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Nell’anniversario della “notte dei lunghi coltelli”, Guterres attacca l’antisemitismo

Al Museum of Jewish Heritage di New York il Segretario Generale dell'ONU ha pronunciato un discorso sul pericolo dell'intolleranza e razzismo

Robert van Pelt (left), Chief Curator of the Museum of Jewish Heritage, speaks with Secretary-General António Guterres (second from right), and Danny Danon, Permanent Representative of Israel to the United Nations, as they visit the Museum of Jewish Heritage - A Living Memorial to the Holocaust, on the occasion of the commemoration of the 81st Anniversary of Kristallnacht. (UN Photo/Evan Schneider)

La “Notte dei lunghi coltelli” é stata “the night of broken lives, broken families, broken societies, broken dreams”  (la notte delle vite spezzate, della famiglie spezzate, delle società spezzate, dei sogni infranti).

António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha tenuto a New York un discorso il 7 Novembre in memoria dell’ottantunesimo anniversario del pogrom nazista passato alla storia come la “Notte dei lunghi coltelli”. Presso il Museum of Jewish Heritage, Guterres ha affrontato un argomento tanto pericoloso per i fondamenti della democrazia e dei diritti umani quanto presente: l’antisemitismo e l’intolleranza. 

Il segretario delle Nazioni Unite invocava alla tolleranza e al rispetto reciproco, proprio nelle stesse ore in cui l’Italia subiva un’ondata di odio e antisemitismo. La senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio di Dachau, in questi giorni affronta attacchi e minacce quotidiane come donna e soprattutto come ebrea. 

Nel suo discorso, Guterres ha fatto un appello forte, cui punto focale é stato l’educazione delle generazioni future contro ogni forma di discriminazione: “Le persone non sono nate per odiare; l’intolleranza s’impara e quindi si può prevenire e disimparare”  ha detto il segretario generale dell’ONU.

Il tema della discriminazione contro l’antisemistimo e l’odio razziale preoccupa molto i protagonisti della politica internazionale. La diffusione di internet ha inoltre incrementato il fenomeno di intolleranza, dimostrandosi per Guterres un “boon for bigotry and violent misogyny” (un beneficio per il bigottismo e la misoginia violenta). 

Durante la commemorazione dei terribili eventi avuti luogo nel Novembre 1938 nella Germania nazista e dei morti poi scaturiti dall’odio razziale durante l’Olocausto, Guterres ha voluto sottolineare come la minaccia antisemita sia più che presente. Il sentimento di intolleranza che ha spaccato il mondo durante la Seconda Guerra Mondiale si ripresenta oggi, con “il risorgere negli slogan e simboli nazisti, e la crescente minaccia dei gruppi di suprematisti bianchi e di altre forme di intolleranza”.  Il segretario generale ha poi continuato appellandosi all’importanza di una “continued vigilance,” ripresa dalle stesse Nazioni Unite e dal piano di azione lanciato recentemente per affrontare temi come l’odio razziale, hate speech e discriminazione in generale.

Il discorso tenuto da António Guterres ha portato al centro dell’attenzione uno dei punti focali che minano alla costruzione di società democratiche fondate sul rispetto dei diritti umani. La “Notte dei lunghi coltelli” é stata “the night of broken lives, broken families, broken societies, broken dreams”  (la notte delle vite spezzate, della famiglie spezzate, delle società spezzate, dei sogni infranti).

L’intervento di Guterres a New York avviene proprio quando in Italia si teme il risorgere del razzismo antisemita. Mentre lo stesso Segretario Generale ricordava i recenti attacchi antisemiti come quello avvenuto in Germania il giorno di Yom Kippur e il risveglio di movimenti neonazisti, egli indicava nel futuro dell’educazione e istruzione delle giovani generazioni l’unica strada per evitare le tragedie del passato. 

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