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New York ha il suo nuovo sindaco: Eric Adams ha giurato a Times Square

Ex capitano del NYPD nativo di Brooklyn, il primo cittadino è il secondo afro americano alla Gracie Mansion dopo David Dinkins. Priorità sicurezza e salute

Eric Adams is sworn in as mayor in Times Square (Twitter, @nycgov)

Eric Leroy Adams è ufficialmente il nuovo sindaco della città di New York. L’ex capitano di polizia ha giurato come 110° primo cittadino della Grande Mela (secondo afroamericano dopo David Dinkins) davanti a circa 15.000 astanti a Times Square, pochi secondi dopo i festeggiamenti per il nuovo anno.

A salire sul palco insieme a lui anche supporters, familiari e la compagna Tracey, che hanno assistito entusiasti alla proclamazione di Adams davanti alla giudice associata della Corte suprema newyorkese Sylvia O. Hinds-Radix. In un gesto dall’alto valore simbolico, mentre la mano sinistra di Adams giurava sulla Bibbia di famiglia tenuta dal figlio Jordan, quella destra sorreggeva un quadro della defunta madre Dorothy.

New York is back!“, ha urlato l’amministratore cittadino alla folla di turisti e newyorkesi, tutti rigorosamente vaccinati e con mascherina come da disposizioni sanitarie.

Nato nel quartiere popolare di Brownsville, est di Brooklyn, Adams è figlio di due immigrati neri trasferitisi a New York dall’Alabama negli anni ’50. Dopo un’infanzia non particolarmente agiata trascorsa in un appartamento malandato di Bushwick, i doppi turni della madre riuscirono a far traslocare la famiglia nel Queens, dove Adams ha trascorso gran parte della sua vita (assumendo il tipico accento locale).

L’adolescenza non si rivelò molto più semplice per il giovane Eric: entrato in una gang di strada (i 7-Crowns), Adams passò qualche giorno in un centro di detenzione minorile, dopo essere stato percosso da alcuni agenti. Il trauma di quei giorni, assieme al provvidenziale incontro con un poliziotto nero (uno dei suoi due mentori, assieme a un pastore cristiano), lo ispirò a passare dall’altra parte della barricata per entrare in polizia, con l’obiettivo di cambiarla dall’interno.

Due decenni di onorato servizio per il NYPD, e un grado di capitano più tardi, ora il suo obiettivo è cambiare anche City Hall. Non sarà facile, dato che si troverà a fare i conti con una città colpita da più crisi. Quella sanitaria, dovuta all’impennata di casi Omicron; quella lavorativa, che vede un tasso di disoccupazione al 9,4%, molto superiore alla media nazionale. Ma soprattutto la crisi più avvertita, quella della sicurezza.

Dall’inizio del 2020 New York sembra infatti essere tornata indietro nel tempo: il 2021 si è chiuso con ben 479 omicidi, più di uno al giorno, un decimo dei quali solo nell’ultimo mese. Una media che rimane di poco inferiore al 2011 (515), ma è sensibilmente superiore all’ultimo anno pre-Covid (319 nel 2019). Incrementi analoghi si sono verificati anche con riferimento ad accoltellamenti, sparatorie e altri crimini violenti.

La scena del crimine vicino alla 123 Strada e Amsterdam (Foto di Terry W. Sanders)

Gran parte della fiducia della cittadinanza nell’ex poliziotto Adams deriva anche dalla promessa di ristabilire law and order nei cinque boroughs. Per la prima volta nella storia della città, ad occuparsene saranno non uno ma ben due afroamericani: ad affiancare il sindaco nella prevenzione del crimine cittadino ci sarà infatti la prima donna nera a capo del NYPD, Keechant Sewell. Parola d’ordine: rispetto per le minoranze, stop alle discriminazioni, ma nessuna immunità per i facinorosi.

Che Adams non intenda scendere a troppi compromessi sul tema-sicurezza lo dimostra lo scontro con il capo dei Black Lives Matter, Hawk Newsome. “Ci saranno rivolte. Ci sarà fuoco. E ci saranno spargimenti di sangue“, aveva promesso Newsome lo scorso novembre riferendosi alla promessa di Adams di ripristinare la controversa anti-gun unit del NYPD. Laconica la risposta dell’inquilino in pectore di Gracie Mansion, a inizio dicembre: “Non ci arrenderemo a coloro che dicono: ‘Bruceremo New York’. Non nella mia città.” Una politica del pugno di ferro che gli è valsa il plauso della componente repubblicana del Senato newyorkese, peraltro assai critica nei confronti dell’ex sindaco dem De Blasio.

Come De Blasio, anche Adams è un democratico convinto (dopo una breve militanza repubblicana tra 1997 e 2001). Tuttavia, l’ampia base elettorale che lo ha scelto include anche molti newyorkesi che in passato hanno votato per Bloomberg e Rudy Giuliani. Le grandi aspettative bipartisan riposte su Adams non sembrano però intimorirlo. Poco prima di giurare, il neo-sindaco si è detto fiducioso sul futuro: “Fidatevi di me, siamo pronti per un grande ritorno perché questa è New York“. Il grosso comincia adesso.

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