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Intesa Putin e Xi su Pechino 2022 e sui temi di politica internazionale

Nel terzo incontro i due leader hanno discusso anche dell'allargamento della Nato a est e delle alleanze nell'indo-Pacifico, che escludono Cina e Russia

Il presidente cinese Xi Jinping (a destra) stringe la mano al presidente russo Vladimir Putin (a sinistra), durante un incontro a margine dell'undicesimo vertice BRICS a Brasilia, il 13 novembre 2019. ANSA/RAMIL SITDIKOV / SPUTNIK / PISCINA DEL CREMLIN /

Il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente russo, Vladimir Putin, rafforzano l’intesa di Russia e Cina in vista delle Olimpiadi di Pechino 2022 e sui grandi temi della politica internazionale, tra cui l’allargamento della Nato a est e le nuove alleanze guidate dagli Stati Uniti nella regione dell’Asia-Pacifico.

Nel terzo incontro in video dall’inizio dell’anno, il leader del Cremlino ha confermato la sua presenza alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022, colpite dal boicottaggio diplomatico di Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Canada, in protesta per le violazioni di Pechino ai diritti umani.

“Caro amico, sono molto felice di vederti”, ha dichiarato Putin in apertura del summit in video-conferenza.

“Potremo finalmente incontrarci di persona a febbraio e in quell’occasione svolgere un negoziato”. Una conferma, la prima di un leader straniero alle Olimpiadi Invernali di Pechino, accolta con apprezzamento da Xi, che si è detto impaziente dell’incontro e disposto a lavorare con il leader russo per “aprire insieme un nuovo capitolo nelle relazioni sino-russe nel periodo post-pandemia”.

I rapporti tra Russia e Cina si sono ulteriormente rafforzati nel corso dell’ultimo anno, che ha visto Mosca e Pechino bersaglio dell’Occidente, e rafforzare l’intesa bilaterale con l’estensione del Trattato di Buon Vicinato, Amicizia e Cooperazione, siglato per la prima volta nel 2001: nel mirino ci sono l’accumulo di truppe di Mosca al confine con l’Ucraina e le violazioni dei diritti umani commesse dalla Cina ai danni dell’etnia uigura nello Xinjiang.

Le critiche non sembrano scalfire le relazioni bilaterali, definite da Putin “un modello delle relazioni tra Stati nel ventunesimo secolo”.

Pechino e Mosca, gli ha fatto eco Xi, sono “pilastri della pratica del vero multilateralismo”: Cina e Russia “hanno resistito alla prova di varie tempeste e dimostrato nuova vitalità” e Pechino è disposta a mettere in atto “nuovi piani di cooperazione” con Mosca, con cui gli scambi hanno superato per la prima volta i cento miliardi di dollari, nei primi tre trimestri del 2021.

I colloqui sono stati “altamente positivi”, ha dichiarato il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, parlando ai giornalisti al termine del vertice, durato un’ora e mezzo: è stata una conversazione tra “due amici”, ha detto.

Archiviata l’intesa sulle relazioni bilaterali, i due leader hanno affrontato anche i temi dell’agenda internazionale, e in particolare l’allargamento della Nato a est e le nuove alleanze nella regione dell’Asia-Pacifico, che escludono Cina e Russia.

Putin ha incassato il sostegno di Xi sulla richiesta presentata a Washington di “garanzie legali di sicurezza” che gli Stati Uniti dovrebbero dare alla Russia sull’allargamento della Nato a Est e il dispiegamento di armamenti in Ucraina e nei Paesi limitrofi alla Federazione Russa.

Entrambi i leader hanno poi espresso un “giudizio negativo” sulla creazione di “nuove alleanze” che mirano a contenere l’espansionismo di Pechino, come il Quad – che comprende Stati Uniti, Giappone, Australia e India – e l’alleanza trilaterale di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia, l’Aukus, annunciata a settembre scorso.

L’intesa di Russia e Cina passa anche attraverso le relazioni economico-finanziarie, compreso il tema delle valute digitali, e il contrasto al Covid-19, con l’apprezzamento di Mosca per la produzione dei vaccini Sputnik in Cina, per un totale di circa 150 milioni di dosi all’anno.

Putin e Xi hanno discusso di una “infrastruttura finanziaria indipendente” per le operazioni commerciali dei due Paesi, ha detto Ushakov, e i due leader “si sono espressi a favore dell’aumento della quota delle valute nazionali negli accordi reciproci”, ha proseguito il consigliere diplomatico di Putin, “per estendere la cooperazione e garantire agli investitori russi e cinesi l’accesso ai reciproci mercati azionari”. (agi)

 

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