myriam Roccatello  dell’International Center for Transitional Justice.

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