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Greta Thunberg: La Cop26 è un “fallimento… Due settimane di bla bla bla”

Da Glasgow nessuna buona notizia sul clima, la giovane attivista non crede nei leader e per Jacob Werksman a poco serviranno le limitazioni di emissioni CO2

La Cop26 è un fallimento” ha osato dire Greta Thunberg intervenendo a Glasgow, al termine della marcia di protesta contro il vertice sul clima. “Due settimane di bla, bla, bla in cui si celebra il ‘business as usual’“. In un tifo da stadio la folla applaudiva la giovane attivista. Ha rubato la scena ai potenti non appena è salita sul palco e ha aperto bocca. Con toni radicali e anticapitalisti ha accusato i leader di non fare nulla: “sembra che il loro obiettivo principale sia continuare a lottare per lo status quo… Non abbiamo bisogno di vuote promesse“, ha rincarato la giovane.

Alla COP26 i potenti ribadiscono la necessità di ascoltare “la chiamata dei giovani“, ma sembra che siano proprio i ragazzi a non avere più fiducia in loro e la stessa Greta lo ha confermato: “I nostri leader non hanno leadership“.

Giovani attivisti per il clima partecipano alle manifestazioni alla Conferenza sul clima COP26 a Glasgow, in Scozia (ONU/Laura Quiñones)

Anche da Jacob Werksman, capo-negoziatore per la Commissione europea alla Cop26 di Glasgow, nessuno buona notizia. In un briefing con la stampa durante la Conferenza sul clima, l’alto funzionario Ue ha smontato tutti i buoni propositi ammettendo che a poco serviranno le limitazioni nella crescita dei gas serra. “Gli eventi climatici estremi e la crescita del livello del mare probabilmente continueranno a verificarsi“.

La minaccia di eventi naturali estremi “è molto sentita” e “non solo in Paesi vulnerabili, come i piccoli Stati insulari e i Paesi meno sviluppati, ma anche in parte dell’Europa che ne ha subito le conseguenze“, ha ricordato Werksman. “Oltre a tagliare le emissioni”, l’accordo di Parigi del 2015 “prevedeva anche un’azione collettiva a sostegno di quelle comunità che stanno soffrendo di più l’impatto” delle catastrofi naturali.

Non si tratta di un regime di compensazione che fissa delle soglie di responsabilità da pagare” e “i negoziati ora in corso a Glasgow non dovrebbero deviare” da questo principio, ha sottolineato Werksman.

Stiamo cercando di garantire“, ha aggiunto, “che le molte agenzie internazionali messe in piedi per affrontare l’impatto di eventi significativi collegati al cambiamento climatico e altri disastri naturali abbiano il mandato e la capacità di farsi carico di compiti quali il sistema di allarme preventivo su eventi climatici estremi, piani di assicurazione per coprire quei danni che altrimenti verrebbero scaricati sul settore privato come i piccoli proprietari terrieri, piani per la gestione del rischio, assistenza nei disastri e sforzi di ricostruzione“.

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