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L’OMS guida il cambiamento nei diritti dei transessuali

L'organizzazione ha depennato quello che era conosciuto come “disturbo dell’identità di genere” dalla Classificazione Internazionale delle Malattie

Photo/World Health Organization

Secondo Lale Say, Coordinatore del Dipartimento di Sanità e Ricerca Riproduttiva, questa riclassificazione “ridurrà lo stigma” mentre allo stesso tempo garantira’ “l’accesso ai servizi sanitari necessari” alle persone transessuali. La discrimazione, infatti, e’ la maggior barriera all’accesso a servizi preventivi, test per HIV e AIDS, trattamento e cure per i transessuali. Secondo uno studio condotto da NPR, dalla Fondazione Robert Wood Johnson, e dalla Scuola di Sanita’ Pubblica T.H. Chan dell’Universita’ di Harvard, negli Stati Uniti “quasi un quarto [delle persone transessuali] affermano di aver evitato dottori o cure mediche per timore di essere discriminati (22%), e il 31% afferma di non avere un medico primario o accesso a cure regolari.” In molti paesi, il numero di persone transessuali che evitano o sono negati accesso ai servizi sanitari è ancora più alto

Il 25 Maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha approvato una risoluzione che rappresenta una grande vittoria per i diritti dei transessuali: quello che era conosciuto come “disturbo dell’identità di genere” venne rimosso dalla Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11) e riclassificato come “incongruenza di genere.” Quello che in realta’ questa risoluzione significa e’ che finalmente viene riconosciuto che essere transessuale non e’ una malattia o disordine mentale.

L’incongruenza di genere puo’ essere descritta come un senso di angoscia o ansia quando l’identita’ di genere di un individuo è in conflitto con il sesso assegnato alla nascita.

Secondo Lale Say, Coordinatore del Dipartimento di Sanità e Ricerca Riproduttiva, questa riclassificazione “ridurrà lo stigma” mentre allo stesso tempo garantira’ “l’accesso ai servizi sanitari necessari” alle persone transessuali. La discrimazione, infatti, e’ la maggior barriera all’accesso a servizi preventivi, test per HIV e AIDS, trattamento e cure per i transessuali. Secondo uno studio condotto da NPR, dalla Fondazione Robert Wood Johnson, e dalla Scuola di Sanita’ Pubblica T.H. Chan dell’Universita’ di Harvard, negli Stati Uniti “quasi un quarto [delle persone transessuali] affermano di aver evitato dottori o cure mediche per timore di essere discriminati (22%), e il 31% afferma di non avere un medico primario o accesso a cure regolari.” In molti paesi, il numero di persone transessuali che evitano o sono negati accesso ai servizi sanitari è ancora più alto.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno applaudito alla “grande svolta” e hanno chiamato gli altri paesi a seguire l’esempio della WHO, riguardare la propria classificazione medica e prendere importanti misure proattive per de-stigmatizzare le persone transessuali. Come hanno osservato gli esperti, negare l’esistenza della diversita’ o di scelte di vita “porta alla violenza, inclusi i cosiddetti “stupri correttivi” e “terapie di conversione”, e ad altri trattamenti forzati, obbligati, o altrimenti involontari e procedure per “normalizzare” l’attrazione sessuale o i corpi umani.” Infatti, secondo Human Rights Campaign, nel 2018 26 persone transessuali vennero assassinate a causa della loro identita’ sessuale. In altri casi, lo status di transessuale ha sottoposto persone ad altri tipi di rischi, come disoccupazione forzata, poverta’, vagabondaggio, e/o schiavitu’.

“E’ tempo per il mondo di riconoscere e celebrare la ricca diversita’ della natura umana”, concludono gli esperti delle Nazioni Unite. Possiamo sperare che i leader di molti altri paesi echeggino quest’affermazione e promuovano una societa’ inclusiva di tutti i generi umani.

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