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Libia: la pace resta un miraggio per le violazioni sull’embargo delle armi

Le discussioni sulla crisi libica continuano a Ginevra, dove Ghassan Salamè però denuncia la violazione dell'embargo d'armi e molto altro

UN Photo/Violaine Martin Ghassan Salamé, informa la stampa nella riunione della commissione mista libica 5 + 5, a Ginevra.

Il rappresentante speciale del Segretario Generale e Capo della Missione di Supporto ONU in Libia Ghassan Salamé  ha confermato ai reporter della sede dell’ONU a Ginevra l’attacco dello scorso martedì nel porto di Tripoli. “Finche queste violazioni sono frequenti, è molto, molto difficile pensare a trattative silenziose tra le due parti su una delle tre tacce che stiamo cercando di portare avanti”.

L’inviato delle Nazioni Unite, che sta facilitando le discussioni delle parti della Commissione militare congiunta libica, i cosiddetti colloqui 5+5, ha aggiunto che l’embargo sulle armi in Libia ha continuato ad essere violato. Dallo scorso aprile, il Governo di Accordo Nazionale riconosciuto dall’ONU, con base la capitale, è stato coinvolto in conflitti con l’Esercito Nazionale Libico. La Commissione è composta di cinque delegati nominati da ciascuna parte. Salame ha fatto un appello per un approccio aperto da entrambe le parti. Ha insistito sulla necessità di fare delle concessioni riguardanti il ritorno degli ex combattenti nelle loro comunità. Nello specifico, ciò ha comportato la scelta del tipo di monitoraggio militare necessario, chi lo avrebbe fatto e se sarebbero stati armati o disarmati.

Ulteriori domande includono: decidere cosa fare con la grande quantità di armi pesanti in Libia, cosa dovrebbe accadere ai combattenti non regolari e chi dovrebbe essere responsabile delle forze di polizia. Le risposte dettagliate a queste domande sono state su come la tregua potesse essere tradotta in un cessate il fuoco duraturo, ha affermato Salamé.

 

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