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Mariangela Zappia: Lo stile di vita italiano? Riflesso concreto della concezione di felicità

Presentato il “World Happiness Report” del Sustainable Development Solutions Network di Jeffrey Sachs in partnership con Fondazione Ernesto Illy

L'ambasciatrice Mariangela Zappia (credit: Missione Italiana all'ONU).

Nella top ten del rapporto si trovano come da tradizione i Paesi del Nord Europa, già premiati negli scorsi anni: al primo posto la Finlandia, seguita da Danimarca, Norvegia, Islanda, Olanda, Svizzera, Svezia. La classifica prosegue con Nuova Zelanda, Canada e Austria. L’Italia è al 36esimo posto, in netta risalita rispetto al 47esimo posto dello scorso anno

“La felicità e il benessere delle persone rappresentano il fine ultimo e la missione di ogni società e governo. Il Rapporto sulla Felicità Globale che presentiamo oggi, oltre ad essere un esempio positivo di collaborazione tra mondo accademico e settore privato, è uno strumento per fare il punto su dove siamo ed individuare nuove soluzioni. L’Agenda 2030 offre la cornice di riferimento più onnicomprensiva per conseguire questo obiettivo coniugando le dimensioni sociale, economica, politica e ambientale della vita individuale e collettiva.” Così l’Ambasciatrice Mariangela Zappia, Rappresentante Permanente italiana presso le Nazioni Unite a New York, ha introdotto ieri l’evento di presentazione del “World Happiness Report”, un’iniziativa del “Sustainable Development Solutions Network” della Columbia University, guidato da Jeffrey Sachs, e sostenuta dalla Fondazione Ernesto Illy, presieduta da Andrea Illy, entrambi intervenuti.

“Possiamo considerare la felicità come un prodotto della combinazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Le politiche pubbliche devono tener conto in maniera coerente di tutti i fattori sociali, economici ed ambientali che incidono sul benessere della persona. Si tratta di un cambio di prospettiva fondamentale, culturale e politico. L’Italia è stata tra i primi paesi ad adottare questo paradigma, integrando nella sua programmazione finanziaria dodici indicatori correlati al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.”

“Lo stile di vita italiano, combinando difesa dei diritti e delle libertà fondamentali – pilastro del nostro ordinamento – con un patrimonio di arte e cultura e con stili di vita equilibrati e diete salutari propri della nostra tradizione e del nostro rapporto con il territorio, riflette in modo concreto la concezione di felicità cui dobbiamo fare riferimento. È sulla promozione di questi principi che si fonda anche il nostro impegno anche alle Nazioni Unite.” Sottolineando il concetto di equilibrio, l’Ambasciatrice ha citato Gandhi affermando come la felicità si esprima nella piena armonia tra cosa si pensa, cosa si dice e cosa si fa.

Dal 2012, anno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Mondiale della Felicità, il “World Happiness Report” offre ogni anno un’analisi dei livelli globali di felicità. Il Rapporto viene redatto da un gruppo di esperti indipendenti che stilano una graduatoria di 156 paesi sulla base di una serie di sondaggi ed indicatori di benessere. Il Rapporto di quest’anno esplora il nesso tra felicità, socialità e nuove tecnologie digitali. Nella top ten del rapporto si trovano come da tradizione i Paesi del Nord Europa, già premiati negli scorsi anni: al primo posto la Finlandia, seguita da Danimarca, Norvegia, Islanda, Olanda, Svizzera, Svezia. La classifica prosegue con Nuova Zelanda, Canada e Austria. L’Italia è al 36esimo posto, in netta risalita rispetto al 47esimo posto dello scorso anno.

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