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Intelligence ucraina shock: “Russia pronta a invaderci tra qualche settimana”

Truppe ammassate vicino al confine: Putin valuta l'attacco e Kiev chiede alla Casa Bianca un supporto militare incisivo. Per il Cremlino sono tesi “isteriche”

Il Presidente Russo Vladimir Putin - EPA/ALEXEY DRUZHINYN /RIA NOVOSTI / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Una massiccia invasione russa dell’Ucraina con raid aerei, artiglieria pesante e mezzi corazzati. È questo il clamoroso allarme lanciato dall’intelligence ucraina sulle colonne del Military Times. A firmarlo è stato il brigadier generale Kirilo Budanov, capo dell’agenzia d’intelligence del ministero della Difesa di Kiev, che si è spinto fino ad ipotizzare un orizzonte temporale per l’assalto russo: tra la fine di gennaio e i primi di febbraio del 2022. Ad opinione di Budanov, il Cremlino avrebbe ormai ammassato quasi 100.000 militari a ridosso del confine con l’Ucraina in vista di un prossimo attacco su vasta scala, che a detta dell’intelligence potrebbe consistere in “assalti aerei da est (nel Donbass), incursioni anfibie in prossimità di Odessa e Mariupol’ nonché un mini-sfondamento attraverso la Bielorussia”.

Si tratterebbe di una serie di manovre “di gran lunga più devastanti rispetto a quanto visto finora dal 2014”, a detta di Budanov, secondo il quale la priorità di Mosca finora è stata quella di fomentare l’instabilità politica di Kiev attraverso un combinato di soft power (disinformazione e fake news anti-governative) e hard power (concentrazione di truppe al confine, come avvenuto già lo scorso aprile).

Ad una conclusione simile era parso arrivare anche il ministro della Difesa ucraino Oleksij Reznikov, che lo scorso mercoledì, in visita ufficiale a Washington, aveva accusato Vladimir Putin di “giocare a scacchi” con l’Occidente e di star valutando un’invasione per finire quanto iniziato con l’annessione della Crimea del 2014. Sia Budanov che Reznikov hanno perciò chiesto alla Casa Bianca un supporto militare più incisivo.

Non si è fatta attendere la secca smentita del Cremlino: il portavoce Dmitrij Peskov ha definito le tesi ucraine “isteriche”, accusando Kiev di star orchestrando un’escalation artificiale solo per “risolvere i propri problemi con la forza, provocando un altro disastro per se stessa e il resto d’Europa.” Nella piccata filippica di Mosca è finita anche Washington, che negli scorsi giorni, attraverso il segretario alla Difesa Lloyd Austin, aveva espresso perplessità sui movimenti russi al confine e sulle reali intenzioni belliche del presidente russo. “Quelli che portano il loro esercito all’estero (il riferimento è alla presenza NATO/USA in Ucraina, Baltici e Mar Nero, nda) ci accusano di una insolita attività militare sul nostro territorio”, ha ironizzato Peskov, bollando l’atteggiamento statunitense come “non molto logico né granché decente”.

Nonostante il botta e risposta, gran parte degli esperti ritiene l’ipotesi di un’invasione russa dell’Ucraina altamente improbabile, quantomeno nel breve periodo. A maggior ragione se, come pare sostenere l’intelligence ucraina, questa dovrebbe addirittura interessare l’intero Paese est-europeo. I rischi insiti nella maxi-operazione russa sarebbero infatti molto superiori rispetto agli eventuali vantaggi, a partire dalla reazione internazionale alla più clamorosa violazione dello status quo europeo dalla seconda guerra mondiale, passando per le difficoltà operative di invadere un Paese grande quanto Germania e Regno Unito messi assieme. Anche laddove l’operazione si limitasse all’est ucraino, lacerato dalla guerra civile tra truppe di Kiev e indipendentisti filo-russi, la reazione del presidente Zelens’kyj potrebbe nondimeno dare il via a un effetto domino potenzialmente catastrofico.

Per questi motivi l’annuncio shock di Budanov potrebbe nascondere una finalità altra rispetto alla sola dimensione militare. Politicamente, a Kiev potrebbe servire a tenere alta la tensione e, magari forte di un più vigoroso sostegno politico-militare dell’Occidente, applicare/rinegoziare i finora pluriviolati protocolli di Minsk da una nuova posizione di forza. Nel caso russo, potrebbe voler ribadire a Kiev e all’Occidente che la Russia, forte di un esercito da superpotenza, non tollererà il benché minimo affronto, senza alcun timore di reagire anche esageratamente. Nonostante le rassicurazioni degli esperti, non è però la razionalità a scrivere le pagine più drammatiche della storia.

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