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Elezioni in Cile, al ballottaggio vince la sinistra di Gabriel Boric: millennial al potere

Con il 56% dei voti, il deputato batte lo sfidante di destra Kast e diventa il più giovane presidente della storia cilena: ma il suo percorso sarà in salita

Boric festeggia a Santiago con una folla di sostenitori (Twitter @gabrielboric)

Il socialista Gabriel Boric, ex leader della protesta studentesca, sarà il prossimo presidente del Cile, il più giovane della storia del Paese. Il deputato 35enne è stato scelto dal 55,87% degli elettori, sconfiggendo al ballottaggio lo sfidante di destra José Antonio Kast (44,13%). Molto alta l’affluenza: 56%, il dato maggiore dal 2012, che ha di fatto ribaltato il verdetto del primo turno.

Il successo è divenuto chiaro già nella mattinata di domenica, spingendo Kast a congratularsi in anticipo con l’avversario: “Da oggi è il presidente-eletto del Cile e merita tutto il nostro rispetto e la collaborazione costituzionale“, ha twittato il leader della destra. Il vincitore Boric, rivolgendosi alla cospicua folla scesa per strada nella capitale Santiago, ha ringraziato il popolo cileno per “aver onorato il loro impegno per la democrazia“. Un tweet di congratulazioni è arrivato anche dal presidente uscente Sebastián Piñera, che ha sottolineato come il Paese intero “abbia fornito un esempio di democrazia“.

Boric ha potuto contare sul sostegno di una coalizione di sinistra formata dai progressisti di Convergencia Social (di cui Boric è co-fondatore) e dal Partito Comunista cileno. Il suo sfidante, Kast, si è invece candidato nelle file del Fronte Sociale Cristiano, una formazione conservatrice e nazionalista. Al primo turno del 21 novembre, la destra era arrivata davanti di quasi 150.000 voti (27,91%) rispetto ai socialisti (25,82%). Al ballottaggio, però, il quadro è stato completamente stravolto da un aumento esponenziale dell’affluenza, passata dal 47,33% di novembre al 55,65% della scorsa settimana. Più di un milione di astensionisti si è recato alle urne, molti dei quali a favore di Boric.

A motivare l’elettorato non solo gli impegni di Boric su sicurezza, aborto legale e riforme economiche. Ha avuto peso anche la personalità controversa di Kast, un nazionalista cattolico ultraconservatore che in passato ha difeso l’operato di Augusto Pinochet. In campagna elettorale, Kast ha ripetutamente smentito di essere un nostalgico del generale. Tuttavia, ha contemporaneamente dovuto far fronte a un’altra polemica, tutta familiare: pare infatti che il padre di Kast, un tedesco emigrato in Sud America nella metà del Novecento, si sarebbe iscritto al Partito nazista hitleriano all’età di 18 anni. A votare in massa per Boric sono stati su tutti giovani e donne, queste ultime anche a causa della propaganda anti-aborto di Kast.

Dall’11 marzo, data del giuramento, per Boric inizierà la sfida più grande: tradurre un programma politico ambizioso in azioni concrete. Non sarà facile, dato che la coalizione del neo-presidente potrà contare su soli 37 seggi su 155 alla Camera dei deputati, e una parità perfetta con la destra al Senato (25-25). Tra gli obiettivi della sua presidenza, come nota l’Economist, ci sono l’aumento delle tasse per i più ricchi, la riduzione della settimana lavorativa da 45 a 40 ore, il rialzo del salario minimo, la tutela del diritto ad abortire, l’abolizione dei fondi pensione privati e la creazione di un sistema sanitario universale sul modello europeo.

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