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Giovani futuri diplomatici crescono: gli “Studenti Ambasciatori” e il futuro dell’ONU

Pubblichiamo gli interventi testimonianza di tre studentesse italiane del programma IDA che in questi giorni è a New York al Palazzo di Vetro

di Vanessa Corti, Azzurra Nardulli e Martina Della Putta

L'apertura dei lavori mercoledì all'Assemblea Generale dell'ONU

“Future We Want Model United Nations: A Global Initiative for Young Leaders” (FWWMUN). Tale simulazione riproduce integralmente la struttura e le modalità di negoziazione delle Nazioni Unite e richiama oltre 2500 studenti provenienti da più di 130 Paesi del mondo. Si tratta dell’unica simulazione ONU incentrata sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e l’Agenda 2030

L’Italian Diplomatic Academy (IDA) organizza il programma “Studenti Ambasciatori alle Nazioni Unite”. Quest’ultimo prevede la partecipazione degli studenti italiani ad un percorso di formazione in Italia, della durata di tre mesi, presieduto da docenti universitari, esperti nazionali e internazionali delle tematiche trattate, in preparazione alla partecipazione ad una simulazione dei meccanismi di funzionamento delle Nazioni Unite, che si svolge in questi giorni a New York e intitolata “Future We Want Model United Nations: A Global Initiative for Young Leaders” (FWWMUN).

Mercoledì 19 febbraio sono iniziati lavori presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la conferenza IDA@UN. UN: A Message for Young Leaders. Sono intervenuti: Vladimír Dzuro (detective, Interpol Praga) Henk-Jan Brinkman (economista olandese) e Giovanni Tartaglia Polcini (Magistrato, Consigliere Giuridico del Ministero degli Affari Esteri, docente Universitario di Diritto e Legislazione antimafia). Le tematiche presentate sono state di varia natura, “Multilateralism in action” a cura di Vladimir Dzuro; Gioventù, la pace e la sicurezza a cura di Henk-Jan Brinkman e L’importanza delle norme di legge e del principio di legalità con il Magistrato Giovanni Tartaglia Polcini.

Di seguito le testimonianze di tre studentesse che partecipano al programma.

 

 

OCCASIONE UNICA PER METTERMI IN GIOCO E AMPLIARE LA MIA VISIONE DEL MONDO

di Corti Vanessa

Studenti Ambasciatori alle Nazioni Unite é un progetto proposto ai ragazzi che frequentano il liceo o l’università provenienti da tutto il mondo che potranno accrescere le proprie conoscenze in ambito della lingua inglese approfondendo l’ambito diplomatico. Il tutto si svolge nell’arco di otto giorni divisi tra assemblee, tempo libero e visite guidate. É un’ occasione unica non solo perché offre la possibilità di approfondire le problematiche dei paesi che aderiscono all’ONU cercando una soluzione, ma anche perché permette ai partecipanti di visitare New York City. Ho grande aspettative, incontrerò persone provenienti da tutto il mondo, esercitando il mio inglese, simulando il lavoro degli Ambasciatori: elettrizzante! 

La preparazione é stata impegnativa e richiedeva un impegno costante, soprattutto per la scelta di frequentare il corso in sede durante il periodo scolastico ma grazie alle spiegazioni dei tutor e alle prove di simulazione svolte hanno permesso una migliore chiarezza sullo svolgimento dell’attività. Aver avuto la possibilità di partecipare mi permetterà di uscire dalla mia comfort zone e vincere la mia timidezza: una parte del mio carattere che spesso mi frena dall’esprimere le mie opinioni, specialmente in pubblico. Ho voglia di mettermi in gioco, di trovare una soluzione che possa permettere di migliorare il mio Paese, di conoscere persone in grado di ampliare la mia visione del mondo, visitare New York ma soprattutto di sfidare le mie possibilità di apprendimento. Studenti Ambasciatori alle Nazioni Unite é un modo per conoscere il funzionamento di un organismo internazionale quale l’ONU ma anche un’occasione per sfidare se stessi e dare il proprio meglio nell’approfondimento e nella risoluzione di problemi e situazioni di attualità che interessano tutti i Paesi del mondo; non é un’esperienza di solo diletto ma richiede serietà, voglia di fare e la consapevolezza di star interpretando il ruolo di ambasciatore.

 

LA DIPLOMAZIA COME L’INSALATA: BISOGNA SAPER QUANTO OLIO MESCOLARE COL PROPRIO ACETO  

di Azzurra Nardulli

Ma sappiamo davvero cosa significa essere un diplomatico? Vi siete mai chiesti cosa fa un diplomatico e soprattutto chi è?

Io non lo sapevo proprio come voi, ma ho scoperto chi è, cosa fa, come approccia un problema, come lo risolve e a cosa pensa.

Tutto questo non per informazioni prese da un sito o dopo aver fatto ricerche, ma mettendomi nei suoi panni: sono  diventata lui, ho rappresentato il suo paese e ho agito come avrebbe fatto lui, tutto questo a Roma confrontandomi con altri ragazzi di tutta Italia che anch’essi rivestivano i panni di un ambasciatore.

Da qui ho capito chi volevo essere e cosa volevo fare e come volevo farlo.

Grazie ad IDA quest’ anno rivestirò i suoi panni a New York al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, dove si tiene una delle più grandi assemblee a livello mondiale, dove ragazzi come me da tutto il mondo rappresenteranno un ambasciatore e il proprio paese, tutto ciò si terrà proprio dove i diplomatici fanno il loro lavoro. 

Vi siete chiesti il perché di questo titolo? Ho iniziato con questa frase di Oscar Wilde proprio perché penso che quando non conosci qualcosa crei sopra di esso vari tabu. E credo si addica molto alla figura di diplomatico, semplicemente perché secondo me, un diplomatico deve essere razionale e deve saper usare bene le sue carte.

Da questa esperienza spero di poter ampliare le mie conoscenze essendo a contatto con ragazzi provenienti da tutto il mondo e rivestire al meglio i panni di un ambasciatore, cosa non facile poiché dietro il loro lavoro c’è il frutto di anni di studio.  Sono sicura di  imparare molto da questa esperienza che consiglierei di fare a tutti perché io ho capito da essa che in futuro voglio “saper fare una buona insalata”

 

UNO SU MILLE DEVE FARCELA: MI SENTO RESPONSABILE DEL FUTURO DELLA NOSTRA GENERAZIONE

di Martina Della Putta

Questo è il titolo che rubo dal bagaglio di viaggio di Gianni Morandi ogni volta che penso al mio viaggio. Si, lo definirei proprio un viaggio alla ricerca di sensazioni, visioni, profumi, culture, storie, che andrò a vivere in questo periodo.
Potrei essere più precisa però, non uno su mille ma 0,193 su 193 ce la fa.

Sembra quasi un problema di matematica, pieno di numeri, in realtà sono solo le speranze, le aspettative e il lavoro di 193 Stati che vengono rappresentati da due delegati, all’interno del famoso e prestigioso Palazzo di Vetro. E’ in questa sede che noi ragazzi andremo a negoziare, discutere e trattare temi attuali di carattere politico, etnico e culturale.

Un sogno che si realizza, l’indipendenza, ma soprattutto l’intraprendenza mista alla folle presunzione di trattare temi lontani dalla nostra quotidianità. Incontrare nuove realtà è per me uno stimolo per conoscere ed esplorare scenari a me sconosciuti, che andranno ad arricchire il mio bagaglio culturale.

Per prepararci al meglio a questo viaggio d’istruzione abbiamo frequentato le lezioni tenute dal progetto: ”Studenti Ambasciatori alle Nazioni Unite”, organizzato da Italian Diplomatic Academy.  Un corso riguardante i pilastri fondamentali della nostra società: diritti umani, geopolitica, obiettivi del Nuovo Millennio, regole procedurali e protocolli comportamentali.
Mi aspetto che quest’esperienza mi arricchisca nella stessa misura in cui io riuscirò ad apportare valore e conoscenza alle persone con cui mi relazionerò giorno per giorno. Mi auguro di trovare un mondo “materno”, capace di accogliere, aiutare e spronare ad una crescita congiunta le diverse realtà degli Stati da noi rappresentati.

Mi sento responsabile di questo futuro, in quanto appartenente alla nuova generazione, che dovrà esercitare parecchia sensibilità nel comprendere i punti di debolezza delle diverse realtà, in modo tale da renderli punti di forza e pilastri fondatori di una nuova e migliore società.

 

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