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Donne e mediazione nei conflitti, il debutto di Zappia in Consiglio di Sicurezza

L'ambasciatrice dell’Italia all’ONU per la prima volta in Consiglio nell'open debate su pace e sicurezza, a cui ha partecipato anche Antonio Guterres

Mariangela Zappia (Photo Credits: Permanent Mission of Italy at the UN).

Nell'open debate del Consiglio di Sicurezza in tema di mantenimento di pace e sicurezza e prevenzione dei conflitti è intervenuta anche l'ambasciatrice italiana all'ONU Mariangela Zappia. Che si è focalizzata, tra le altre cose, sull'importante ruolo delle donne nella mediazione e nella diplomazia della pace

Già nel suo discorso di insediamento, il segretario generale Antonio Guterres aveva sottolineato che “troppo tempo e troppe risorse vengono spesi per affrontare le crisi piuttosto che prevenirle”. E oggi, a circa 1 anno e mezzo di distanza, al Consiglio di Sicurezza il Segretario Generale ha ribadito quella che per lui è una priorità: lavorare sulla diplomazia della pace. “Come ho fortemente sottolineato in passato, dobbiamo fare della prevenzione la nostra priorità. Ma la prevenzione richiede anche investimenti nella mediazione, nel peacebuilding e nello sviluppo sostenibile”, ha detto il Segretario.

Il dibattito tenuto in Consiglio di Sicurezza ONU ha visto peraltro il debutto in quella sede della nuova rappresentante permanente dell’Italia alle Nazioni Unite, Mariangela Zappia, che ha osservato, parlando dell’importanza della prevenzione dei conflitti, come “tra tutti gli strumenti a nostra disposizione, la mediazione è una chiave”, in quanto “non è solo un modo per superare le crisi: è anche un’occasione per rinvigorire le forze positive di un Paese, promuovere dialogo e inclusione, e, in ultima istanza, eliminare le cause originarie dei conflitti”.

L’Ambasciatrice ha poi chiesto che il Consiglio di Sicurezza utilizzi più spesso il formato del meeting informale “per discutere di questioni che, pur non essendo formalmente in agenda, meritano la sua attenzione”.

Zappia ha anche sottolineato il ruolo proattivo delle Nazioni Unite nella diplomazia della pace in diverse parti del mondo: dalla Libia, al Corno d’Africa fino alla Colombia. L’Italia, ha poi aggiunto, come donatore dello United Nations Department of Political Affairs, ha significativamente aumentato il proprio contributo a supporto delle attività di mediazione, e presto assicurerà ulteriori fondi. L’Ambasciatrice, prima donna a rappresentare l’Italia sui più alti tavoli della diplomazia internazionale, ha dato particolare rilievo al tema dell’inclusione delle donne e alle prospettive di genere nei processi di pace, temi sui quali Roma ha dato il proprio contributo partecipando a iniziative quali UN WOMEN e UNDP.

L’Italia “ritiene prioritario assicurare la piena e attiva partecipazione delle donne nella prevenzione dei conflitti, nella loro gestione e risoluzione e nelle iniziative post-conflitto. Questa è stata una priorità del nostro mandato in Consiglio di Sicurezza ed è una questione chiave ora che stiamo promuovendo la nostra candidatura allo Human Rights Council per il 2019-2020”, ha spiegato l’Ambasciatrice. Ricordando come, peraltro, il nostro Paese abbia lanciato il “Mediterranean Women Mediators Network” proprio al fine di “promuovere una significativa partecipazione delle donne nei processi di pace nella regione del Mediterraneo”.

Un impegno, quello a favore dell’empowerment femminile anche nella mediazione e nei processi di pace, che l’Ambasciatrice presumibilmente continuerà a promuovere nel corso di tutto il suo mandato.

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